Milano – Una giornata da dimenticare per la Borsa di Milano, che ha chiuso le contrattazioni in forte ribasso, riflettendo un clima di crescente avversione al rischio che serpeggia tra gli investitori a livello globale. L’indice principale, il Ftse Mib, ha registrato una perdita del 2,32%, attestandosi a 43.701 punti. A pesare sul sentiment del mercato sono state principalmente le preoccupazioni per l’escalation del conflitto in Medio Oriente, i cui effetti si riverberano sui prezzi delle materie prime e sulle prospettive di inflazione. A questo scenario internazionale si sono aggiunte tensioni specifiche del listino italiano, che hanno contribuito ad amplificare le vendite.

Il volume degli scambi è stato particolarmente elevato, superando i 4,8 miliardi di euro di controvalore, il dato più alto delle ultime quattro sedute, a testimonianza della nervosismo che ha caratterizzato la giornata. Sul fronte del mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile, chiudendo a 82,1 punti base. Tuttavia, si è registrato un aumento dei rendimenti, con il tasso annuo del Btp italiano in crescita di 5 punti al 3,77% e quello del Bund tedesco in rialzo di 1,7 punti al 2,95%.

Il crollo di Inwit e la sfida sulle torri di Tlc

A catalizzare l’attenzione degli operatori è stato il tonfo di Inwit, il principale gestore di torri di telecomunicazioni in Italia, che ha lasciato sul terreno il 15,6%. A scatenare le vendite è stata la notizia di un accordo non vincolante tra Tim (-5,7%) e Fastweb (che ha recentemente incorporato Vodafone Italia) per la costituzione di una joint-venture finalizzata alla costruzione e gestione di circa 6.000 nuove torri per la telefonia mobile. Questa mossa, finalizzata ad accelerare lo sviluppo del 5G e a ottimizzare i costi, è stata interpretata dal mercato come una diretta sfida a Inwit, di cui Tim e la stessa Fastweb sono i principali clienti.

La reazione di Inwit non si è fatta attendere: la società ha definito l’iniziativa dei due operatori “in evidente contrasto” con gli accordi in essere, che le garantirebbero una prelazione sulla costruzione di nuovi siti. La tower company ha inoltre denunciato un “progressivo incremento della conflittualità” da parte dei suoi principali clienti, volto a ottenere una revisione ingiustificata dei contratti. Questo scontro ha costretto Inwit a rivedere al ribasso le proprie stime di ricavi e margini per il 2026.

Vendite diffuse su banche e industria

L’ondata di vendite ha colpito in modo trasversale gran parte del listino. Il settore industriale ha sofferto particolarmente, con ribassi significativi per Prysmian (-5,39%), che sta valutando un ampliamento dei suoi impianti in Texas, Stm (-4,52%) e Mediobanca (-4,03%).

Anche il comparto bancario è finito sotto pressione, con perdite consistenti per Bper (-3,9%), Mps (-3,77%), Unicredit (-2,94%) e Banco Bpm (-2,69%). Le incertezze globali e il timore di un rallentamento economico pesano sulle prospettive del settore del credito.

Il lusso e l’automotive non sono stati risparmiati, come dimostrano i cali di Ferrari (-5,41%) e Stellantis (-3,3%). Male anche Fincantieri (-3,88%), mentre Leonardo (-1,65%) ha contenuto le perdite.

Pochi titoli in controtendenza: brillano gli energetici

In una giornata dominata dal colore rosso, si sono distinti in positivo pochi titoli, principalmente legati al settore energetico, che beneficia del rialzo del prezzo del petrolio legato alle tensioni geopolitiche.

  • Eni: Il titolo del “Cane a sei zampe” ha chiuso con un robusto rialzo del 3,75%. A sostenere le quotazioni è stata la presentazione dell’aggiornamento del piano strategico al 2030, che include lo scorporo e il deconsolidamento della controllata Plenitude. L’operazione mira a valorizzare le attività nelle rinnovabili e a rafforzare la struttura patrimoniale di Plenitude per sostenere la sua crescita.
  • Saipem: In rialzo dello 0,86%, la società di servizi per l’industria petrolifera ha beneficiato della notizia del completamento con successo di una fase di test per il suo drone sottomarino avanzato, il FlatFish. Il drone opererà per conto della major brasiliana Petrobras per l’ispezione di infrastrutture in acque ultra-profonde, segnando un passo avanti per la robotica sottomarina.
  • Nexi: In controtendenza anche il titolo della paytech, che ha guadagnato l’1,91%.

La seduta odierna conferma la fase di elevata volatilità dei mercati finanziari, chiamati a navigare a vista tra le incertezze geopolitiche e le dinamiche interne ai singoli listini. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere se le attuali tensioni si tradurranno in un consolidamento del trend ribassista o se prevarrà un approccio più cauto ma orientato alla ripresa.

Di atlante

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