Il Gruppo Ermenegildo Zegna ha presentato i risultati finanziari per l’esercizio 2025, evidenziando una performance solida e una notevole capacità di crescita nonostante un panorama economico globale denso di incertezze. L’utile netto ha raggiunto i 109,5 milioni di euro, segnando un incremento del 20% rispetto ai 90,9 milioni registrati nel 2024. Un risultato che testimonia la forza del marchio e l’efficacia delle strategie implementate in un settore, quello del lusso, particolarmente sensibile alle dinamiche macroeconomiche e geopolitiche.
Analisi dei Ricavi e della Redditività
I ricavi consolidati si sono attestati a 1,917 miliardi di euro, registrando un lieve calo dell’1,5% a cambi correnti ma, dato ben più significativo, una crescita organica dell’1,1%. Questo indica che, al netto delle fluttuazioni valutarie, il core business del gruppo ha mantenuto una traiettoria positiva. Il margine lordo è migliorato, passando al 67,5% rispetto al 66,6% dell’anno precedente, a testimonianza di un’attenta gestione dei costi e di un favorevole mix di prodotti.
L’EBIT rettificato si è attestato a 163 milioni di euro. Su questo dato ha inciso un accantonamento prudenziale di 10 milioni di euro per perdite attese su crediti, legato alla procedura di Chapter 11 avviata dal retailer di lusso statunitense Saks Global. Al netto di tale accantonamento, l’EBIT rettificato sarebbe stato di 173 milioni.
La Svolta nella Posizione Finanziaria Netta
Uno degli elementi più rilevanti del bilancio 2025 è il completo ribaltamento della posizione finanziaria netta. Il Gruppo è passato da un indebitamento finanziario netto di 94 milioni di euro al 31 dicembre 2024 a una posizione di cassa netta positiva per 52 milioni di euro a fine 2025. Questa inversione di tendenza è stata sostenuta da un free cash flow di 82 milioni, in forte accelerazione rispetto ai 10 milioni dell’anno precedente, a dimostrazione di una solida generazione di cassa e di una gestione finanziaria oculata.
Performance dei Singoli Brand
Analizzando le performance dei singoli marchi del gruppo, emergono andamenti differenziati:
- ZEGNA: Il marchio principale ha registrato una crescita organica del 4,7%, con ricavi per 1.181,6 milioni di euro e un miglioramento della redditività.
- Thom Browne: Ha affrontato un anno più complesso, con ricavi in calo del 12,2% su base organica a 268,5 milioni, penalizzato dalla decisione strategica di ridurre il canale wholesale e dall’esposizione verso Saks Global.
- TOM FORD FASHION: Ha mostrato una crescita organica del 3,1%, con ricavi per 317,1 milioni, sebbene la gestione operativa rimanga in perdita.
Dividendo e Prospettive Future
In linea con i solidi risultati, il Consiglio di Amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,12 euro per azione ordinaria. Guardando al futuro, il presidente esecutivo Ermenegildo “Gildo” Zegna ha espresso fiducia, pur riconoscendo le sfide all’orizzonte. “Nel 2025 il nostro Gruppo ha registrato una solida crescita dei ricavi e dell’utile netto, nonostante il perdurare di un contesto complesso per l’intero settore”, ha dichiarato.
Tuttavia, ha anche sottolineato come “i recenti sviluppi in Medio Oriente hanno aggiunto un ulteriore elemento di incertezza per il settore”. In questo scenario, le priorità del Gruppo rimangono chiare: “crescita mirata, solida generazione di cassa e rigorosa esecuzione dei nostri piani per raggiungere gli obiettivi prefissati. Pur rimanendo attenti ai potenziali rischi, le nostre ambizioni non cambiano, così come la determinazione nel realizzarle”.
Il Contesto: Tra Crisi Geopolitiche e Sfide di Mercato
I risultati di Zegna si inseriscono in un contesto globale complesso. Le tensioni in Medio Oriente rappresentano una fonte di preoccupazione per l’intero comparto del lusso, con un potenziale impatto sulla domanda globale e sulla fiducia dei consumatori. Il Medio Oriente, pur rappresentando circa il 5-6% delle vendite globali del lusso, è un mercato in forte crescita e strategico per i brand di alta gamma.
In aggiunta, la vicenda di Saks Global, che ha avviato la procedura di Chapter 11 a gennaio 2026, ha avuto un impatto diretto. Zegna figura tra i creditori non garantiti e l’accantonamento di 10 milioni dimostra un approccio prudente da parte del management. Nonostante queste sfide, il Gruppo conferma i propri obiettivi a lungo termine, puntando a consolidare il proprio posizionamento internazionale e a mantenere la flessibilità necessaria per navigare in un mercato in continua evoluzione.
