TRENTO – Una giornata che doveva essere dedicata allo sport e alla passione per la montagna si è trasformata in tragedia. Un giovane sciatore di 19 anni, di nazionalità polacca, ha perso la vita dopo essere stato travolto da una valanga sul ghiacciaio Presena, nel comprensorio sciistico del Passo del Tonale. L’incidente, avvenuto nella tarda mattinata di lunedì 16 marzo, ha visto coinvolto anche il fratello della vittima, rimasto fortunatamente illeso. L’episodio si inserisce in un quadro di altissima criticità per tutto l’arco alpino, dove il pericolo valanghe ha raggiunto il grado 4, definito “forte”, su una scala di 5, a causa delle intense nevicate e delle temperature in rialzo.
La dinamica della tragedia: un fuoripista fatale
Secondo le ricostruzioni, i due fratelli avevano deciso di abbandonare le piste battute per avventurarsi in un tratto fuoripista nella zona della Conca di Presena, sul versante trentino del massiccio, in territorio di Vermiglio. Intorno alle 13, ad una quota di circa 2.700 metri, un fronte nevoso si è staccato travolgendo i due. Mentre uno dei due è stato solo sfiorato dalla slavina, il fratello diciannovenne, classe 2006, è stato completamente sepolto.
Il fratello illeso ha immediatamente iniziato a scavare nel tentativo disperato di liberare il congiunto, lanciando contemporaneamente l’allarme. I primi ad intervenire sono stati due operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, in servizio di pattugliamento sulle piste, allertati da altri sciatori e da militari delle truppe alpine dell’Esercito che avevano assistito all’evento dalla sottostante pista Paradiso.
Una corsa contro il tempo: i soccorsi
La macchina dei soccorsi si è attivata con la massima tempestività. La Centrale Unica di Emergenza ha inviato sul posto l’elicottero con a bordo un’unità cinofila per la ricerca in valanga. Una volta individuato, il giovane è stato estratto dalla neve in stato di incoscienza e in arresto cardiocircolatorio. I soccorritori hanno immediatamente iniziato le manovre di rianimazione sul posto, proseguite poi dall’équipe sanitaria sbarcata dall’elicottero. Le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento, il diciannovenne è deceduto nel pomeriggio di martedì 17 marzo.
Nel frattempo, l’area della valanga è stata bonificata dall’unità cinofila e dal tecnico di elisoccorso per escludere la presenza di altre persone coinvolte. L’intervento si è concluso intorno alle 14:50.
Allerta massima sulle Alpi: un manto nevoso instabile
La tragedia del Presena è un drammatico monito in una stagione caratterizzata da condizioni nivologiche particolarmente instabili. Le abbondanti nevicate del fine settimana, seguite da un rialzo delle temperature, hanno creato una situazione di elevato pericolo su gran parte dell’arco alpino.
Il Servizio Meteomont dell’Arma dei Carabinieri e l’Aineva (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) hanno diramato bollettini di allerta, segnalando un pericolo “forte” (grado 4 su 5) in diversi settori delle Alpi occidentali, come in Valle d’Aosta e Piemonte, e “marcato” (grado 3 su 5) su molti altri rilievi, incluso il Trentino. Gli esperti spiegano che i considerevoli accumuli di neve fresca, spesso rimaneggiati dal vento, poggiano su strati precedenti più deboli, creando le condizioni ideali per il distacco di valanghe, sia spontanee che provocate dal passaggio di un singolo sciatore. Si sconsiglia “vivamente” di praticare lo sci fuoripista e le escursioni con le racchette da neve fino a una stabilizzazione del manto nevoso.
“In queste condizioni sono da aspettarsi valanghe spontanee di dimensioni grandi o molto grandi che possono staccarsi anche con debole sovraccarico”, si legge nelle note ufficiali, che sottolineano come anche la formazione di cornici di neve rappresenti un ulteriore fattore di rischio.
L’importanza della prudenza e della consapevolezza
Questo tragico evento sottolinea ancora una volta i rischi intrinseci della montagna invernale e l’importanza fondamentale di un approccio basato sulla massima prudenza. Affrontare il fuoripista richiede non solo un’eccellente abilità tecnica, ma anche una profonda conoscenza dell’ambiente, la capacità di interpretare i bollettini valanghe e la consultazione delle guide alpine locali. È essenziale essere equipaggiati con l’attrezzatura di autosoccorso (ARTVA, pala e sonda) e saperla utilizzare correttamente. La montagna offre scenari di incomparabile bellezza, ma il suo rispetto e la consapevolezza dei propri limiti sono il primo, indispensabile passo per poterne godere in sicurezza.
