IBIZA, SPAGNA – Si chiude con un epilogo drammatico la vicenda di Thomas Grumer, il manager bolzanino di 42 anni di cui si erano perse le tracce a Ibiza nel giugno del 2025. I resti di un corpo, ritrovati in mare a metà febbraio, sono stati ufficialmente identificati come appartenenti all’uomo. La conferma è giunta inesorabile dall’esito del test del Dna, ponendo fine a nove mesi di speranze e angoscia per la famiglia e gli amici. Ora, mentre la salma si prepara a fare ritorno in Italia per i funerali, rimangono aperti numerosi interrogativi sulle cause e le circostanze della sua morte.
Una nuova vita a Ibiza finita in tragedia
Thomas Grumer, noto e stimato manager nel settore della ristorazione, aveva deciso di iniziare un nuovo capitolo della sua vita trasferendosi sull’isola spagnola nell’aprile del 2025. Aveva trovato lavoro in un prestigioso albergo a Cala Nova, l’Hotel Bless, e i suoi primi post sui social media trasmettevano entusiasmo per la nuova avventura. “Insieme a questo fantastico team stiamo iniziando una nuova, entusiasmante stagione”, scriveva il 9 maggio, pochi giorni prima che il silenzio calasse sulla sua vita.
Tuttavia, un elemento getta un’ombra su quel periodo: due giorni prima della sua scomparsa, l’hotel gli aveva comunicato il mancato rinnovo del contratto al termine del periodo di prova. Una notizia che, sebbene abbia sorpreso amici e familiari, non era stata inizialmente percepita come un evento drammatico.
La scomparsa e le lunghe ricerche
L’allarme per la scomparsa di Grumer è scattato ufficialmente a metà luglio 2025, quando i familiari, non ricevendo risposta a chiamate e messaggi di auguri per il suo compleanno, si sono preoccupati e hanno sporto denuncia. Le indagini, condotte dalla Policía Nacional spagnola in collaborazione con i Carabinieri in Italia, si sono rivelate subito complesse. Il suo telefono risultava inattivo da settimane, rendendo impossibile tracciarne gli ultimi spostamenti attraverso le celle telefoniche.
Una prima, significativa svolta è arrivata solo a settembre, con il ritrovamento del suo scooter. Il mezzo era parcheggiato vicino al mare nella zona di Cala Llonga, una baia a pochi chilometri da Santa Eulalia, l’ultima località dove era stato visto. Questa scoperta ha concentrato le ricerche della Guardia Civil in quell’area, un misto di vegetazione incontaminata e resort turistici, con l’impiego di droni e sommozzatori. Le operazioni, sospese durante l’inverno, erano riprese a febbraio, portando infine al tragico rinvenimento.
Il ritrovamento e il mistero sulle cause della morte
A metà febbraio 2026, i resti umani sono stati individuati sul fondale marino. A causa della lunga permanenza in acqua, l’identificazione visiva era impossibile, rendendo necessario l’esame del Dna per avere la certezza. La conferma, arrivata in questi giorni, ha trasformato il timore in una dolorosa realtà.
Attualmente, le cause del decesso di Thomas Grumer rimangono un mistero. Gli investigatori spagnoli mantengono il massimo riserbo e, al momento, ritengono remota l’ipotesi del coinvolgimento di terze persone. Tuttavia, nessuna pista viene esclusa. Sarà l’esame autoptico, se le condizioni dei resti lo permetteranno, a dover fornire risposte cruciali: si è trattato di un tragico incidente, di un gesto volontario o vi sono segni di violenza che potrebbero indicare un’aggressione? Domande che, per ora, attendono una risposta, lasciando la famiglia e un’intera comunità nel dolore e nell’incertezza.
