MILANO – Una secca e inequivocabile smentita per porre fine a un vortice di indiscrezioni. La famiglia Cappa, composta dagli zii e cugini di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, ha rotto il silenzio attraverso i propri legali, gli avvocati Antonio Marino e Gabriele Casartelli, per fare chiarezza su una notizia che aveva rapidamente guadagnato le prime pagine. “Comunichiamo che, ad oggi, nessun componente della famiglia Cappa ha mai formalizzato alcun esposto/denuncia, né tantomeno depositato alcun audio”. Con queste parole, contenute in una nota ufficiale, i legali hanno definito “prive di fondamento” le notizie circolate riguardo all’apertura di un fascicolo presso la Procura di Milano.
La vicenda era emersa a seguito di un lancio di agenzia che riportava l’avvio di un’indagine per diffamazione aggravata a carico di ignoti. Tale procedimento, secondo le indiscrezioni, sarebbe scaturito da un presunto esposto presentato proprio dalla famiglia Cappa, il quale avrebbe incluso anche supporti audio e fatto riferimento a possibili interferenze nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, coordinata dalla Procura di Pavia. Si era parlato di un documento contenente una decina di nomi e diverse ipotesi di reato, finito sul tavolo del procuratore milanese.
Il contesto: una nuova inchiesta e la pressione mediatica
La smentita dei Cappa si inserisce in un contesto giudiziario e mediatico estremamente complesso e delicato. Da oltre un anno, la Procura di Pavia ha riaperto le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, per il quale è stato condannato in via definitiva l’allora fidanzato Alberto Stasi. La nuova inchiesta vede ora indagato Andrea Sempio, un amico del fratello della vittima. Questa riapertura ha inevitabilmente riacceso i riflettori su uno dei casi di cronaca nera più discussi e seguiti degli ultimi decenni in Italia, generando un’intensa attività mediatica.
Negli ultimi mesi, infatti, si era diffusa la voce di una cinquantina di querele presentate dai Cappa nei confronti di giornalisti, blogger e youtuber per presunta diffamazione, in particolare riguardo al coinvolgimento delle sorelle Paola e Stefania Cappa nella vicenda. La nota odierna, tuttavia, sembra smentire in modo netto e definitivo anche queste precedenti speculazioni, affermando che “nessun componente della famiglia ha mai formalizzato alcun esposto/denuncia”.
Le ultime novità investigative sul delitto
Mentre la famiglia Cappa prende le distanze dal clamore mediatico, le indagini della Procura di Pavia proseguono. Recentemente, sono emerse indiscrezioni sul contenuto di una nuova perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Secondo quanto anticipato dal Tg1, sul corpo di Chiara Poggi sarebbero stati riscontrati segni di una colluttazione, come ecchimosi, lividi e abrasioni, che suggerirebbero una resistenza attiva e prolungata contro il suo aggressore. Questo dettaglio, se confermato, potrebbe modificare la ricostruzione della dinamica dell’omicidio, introducendo l’elemento di una lotta e dando maggior peso al DNA maschile ritrovato sotto le unghie della vittima, riconducibile alla linea paterna di Andrea Sempio.
Parallelamente, l’attenzione degli inquirenti si concentra anche sulle analisi dei computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, per le quali è stata richiesta una proroga. L’ipotesi è che Chiara possa aver scoperto qualcosa sul pc del fidanzato la sera prima del delitto, scatenando una discussione. L’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, rimane una ferita aperta, un complesso puzzle giudiziario che, a distanza di quasi due decenni, continua a presentare nuovi tasselli e a suscitare interrogativi.
