Anche quest’anno, le famiglie italiane si trovano a fronteggiare una Pasqua all’insegna dei rincari. Dalla tavola ai viaggi per ricongiungersi con i propri cari, il conto si preannuncia salato. Le associazioni dei consumatori, come Codacons e Assoutenti, lanciano l’allarme su un quadro preoccupante, con aumenti che toccano i dolci tradizionali e tariffe dei trasporti che schizzano alle stelle. A complicare ulteriormente lo scenario, le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto che coinvolge Stati Uniti e Iran, proiettano un’ombra minacciosa su un possibile, ulteriore rialzo dei prezzi dei carburanti.
Uova di Pasqua: il paradosso del cacao
Uno degli aumenti più significativi riguarda le uova di cioccolato. Nonostante un sensibile calo delle quotazioni internazionali del cacao, scese a circa 3.300 dollari a tonnellata rispetto al picco di 12.000 dollari di fine 2024, i consumatori non vedranno benefici immediati. Il Codacons spiega che i prodotti attualmente in vendita sono stati realizzati con materia prima acquistata mesi fa, quando i prezzi erano ai massimi storici. Le industrie dolciarie devono ancora smaltire queste scorte “costose”, e di conseguenza i listini al dettaglio non accennano a diminuire.
Nel dettaglio, si registrano rincari che vanno dal +6% fino al +10% per alcuni marchi. Questo si traduce in un prezzo al chilo per un uovo di marca industriale che può superare i 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno. A seconda di dimensioni e brand, un uovo industriale può costare dai 7 ai 22 euro. Per i prodotti artigianali, la spesa media si attesta tra i 30 e i 40 euro, mentre le versioni gourmet possono facilmente superare i 100 euro a pezzo.
Colombe: rincari più contenuti
Va leggermente meglio per le colombe pasquali. Per quelle classiche, gli aumenti rispetto al 2025 si attestano intorno al +3%. I prezzi medi per i prodotti industriali variano tra 5,40 e 15,90 euro. Le versioni farcite, invece, presentano un costo maggiore, oscillando tra 8,50 e 19,90 euro. Complessivamente, il giro d’affari in Italia per uova e colombe supera i 600 milioni di euro annui.
Trasporti: un lusso per pochi
Chi ha in programma di viaggiare durante le festività pasquali dovrà fare i conti con tariffe proibitive, sia per i voli aerei che per i treni. Assoutenti ha monitorato i prezzi a circa venti giorni dalla Pasqua, rilevando una situazione già critica. Spostarsi è diventato un lusso, non solo per i turisti ma anche per i tanti studenti e lavoratori fuori sede che desiderano tornare a casa.
Voli aerei:
Le tariffe per i voli nazionali hanno raggiunto cifre record. Considerando un viaggio con partenza venerdì 3 aprile e ritorno martedì 7 aprile, i costi minimi sono allarmanti. Ecco alcuni esempi forniti da Assoutenti:
- Genova-Catania: da 418 euro
- Milano-Crotone: da 343 euro
- Roma-Reggio Calabria: da 324 euro
- Milano-Reggio Calabria: da 308 euro
- Torino/Firenze/Ancona per Catania: oltre 320 euro
- Napoli-Olbia: 310 euro
- Verona-Catania: 297 euro
- Milano-Brindisi: 296 euro
È importante sottolineare che queste tariffe base spesso non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto a sedere, destinati a far lievitare ulteriormente il costo finale.
Treni ad alta velocità:
Anche il trasporto ferroviario non offre un’alternativa economica. I biglietti per i treni ad alta velocità, acquistati con un certo anticipo, mostrano già prezzi molto elevati per un viaggio di sola andata il 3 aprile:
- Italo (Torino – Reggio Calabria): da 185 euro
- Italo (Milano – Reggio Calabria): da 175 euro
- Trenitalia (Milano – Lecce): da 120 euro
- Trenitalia (Torino – Bari): da 116 euro
Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, queste tariffe sono destinate a salire ulteriormente con l’avvicinarsi delle festività a causa della maggiore domanda e dei sistemi di tariffazione dinamica.
Il fattore geopolitico
A pesare sulla già difficile situazione c’è l’incognita delle tensioni internazionali. Il conflitto in Medio Oriente sta già avendo ripercussioni sul mercato del petrolio, con un conseguente aumento dei prezzi dei carburanti. Questo non solo rende più costoso viaggiare in auto, ma rischia di essere trasferito a breve sulle tariffe aeree, aggravando il caro-voli. Le compagnie aeree, che già subiscono perdite a causa della chiusura di alcuni spazi aerei, potrebbero scaricare questi costi extra sui consumatori, innescando una nuova spirale di rincari.
