Nel panorama editoriale contemporaneo, emerge con forza e urgenza un volume capace di intercettare una delle più silenziose ma devastanti emergenze sociali del nostro tempo: “Il disagio giovanile – Testimonianze di rinascita al femminile”. L’opera, firmata dalla giornalista modenese Valentina Reggiani e pubblicata da Edizioni Artestampa, si configura come un’indagine profonda e necessaria nell’universo complesso e spesso inesplorato del malessere che serpeggia tra gli adolescenti e i giovani adulti. Con un prezzo di copertina di 20 euro e una foliazione di 127 pagine, il libro non è un semplice saggio, ma un vero e proprio viaggio umano e sociale, un coro di voci che squarciano il velo dell’indifferenza.
Un’inchiesta sul campo: dentro le comunità Ceis
Il cuore pulsante del lavoro di Valentina Reggiani risiede nella sua scelta di immergersi in una realtà concreta e operosa: quella delle comunità afferenti al Ceis (Centro Italiano di Solidarietà) di Modena. L’autrice ha varcato le soglie di questi luoghi di accoglienza e cura, ascoltando decine di storie, molte delle quali di ragazze e giovani donne. Ne emerge un quadro composito e allarmante, che tocca le corde più sensibili dell’esperienza giovanile odierna: dall’isolamento sociale all’abbandono scolastico, dall’autolesionismo all’abuso di alcol e droghe, fino ai disturbi alimentari e ai comportamenti asociali che possono sfociare in veri e propri reati. Il Ceis, nato a Modena nel 1982 e presieduto da Padre Giuliano Stenico, si occupa da decenni di affrontare il disagio in tutte le sue forme, con un approccio che mette al centro la persona e la costruzione di un contesto comunitario.
Le voci della rinascita: testimonianze al femminile
Uno degli aspetti più significativi e potenti del libro è la centralità data alle testimonianze femminili. Attraverso il racconto diretto delle protagoniste, il lettore è invitato a una riflessione profonda sulle origini del disagio, con un’attenzione particolare al contesto post-pandemico. Il Covid-19, con le sue restrizioni e l’isolamento forzato, ha infatti agito come un detonatore, amplificando fragilità preesistenti e creandone di nuove. Le storie di queste giovani donne non sono però solo cronache di dolore, ma anche e soprattutto narrazioni di rinascita. Il libro diventa così un potente invito, rivolto dai giovani ai loro coetanei, a non arrendersi, a cercare un aiuto qualificato e a credere nella possibilità di un futuro diverso. È un messaggio di speranza che si leva forte e chiaro dalle pagine, un inno alla resilienza e alla forza interiore.
Un approccio multidisciplinare: il contributo degli esperti
A impreziosire e dare ulteriore spessore all’indagine di Valentina Reggiani contribuiscono gli interventi di autorevoli esperti. La prefazione del volume è affidata a Padre Giuliano Stenico, presidente della Fondazione Ceis Ets, che da anni si spende per la causa dei giovani in difficoltà. Il testo è inoltre arricchito da approfondimenti e analisi di due figure di spicco nel panorama modenese e nazionale:
- Mario Paternoster, dirigente della Squadra Mobile di Modena, che offre una prospettiva cruciale sul versante della legalità e della sicurezza, analizzando i comportamenti antisociali e i reati che possono derivare da un profondo disagio.
- La professoressa Susanna Pietralunga, docente di Criminologia all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttrice del Centro di ricerca criminologica sul disagio giovanile. Il suo contributo scientifico permette di inquadrare il fenomeno con rigore accademico, esplorandone le radici psicologiche, sociali e culturali.
La presentazione ufficiale: un momento di confronto
Il libro sarà presentato ufficialmente mercoledì 25 marzo alle ore 10:30 presso l’Istituto superiore di Scienze dell’Educazione e della Formazione ‘Giuseppe Toniolo’, in via Toniolo 125 a Modena. L’evento si preannuncia come un importante momento di dialogo e confronto pubblico, alla presenza dell’autrice e di numerose personalità istituzionali e del settore, tra cui Padre Giuliano Stenico, l’assessora alla scuola Federica Venturelli, l’assessora alla sicurezza Alessandra Camporota, lo stesso Mario Paternoster e la professoressa Susanna Pietralunga. Un’occasione preziosa per accendere i riflettori su un tema che non può e non deve più essere ignorato, per comprendere e agire, per costruire insieme una rete di supporto sempre più solida attorno ai nostri giovani.
