
Ftse Mib ai massimi dal 2007
La Borsa di Milano continua a brillare, con il Ftse Mib che consolida i massimi dal 2007, superando la soglia dei 39mila punti e registrando un incremento dell’1,1%. Questo andamento positivo riflette una rinnovata fiducia degli investitori nel mercato italiano, sostenuta da una serie di fattori macroeconomici e specifici dei singoli titoli.
Spread Btp/Bund in calo
Parallelamente alla performance positiva del Ftse Mib, lo spread tra Btp e Bund scende di due punti base, attestandosi a 111. Anche i rendimenti sono in calo, con il decennale italiano che si posiziona al 3,55%. Questo restringimento dello spread indica una minore percezione del rischio legato al debito pubblico italiano, contribuendo a creare un clima di maggiore stabilità finanziaria.
Campari e Buzzi trainano il mercato
Tra i titoli più performanti di Piazza Affari spiccano Campari (+3,3%), in recupero in attesa del piano sui costi, e Buzzi (+3,01%). Saipem (+3,1%) beneficia del balzo dell’utile e delle nozze annunciate con la norvegese Subsea7, consolidando la sua posizione nel settore energetico. Il settore bancario è sotto i riflettori, con Intesa Sanpaolo (+2,7%) e Unicredit (+2,2%) che mostrano una solida performance. Per Unicredit, l’antitrust tedesca sta valutando la quota in Commerzbank, un’operazione che potrebbe avere implicazioni significative per il futuro della banca.
Prysmian in evidenza, Stellantis in affanno
Prysmian (+2,49%) si distingue alla vigilia della pubblicazione dei conti, suscitando l’interesse degli investitori. In controtendenza, Stellantis lascia sul terreno il 3,97% dopo il crollo dell’utile nel 2024, mentre StM (-1,6%) continua a subire vendite, con il Mef che ritiene inadeguata la gestione del ceo Chery.
Un mercato in fermento
La performance odierna della Borsa di Milano riflette un mercato in fermento, con luci e ombre. Mentre alcuni titoli brillano, trainati da risultati positivi e operazioni strategiche, altri mostrano segni di debolezza. L’attenzione degli investitori rimane alta, in attesa di ulteriori sviluppi macroeconomici e specifici dei singoli settori.