DETROIT (USA) – Un’ondata di terrore ha scosso la comunità ebraica di West Bloomfield, una cittadina nei dintorni di Detroit, Michigan. Nella giornata di ieri, un uomo ha lanciato la sua automobile contro l’ingresso della sinagoga Temple of Israel, per poi aprire il fuoco con un fucile contro il personale di sicurezza. L’assalitore è stato prontamente neutralizzato e ucciso dalle forze dell’ordine, evitando quella che gli investigatori hanno definito una potenziale “strage”. Fortunatamente, non si segnalano altre vittime o feriti tra i presenti.
La dinamica dell’attacco e il movente
L’attentatore è stato identificato come Ayman Ghazaleh, cittadino statunitense di origine libanese. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si è deliberatamente schiantato con il suo veicolo, che è risultato essere “pieno di mortai”, contro la struttura che ospita una delle più grandi congregazioni ebraiche riformate degli Stati Uniti. All’interno del complesso si trovava anche una scuola materna con bambini dai 3 ai 5 anni, che sono stati immediatamente evacuati e messi in sicurezza.
Le indagini sul movente sono ancora in corso, ma un elemento chiave sembra emergere dai social media. Poco prima dell’attacco, Ghazaleh aveva pubblicato delle foto della sua famiglia, inclusi dei bambini, scrivendo che erano stati uccisi in un recente attacco israeliano nella città di Mashghara, in Libano. Ulteriori approfondimenti dei media suggeriscono che due fratelli maggiori dell’attentatore fossero noti come membri di Hezbollah e siano stati uccisi, insieme ad altri nipoti, in recenti bombardamenti israeliani nella Valle della Beqa.
La condanna di Netanyahu: “L’antisemitismo non conosce confini”
Immediata e ferma è stata la reazione del Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha affidato a X (precedentemente Twitter) la sua condanna. “L’antisemitismo non conosce limiti né confini. Israele viene attaccato perché è lo Stato ebraico. Il Temple of Israel a Detroit è stato attaccato oggi perché è un luogo di culto ebraico”, ha dichiarato Netanyahu. Il premier ha poi reso omaggio al “coraggioso personale di sicurezza della sinagoga per l’intervento tempestivo. Hanno salvato delle vite”.
Nel suo messaggio, Netanyahu ha anche aggiunto: “Non ci inchiniamo agli attacchi antisemiti in Israele e sono grato al presidente Trump per la sua ferma posizione contro gli attacchi antisemiti in America”. La Casa Bianca, tramite la portavoce Karoline Leavitt, ha confermato che il Presidente Trump è stato informato sull’accaduto.
Un clima di crescente preoccupazione
L’attacco si inserisce in un contesto di allarme crescente per l’aumento degli atti di antisemitismo negli Stati Uniti e a livello globale. Dati recenti dell’FBI e dell’Anti-Defamation League (ADL) mostrano un’impennata record degli incidenti. Nel 2023, l’ADL ha contato 8.873 episodi antisemiti, con un aumento del 140% rispetto all’anno precedente, il dato più alto da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1979. Questa tendenza ha instillato una paura tangibile in molte comunità ebraiche, costringendo, secondo un sondaggio dell’American Jewish Committee, oltre la metà degli ebrei americani a modificare le proprie abitudini quotidiane per timore di aggressioni.
In risposta all’attacco, la Jewish Federation di Detroit ha immediatamente ordinato il lockdown per tutte le organizzazioni ebraiche della zona, mentre il distretto scolastico di West Bloomfield ha applicato i protocolli di sicurezza in tutte le sue scuole. L’FBI sta lavorando per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e confermare le motivazioni dietro questo grave atto di violenza.
