ROMA – In un anno segnato da sfide umanitarie crescenti e da una rotta migratoria, quella del Mediterraneo Centrale, che si conferma tra le più letali al mondo, l’UNICEF traccia un bilancio del suo operato in Italia. Secondo il Rapporto Annuale 2025 dell’ufficio per l’Europa e l’Asia Centrale, sono stati oltre 15 mila i bambini, le bambine e gli adolescenti migranti e rifugiati raggiunti da programmi essenziali di protezione e inclusione. Un intervento cruciale, realizzato nonostante una contrazione delle risorse disponibili, che testimonia l’impegno incrollabile a fianco dei più vulnerabili.
Il Contesto: Una Rotta Pericolosa e un Esercito di Giovani Soli
Il 2025 ha visto l’arrivo in Italia di oltre 66 mila persone attraverso il Mediterraneo. Un dato allarmante è che due persone su dieci erano minorenni, per un totale di circa 12.000 minori stranieri non accompagnati (MSNA), un numero in sensibile aumento rispetto all’anno precedente. Questi giovani, spesso adolescenti, affrontano da soli un viaggio irto di pericoli, una realtà tragicamente sottolineata dalle circa 1.300 persone morte o disperse in mare nello stesso anno, tra cui si contano innumerevoli vite spezzate troppo presto. La maggior parte dei minori non accompagnati accolti nel sistema italiano sono ragazzi (circa l’89%) e hanno tra i 16 e i 17 anni. Provengono principalmente da paesi afflitti da crisi profonde come Egitto, Ucraina, Bangladesh e Gambia.
La Risposta Multiforme dell’UNICEF
Di fronte a questa emergenza, la strategia dell’UNICEF in Italia si è articolata su più fronti, con l’obiettivo non solo di rispondere all’urgenza ma di costruire percorsi di integrazione sostenibili. Gli interventi hanno riguardato principalmente:
- Protezione e Salute Mentale: Oltre 15.000 minorenni hanno beneficiato di interventi di protezione, che includono supporto per la salute mentale e psicosociale e azioni di prevenzione e risposta alla violenza di genere. Un’assistenza fondamentale per elaborare i traumi del viaggio e della separazione.
- Supporto Individuale: Circa 3.000 persone, tra minorenni, donne e nuclei familiari vulnerabili, hanno ricevuto un supporto personalizzato per facilitare la presa in carico da parte dei servizi territoriali, garantendo un’attenzione specifica alle singole necessità.
- Sviluppo di Competenze: 1.400 giovani in condizioni di svantaggio hanno avuto accesso a programmi per lo sviluppo di competenze linguistiche, digitali e trasversali (soft skills), strumenti indispensabili per costruire un futuro autonomo e per l’inclusione sociale e lavorativa.
L’Innovazione Digitale come Strumento di Inclusione
Un pilastro fondamentale dell’azione UNICEF è stato l’utilizzo di piattaforme digitali per raggiungere e supportare i giovani migranti. La piattaforma U-Report On The Move, accessibile tramite i principali social media, si è rivelata uno strumento prezioso. Nel 2025, ha visto l’iscrizione di oltre 1.100 nuovi utenti, portando il totale a 19.600 giovani che possono accedere a informazioni multilingue sui propri diritti, sui servizi disponibili e a un servizio di counselling. Parallelamente, campagne di messaggistica digitale hanno raggiunto 79.000 persone con informazioni cruciali sulla prevenzione sanitaria e sull’accesso ai servizi di accoglienza.
Una Voce per il Futuro
Il lavoro dell’UNICEF non si limita all’assistenza diretta, ma mira a rafforzare il sistema di protezione nazionale, consolidando modelli efficaci e replicabili come l’affido familiare e la tutela volontaria. “Le storie che ascoltiamo ogni giorno ci ricordano che un intervento mirato può cambiare un percorso di vita”, ha affermato Nicola Dell’Arciprete, coordinatore del programma in Italia dell’ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale. “È importante continuare a lavorare per rafforzare il sistema di protezione e inclusione, consolidare modelli efficaci e trasformare esperienze concrete in soluzioni strutturali, affinché ogni minorenne possa crescere in un ambiente che lo protegga e lo valorizzi”.
L’impegno, realizzato in sinergia con istituzioni, partner e donatori, guarda già al 2026, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il raggio d’azione per non lasciare indietro nessuno dei giovani che arrivano in Italia in cerca di sicurezza e di un futuro migliore.
