Basilea – Un monito chiaro e diretto giunge dal cuore della regolamentazione finanziaria internazionale. Il Financial Stability Board (FSB), l’organismo che riunisce le principali autorità di vigilanza e banche centrali a livello globale, ha pubblicato il suo rapporto annuale per il 2025, lanciando un segnale d’allarme sul rallentamento nell’implementazione delle riforme della finanza globale, varate all’indomani della grande crisi finanziaria. In un contesto geopolitico ed economico sempre più complesso e “frammentato”, l’FSB, presieduto da Andrew Bailey, governatore della Bank of England, ribadisce con forza un concetto fondamentale: “il multilateralismo resta l’unica strada”.
I rischi finanziari, come sottolinea il rapporto, “non rispettano i confini”, rendendo la cooperazione transnazionale non una scelta, ma una necessità imprescindibile per la salvaguardia della stabilità economica globale, definita un “bene pubblico comune”. Nonostante gli shock degli ultimi anni non abbiano minato le fondamenta della stabilità finanziaria, grazie proprio alle riforme post-crisi, il board evidenzia la necessità di non abbassare la guardia.
Un Rallentamento da Indagare e Correggere
Il cuore del messaggio del rapporto 2025 risiede nella constatazione di una perdita di slancio nell’adozione delle misure concordate in sede G20. Sebbene la cooperazione tra i paesi membri si sia in alcuni ambiti rafforzata, l’obiettivo di una piena e coerente attuazione delle riforme non è stato ancora raggiunto. Per questo motivo, l’FSB ha annunciato che “la prossima fase” del suo lavoro si concentrerà sull’analisi delle “cause di questo rallentamento” e sull’individuazione di strategie per “rendere l’attuazione efficace”.
Questa revisione strategica, avviata nel 2025, mira a identificare le radici del problema per promuovere un’implementazione più incisiva delle politiche raccomandate. Si tratta di un passo cruciale per assicurare che il sistema finanziario globale rimanga resiliente di fronte a nuove e complesse sfide.
Le Nuove Frontiere del Rischio: dal “Non Bancario” alle Cripto-attività
Il rapporto dell’FSB non si limita a guardare al passato, ma proietta la sua analisi sulle vulnerabilità emergenti che caratterizzano il panorama finanziario attuale. Tra le principali aree di preoccupazione figurano:
- L’intermediazione finanziaria non bancaria (NBFI): Spesso definita “finanza ombra”, questa vasta area di mercato, che ha raggiunto i 256,8 trilioni di dollari nel 2024, continua a crescere rapidamente. L’FSB ha finalizzato nel 2025 raccomandazioni per affrontare i rischi legati all’eccessiva leva finanziaria in questo settore e ha istituito una task force per migliorare la raccolta dati, essenziale per una valutazione efficace delle vulnerabilità.
- Cripto-attività e Stablecoin: La volatilità significativa dei mercati delle criptovalute e la rapida espansione delle stablecoin rappresentano una fonte di rischio per la stabilità finanziaria. L’FSB ha lavorato intensamente per definire un quadro normativo globale e monitorarne l’implementazione, al fine di garantire un’innovazione sicura.
- Resilienza operativa e pagamenti transfrontalieri: La crescente digitalizzazione della finanza espone le istituzioni a nuovi rischi operativi, come gli attacchi informatici. Parallelamente, migliorare l’efficienza e la sicurezza dei pagamenti internazionali è una priorità per sostenere l’economia globale.
- Intelligenza Artificiale (AI): Il rapporto evidenzia come anche i progressi nel campo dell’AI, pur offrendo opportunità, possano introdurre nuove e complesse vulnerabilità nel settore finanziario che richiedono un’attenta analisi.
A queste si aggiungono vulnerabilità di lunga data, come l’aumento del debito sovrano a livello globale e le valutazioni elevate di alcuni asset finanziari.
L’Appello di Andrew Bailey: Trovare un Terreno Comune
Nella prefazione al rapporto, per la prima volta introdotta in questa edizione, il presidente Andrew Bailey riflette sulle sfide attuali al multilateralismo. In un mondo “sempre più frammentato e imprevedibile”, Bailey sottolinea come i membri dell’FSB abbiano comunque continuato a “trovare un terreno comune”, dimostrando impegno nell’affrontare le sfide condivise. Questo, secondo il governatore della Bank of England, dà motivo di essere ottimisti.
Tuttavia, Bailey evidenzia anche la necessità per l’FSB di continuare ad adattarsi per rimanere “adeguato allo scopo in un mondo in rapida evoluzione”. L’appello è a non cedere alla polarizzazione, ma a rafforzare la collaborazione, perché, come ribadito nel rapporto, “la stabilità finanziaria è un bene pubblico comune”.
Il lavoro dell’FSB, in coordinamento con gli organismi di normazione internazionali, prosegue dunque su più fronti: dal monitoraggio costante delle vulnerabilità allo sviluppo di nuove policy, fino al cruciale compito di vigilare sulla loro concreta applicazione. Un impegno essenziale per gettare le basi di un sistema finanziario più solido e resiliente, capace di sostenere una crescita economica sostenibile a livello globale.
