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La denuncia di scomparsa e le prime indagini
L’8 febbraio scorso, un’amica statunitense aveva denunciato la scomparsa a Rio de Janeiro della giornalista britannica Charlotte Alice Peet, 32 anni. La notizia aveva destato preoccupazione, spingendo le autorità locali ad avviare immediatamente le indagini per fare luce sulla vicenda.
La svolta nelle indagini: l’ipotesi dell’allontanamento volontario
Tuttavia, le indagini hanno preso una piega inaspettata. La commissaria di polizia Ellen Souto ha dichiarato al portale G1 che la principale linea di indagine degli inquirenti è ora la scomparsa volontaria. La donna, infatti, è stata avvistata dalla polizia nei dintorni del Morro da Babilônia, nella Zona Sud di Rio.
Gli spostamenti di Charlotte Peet a Rio
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Charlotte Peet è arrivata a Rio la sera dell’8 febbraio in autobus. Ha alloggiato inizialmente in un ostello a Copacabana, dove è rimasta per nove giorni. Successivamente, si è trasferita in un altro ostello a Botafogo, dove ha soggiornato fino al 24 febbraio.
Le immagini e il riconoscimento facciale
La polizia ha diffuso le immagini di Charlotte Peet, riprese in diversi punti della città, al Programma di riconoscimento facciale delle persone scomparse. È stata pubblicata anche una foto della giornalista in un bar di Rio, risalente al 15 febbraio.
Nessun contatto con familiari e amici
Al momento, la polizia ritiene che Charlotte Peet non voglia avere contatti con familiari e amici. Le indagini proseguono per chiarire le motivazioni di questo allontanamento volontario.
Riflessioni sulla vicenda
La vicenda di Charlotte Peet solleva interrogativi sulle motivazioni che possono spingere una persona a scomparire volontariamente, interrompendo i contatti con i propri cari. Sebbene le indagini siano ancora in corso, è importante rispettare la sua decisione, garantendo al contempo il suo benessere e la sua sicurezza. La speranza è che, in futuro, possa ristabilire un contatto con i suoi affetti, se lo desidera.