Un pareggio che sa di beffa e che lascia scorie pesantissime. A San Siro, Inter e Atalanta non vanno oltre l’1-1, un risultato che, più per il punto guadagnato a testa, verrà ricordato per un finale incandescente che ha visto protagonista l’arbitro Gianluca Manganiello e la rabbia della panchina nerazzurra. La tensione, sfociata nell’espulsione del tecnico interista Cristian Chivu e nella drastica decisione della società di indire un totale silenzio stampa, rischia di infiammare le prossime settimane del campionato.

CRONACA DI UNA SERATA AD ALTA TENSIONE

La partita, combattuta e intensa come ogni Inter-Atalanta, si era incanalata sui binari giusti per i padroni di casa, in vantaggio grazie alla rete di Pio Esposito nel primo tempo. Tuttavia, a otto minuti dal novantesimo, l’episodio che ha scatenato il caos. L’azione del pareggio bergamasco, finalizzata da Nikola Krstovic con un tap-in vincente dopo una parata di Sommer, è viziata da un contatto molto dubbio al limite dell’area. L’attaccante atalantino Kamaldeen Sulemana recupera palla su Denzel Dumfries, con l’esterno olandese che cade a terra lamentando una spinta. L’arbitro Manganiello, vicino all’azione, lascia correre tra le proteste veementi di tutta la panchina dell’Inter.

LA FURIA DI CHIVU E IL SILENZIO DELLA SOCIETÀ

È in questo frangente che la rabbia di Cristian Chivu esplode. Il tecnico romeno, incredulo per la decisione, protesta in maniera così veemente da rimediare due cartellini gialli nel giro di pochi secondi, con conseguente espulsione. Le immagini lo mostrano urlare “Era fallo!” all’indirizzo del quarto uomo e dell’arbitro mentre abbandona il terreno di gioco, un chiaro segnale del nervosismo che serpeggiava in casa Inter. La convinzione di aver subito un torto è stata probabilmente amplificata dalla visione delle immagini su un monitor a bordo campo.

Ma le recriminazioni nerazzurre non si sono fermate qui. Pochi minuti dopo, un altro episodio ha acceso gli animi: un contatto in area di rigore tra Giorgio Scalvini e Davide Frattesi, con i giocatori dell’Inter che hanno reclamato a gran voce il calcio di rigore. Anche in questo caso, dopo un silent check, il VAR non è intervenuto, confermando la decisione del campo. Al fischio finale, diversi giocatori, tra cui Barella e Dumfries, hanno accerchiato l’arbitro per chiedere spiegazioni, in un clima di caos generale che ha visto anche un accenno di rissa tra il vice allenatore interista Kolarov e il difensore atalantino Djimsiti. La risposta della società è stata netta e perentoria: silenzio stampa totale. Nessun tesserato, dal tecnico ai giocatori fino ai dirigenti, si è presentato ai microfoni delle televisioni o in conferenza stampa. Una scelta forte, un segnale di protesta plateale contro una direzione di gara ritenuta pesantemente insufficiente.

LE CONSEGUENZE E LE ANALISI DEL GIORNO DOPO

Questo pareggio, maturato in un clima di veleni, frena la corsa dell’Inter e permette al Milan di riavvicinarsi in classifica, riaprendo potenzialmente la lotta scudetto. Le polemiche, già presenti dopo il derby della settimana precedente, si sono acuite, alimentando un senso di ostilità percepito all’interno dell’ambiente nerazzurro. Secondo indiscrezioni, la dirigenza, con Marotta e Ausilio scesi negli spogliatoi, avrebbe chiesto un confronto con la squadra arbitrale, manifestando tutta la propria frustrazione.

Le analisi degli esperti moviolisti si sono divise, come spesso accade in episodi così controversi. Sull’azione del gol di Krstovic, molti sottolineano come il contatto tra Sulemana e Dumfries, seppur non plateale, appaia falloso. Ancora più dubbi sul contatto Scalvini-Frattesi, con diverse opinioni che lo ritengono un episodio da calcio di rigore e criticano il mancato intervento del VAR. La gestione generale dell’arbitro Manganiello è stata definita incerta, accusato di aver perso il controllo della partita nel finale incandescente.

Di nike

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