Il mercato europeo del gas è in fibrillazione. Se da un lato il livello degli stoccaggi, pur in calo fisiologico, non desta preoccupazioni immediate per la sicurezza degli approvvigionamenti, dall’altro è il prezzo della materia prima a scatenare l’allarme. Le quotazioni sulla piazza di riferimento, il TTF di Amsterdam, hanno subito una violenta impennata, superando la soglia dei 68 euro per megawattora (MWh), i livelli più alti degli ultimi tre anni. A innescare la corsa al rialzo sono le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che proiettano un’ombra di incertezza sulla stabilità delle forniture globali.
Scorte Europee in Calo, ma l’Italia fa Eccezione
Secondo gli ultimi dati forniti da Gas Infrastructure Europe (GIE), il livello di riempimento medio degli stoccaggi di gas nell’Unione Europea si attesta al 28,87%, con un volume totale di 329,89 terawattora (TWh) e un trend giornaliero di prelievo dello 0,06%. Una situazione definita da “semaforo arancione”, che riflette il normale consumo durante la stagione invernale che si avvia alla conclusione. La Germania, motore economico del continente, si allinea alla media europea con riserve al 21,84% (pari a 54,86 TWh) e un calo giornaliero dello 0,09%.
In questo scenario, spicca la performance dell’Italia. Il nostro Paese si conferma il primo in Europa per volume di gas stoccato in termini assoluti, con riserve che raggiungono i 90,49 TWh, corrispondenti a un livello di riempimento del 44,5%. A differenza della maggior parte dei partner europei, l’Italia sta già procedendo con leggere iniezioni negli stoccaggi, anticipando di fatto l’avvio della stagione di riempimento prevista per il 1° aprile. Questa strategia proattiva posiziona il sistema gas italiano in una condizione di maggiore sicurezza relativa.
Anche la Penisola Iberica presenta dati interessanti: la Spagna vanta stoccaggi al 55,61% (19,93 TWh), sebbene con un flusso giornaliero negativo (-0,05%), mentre il Portogallo registra un notevole 80,12% di riempimento (2,86 TWh) e un deciso tasso di iniezione giornaliero (+0,74%). Questi dati, tuttavia, vanno letti considerando la minore capacità di stoccaggio assoluta rispetto a giganti come Germania e Italia.
Il Vero Problema: l’Impennata dei Prezzi del Gas
Gli esperti sono concordi: la vera criticità del momento non risiede nella disponibilità fisica di gas, quanto nel suo costo. Il prezzo al TTF di Amsterdam ha registrato un’impennata di oltre il 25% nella giornata di ieri, spinto dai timori legati alla sicurezza energetica dopo una serie di attacchi a infrastrutture strategiche in Medio Oriente. In particolare, gli attacchi missilistici iraniani contro la città industriale di Ras Laffan in Qatar, sede del più grande impianto di esportazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL) al mondo, hanno scosso profondamente i mercati. A ciò si aggiunge la chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% dei flussi globali di GNL.
Questa escalation di tensioni arriva in un momento delicato, alla vigilia della stagione di riempimento degli stoccaggi, con i livelli europei già inferiori alla media quinquennale a causa di un inverno più rigido. La conseguenza è una corsa all’acquisto che fa lievitare i prezzi, con un impatto diretto sulle bollette di famiglie e imprese in tutta Europa.
La Mappa degli Approvvigionamenti: USA e Norvegia Leader
La crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina ha ridisegnato la geografia delle forniture di gas europee. Per affrancarsi dalla dipendenza da Mosca, l’Europa ha puntato con decisione sul Gas Naturale Liquefatto (GNL), trasformando il mercato e consolidando nuovi partner strategici.
- Stati Uniti: Si confermano il principale fornitore di GNL per l’Europa, assicurando una quota preponderante delle importazioni via nave. Questa nuova dipendenza, sebbene da un alleato, solleva interrogativi sulla vulnerabilità strategica a lungo termine del sistema energetico europeo.
- Norvegia: Resta un pilastro fondamentale per la sicurezza energetica del continente, essendo il principale fornitore di gas via gasdotto.
- Qatar: Nonostante le recenti tensioni, il Qatar rimane un attore cruciale nel mercato del GNL, contribuendo in modo significativo agli arrivi via nave nel continente.
È importante sottolineare come la drastica riduzione delle importazioni dalla Russia abbia costretto l’UE a rivolgersi a un mercato globale più competitivo e volatile, dove fattori geopolitici in aree anche distanti possono avere ripercussioni immediate e significative sui prezzi interni.
