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Un grido d’allarme da Parigi: la siderurgia europea a un punto di svolta
Al termine della Conferenza sul futuro dell’industria siderurgica europea, tenutasi a Parigi e co-presieduta dai ministri Marc Ferracci (Francia) e Adolfo Urso (Italia), sette paesi membri dell’Unione Europea – Belgio, Italia, Spagna, Francia, Lussemburgo, Romania e Slovacchia – hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che suona come un campanello d’allarme. L’industria siderurgica europea, pilastro dell’economia continentale, necessita di un “piano d’azione urgente” per affrontare le sfide che ne minacciano la competitività e la sostenibilità.
Concorrenza sleale e decarbonizzazione: le due facce della stessa medaglia
La dichiarazione congiunta pone l’accento su due problematiche interconnesse. Da un lato, la concorrenza internazionale, spesso definita “sleale”, che mette a dura prova gli acciaieri europei. Dall’altro, la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, che impone investimenti significativi in nuove tecnologie e processi produttivi. I sette paesi firmatari chiedono all’UE di utilizzare in modo “largo ed efficace” gli strumenti di difesa commerciale per garantire un quadro di concorrenza equo e leale.
Urso: “L’Italia è un modello da seguire nell’acciaio green”
Il ministro Adolfo Urso, interpellato dai cronisti italiani a margine della conferenza, ha sottolineato l’urgenza di agire per recuperare la competitività perduta dalle imprese europee. “È assolutamente necessario agire subito per recuperare la competitività che in questi anni le nostre imprese hanno perso. E occorre agire subito per ciò che è la prima forma industriale, vale a dire, l’energia. Questa deve essere garantita alle nostre imprese, a cominciare delle imprese siderurgiche, per essere competitive sulla strada che noi condividiamo della piena decarbonizzazione, e quindi della tecnologia green”, ha dichiarato Urso. Il ministro ha inoltre rivendicato il ruolo di leadership dell’Italia nella produzione di acciaio green, sottolineando la necessità di proteggere questa eccellenza dalla concorrenza sleale proveniente da altri continenti. “Peraltro – ha puntualizzato Urso a Parigi – l’Italia è il modello da seguire, essendo la prima in Europa per la produzione di acciaio green e va tutelata questa produzione dalla concorrenza sleale che viene da altri continenti”.
La sfida globale e l’ombra delle politiche di Trump
Urso ha avvertito che la situazione attuale è resa ancora più complessa dalle decisioni dell’amministrazione Trump, che potrebbero innescare nuove tensioni commerciali a livello globale. In questo contesto, la tutela dell’industria siderurgica europea diventa una priorità strategica per garantire la sicurezza economica e l’autonomia del continente.
Un’occasione per ripensare il futuro dell’industria europea
La crisi della siderurgia europea rappresenta una sfida complessa, ma anche un’opportunità per ripensare il futuro dell’industria nel suo complesso. La transizione verso un’economia sostenibile richiede un approccio integrato, che tenga conto delle esigenze ambientali, sociali ed economiche. Investire in tecnologie innovative, promuovere la formazione di nuove competenze e sostenere la ricerca e lo sviluppo sono elementi chiave per garantire la competitività a lungo termine dell’industria europea.