VERONA – In una sfida dal peso specifico enorme nella lotta per non retrocedere, è il Genoa a uscire con il bottino pieno dal Bentegodi, superando l’Hellas Verona per 2-0. Una vittoria esterna che mancava da tre mesi e che proietta i rossoblù a quota 33 punti, a +9 sulla zona calda della classifica, un margine che sa di quasi certezza. Per gli scaligeri, invece, una sconfitta amara che li lascia penultimi a 18 punti, con un futuro sempre più a tinte fosche.
La cronaca della partita: un secondo tempo che cambia tutto
Il lunch match della 29ª giornata di Serie A si è deciso interamente nella ripresa, dopo un primo tempo equilibrato ma avaro di emozioni. L’Hellas Verona, spinto dall’entusiasmo per la vittoria contro il Bologna nel turno precedente, ha iniziato con maggiore intraprendenza, colpendo anche un palo fortuito con un tiro-cross di Akpa-Akpro dopo appena 3 minuti. Il Genoa, dal canto suo, ha risposto con un tentativo di Ekuban, ben controllato da Montipò. Per il resto, la prima frazione ha visto le due squadre studiarsi, con molti errori tecnici e poche occasioni da rete.
La svolta arriva nella ripresa, grazie alle mosse dalla panchina di Daniele De Rossi. Al 60′, il tecnico rossoblù inserisce Vitinha al posto di Ekuban. Una scelta che si rivela subito vincente: appena un minuto dopo il suo ingresso, l’attaccante portoghese, nel giorno del suo compleanno, riceve palla sulla trequarti e lascia partire un destro potente e centrale che sorprende un non impeccabile Montipò, portando in vantaggio il Grifone. Un vero e proprio “missile” dai 30 metri che ha spaccato la partita.
Il gol subito taglia le gambe al Verona, che fatica a costruire una reazione concreta. Le manovre offensive degli uomini di Sammarco risultano confusionarie e poco incisive, con i subentrati che non riescono a dare la scossa sperata. Il Genoa, invece, gestisce con ordine il vantaggio e chiude definitivamente i conti all’86’. Su un calcio di punizione battuto da Martin, il difensore norvegese Leo Ostigard, tra i migliori in campo, svetta più in alto di tutti e di testa insacca il gol del definitivo 2-0.
Le analisi del post-partita: la soddisfazione di De Rossi e l’amarezza di Sammarco
Visibilmente soddisfatto a fine gara Daniele De Rossi, che ha sottolineato l’importanza di non aver sottovalutato l’impegno: “Per tutta la settimana ho avuto paura di sottovalutare questa partita, era il mio incubo”, ha dichiarato ai microfoni di DAZN. “Sono contento perché il campo ti dà il responso di quello che produci. Venire qui non era facile, se fossimo stati molli il Verona poteva ribaltarla”. L’allenatore ha poi elogiato la prestazione di Frendrup, definendolo un giocatore “dalle potenzialità gigantesche”.
Di umore opposto il tecnico del Verona, Paolo Sammarco: “La prestazione non è stata come quella di Bologna, merito anche del Genoa”, ha ammesso. “Avevo chiesto più coraggio, più voglia di andare in avanti. Dispiace perché volevamo dare seguito alla partita con il Bologna. Abbiamo l’obbligo e il dovere di continuare a lavorare per onorare la maglia e questa gente”.
Implicazioni di classifica e prospettive future
Questa vittoria rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per il Genoa, che ora può guardare alla parte finale del campionato con maggiore serenità. I 33 punti in classifica sono un tesoretto importante che avvicina sensibilmente l’obiettivo salvezza. Per il Verona, invece, la situazione si fa sempre più critica. La squadra resta penultima e la strada per la permanenza in Serie A appare sempre più in salita, con la necessità di un’inversione di rotta immediata nelle prossime, decisive, nove giornate.
Statistiche chiave del match
- Possesso palla: Verona 42.2% – Genoa 57.8%
- Tiri totali: Verona 8 – Genoa 11
- Tiri in porta: Verona 1 – Genoa 3
- Falli commessi: Verona 22 – Genoa 9
