CAGLIARI – Vittoria dal peso specifico enorme per il Napoli, che espugna l’Unipol Domus di Cagliari con il minimo scarto e prosegue la sua inarrestabile marcia in campionato. La squadra di Antonio Conte centra il quarto successo di fila, un filotto che la proietta momentaneamente al secondo posto in classifica, scavalcando il Milan e lanciando un segnale forte e chiaro all’Inter capolista, ora distante sei lunghezze. A decidere la contesa è un gol lampo, dopo appena 74 secondi, del centrocampista scozzese Scott McTominay, sempre più uomo simbolo di questo Napoli cinico e vincente. Per il Cagliari di Fabio Pisacane, invece, è la terza sconfitta consecutiva, un risultato che fa suonare l’allarme e rende la classifica estremamente preoccupante.
Partenza Sprint e Gestione: la Ricetta di Conte
Il copione della partita è chiaro fin dalle primissime battute. Il Napoli, schierato con un solido 3-4-2-1, aggredisce subito l’avversario e trova il vantaggio immediato. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, dopo un batti e ribatti furioso in area piccola, la palla carambola sul palo e sulla schiena del portiere Caprile, finendo sui piedi di McTominay che da zero metri non può sbagliare. È il gol che sblocca e, di fatto, decide la partita. Un episodio nato da un’incertezza della difesa sarda, quasi un manifesto dello stato mentale di una squadra impaurita e in evidente difficoltà.
Ottenuto il vantaggio, il Napoli entra in modalità “gestione”. La squadra di Conte controlla il possesso palla, a tratti con un palleggio quasi scolastico, ma senza trovare con continuità il varco per il raddoppio. Se da un lato la solidità difensiva, con Milinkovic-Savic praticamente inoperoso per tutto l’arco del match, è un marchio di fabbrica del tecnico salentino, dall’altro emerge un limite: la mancata capacità di chiudere la partita. Un “eccesso di sicurezza”, come lo definirà Conte nel post-partita, che ha tenuto in vita un Cagliari altrimenti innocuo.
Cagliari, un Coraggio Tardivo e Tanta Confusione
Dall’altra parte, la reazione del Cagliari è stata timida e confusa. Per oltre un’ora, i rossoblù hanno subito il palleggio avversario, incapaci di costruire azioni offensive degne di nota. L’unica vera occasione del primo tempo porta la firma di Esposito, che al 20′ ruba palla a Olivera ma calcia a lato. Troppo poco per impensierire la retroguardia partenopea. Il tecnico Pisacane, nel disperato tentativo di invertire la rotta, ha provato a pescare a piene mani dalla Primavera, inserendo nella ripresa i giovanissimi Kilicsoy (2005), Raterink (2006), Trepy (2006) e facendo esordire l’attaccante classe 2007 Mendy.
L’ingresso dei giovani ha portato un po’ di vivacità e un paio di mischie in area, ma nessun tiro nello specchio della porta. La mossa, per quanto coraggiosa, non ha prodotto gli effetti sperati, evidenziando i limiti strutturali di una squadra che ora deve seriamente guardarsi alle spalle, con la Cremonese che incalza minacciosamente nella lotta per non retrocedere.
Le Chiavi Tattiche e i Protagonisti
La partita ha messo in luce diversi aspetti tattici interessanti:
- Il cinismo del Napoli: Una squadra che non ha brillato per gioco spettacolare ma ha dimostrato una solidità e una capacità di capitalizzare le occasioni che sono tipiche delle squadre di Conte.
- La regia di De Bruyne: Il belga, tornato a giocare 90 minuti, ha provato a illuminare la scena con le sue giocate, cercando spesso la combinazione con Politano sulla fascia destra.
- La crisi del Cagliari: I sardi hanno raccolto solo due punti da inizio febbraio e la sconfitta odierna acuisce una crisi di gioco e di risultati. La classifica, con la zona retrocessione a soli tre punti, ora fa davvero paura.
- La saracinesca Caprile: Nonostante la sconfitta, il portiere del Cagliari Elia Caprile si è distinto con diversi interventi decisivi, in particolare su De Bruyne e Politano nella ripresa, evitando un passivo più pesante.
Prospettive Future: Sogni Champions e Incubi Retrocessione
Il Napoli esce da Cagliari con tre punti d’oro che alimentano il sogno di un posto nella prossima Champions League e, perché no, mettono un po’ di pressione all’Inter. La strada è ancora lunga, ma la solidità ritrovata e la mentalità vincente instillata da Conte sono un’ottima base su cui costruire il finale di stagione. Per il Cagliari, invece, si apre un periodo delicatissimo. La lotta per la salvezza è entrata nel vivo e la squadra di Pisacane dovrà ritrovare al più presto punti e fiducia per non essere risucchiata nel baratro della Serie B.
