Bologna – Un pareggio che vale oro, strappato con i denti in un’arena infuocata. È questa la sintesi del pensiero di Gian Piero Gasperini al termine dell’intensa sfida di andata degli ottavi di finale di Europa League, che ha visto la sua Roma impattare per 1-1 sul campo del Bologna. Un risultato che lascia tutto aperto in vista del ritorno, ma che il tecnico giallorosso accoglie con la consapevolezza di aver superato una serata complessa, segnata da un avversario ostico e da un contesto ambientale che, a suo dire, ha pesantemente influito sull’andamento del match.

ANALISI DI UNA BATTAGLIA: FISICITÀ E SECONDE PALLE

L’analisi di Gasperini parte da una disamina tattica lucida e puntuale. “È stata una partita che il Bologna ha impostato molto sulla fisicità, con tante palle lunghe”, ha spiegato il tecnico ai microfoni nel post-gara. “Sulle seconde palle non sempre riuscivamo ad avere la meglio, anzi, loro avevano un po’ più di forza. In questo tipo di partita eravamo un pochino sotto rispetto a loro”. Una lettura che descrive una Roma inizialmente in difficoltà nel trovare le giuste contromisure a un gioco “sporco”, quasi un “calcio-rugby”, come definito dallo stesso allenatore, che ha spezzato il ritmo e impedito ai giallorossi di sviluppare il consueto palleggio. Nonostante le difficoltà, Gasperini ha sottolineato la capacità della sua squadra di adattarsi e di creare comunque occasioni pericolose, anche nel primo tempo.

IL FATTORE DALL’ARA E LA DIREZIONE ARBITRALE

Il punto più caldo delle dichiarazioni del tecnico riguarda però la gestione della gara da parte dell’arbitro, influenzata da un “ambiente molto caldo” che avrebbe condizionato le decisioni. “Era una partita dove era anche concesso molto e dove sicuramente l’ambiente molto caldo dello stadio ha indubbiamente condizionato”, ha affermato con una punta di amarezza. La critica non è tanto su un singolo episodio, quanto su un metro di giudizio che avrebbe permesso al Bologna di spingere l’agonismo oltre il limite, trascinato dal proprio pubblico. Una situazione che Gasperini è convinto non si ripeterà tra le mura amiche dell’Olimpico. “Giovedì prossimo avremo noi il pubblico dalla nostra e non credo che verrà fatto passare tutto quello che è passato oggi”, ha avvisato, lasciando intendere che a Roma la partita si giocherà su binari tecnici e agonistici differenti. “Questo tipo di comportamento non sarà possibile nel nostro stadio, dovrà necessariamente essere un po’ più equilibrato”.

L’EMERGENZA CONTINUA MA LA FIDUCIA RESTA

Il pareggio assume ancora più valore se si considera la situazione di emergenza che la Roma sta vivendo da settimane, tra infortuni e squalifiche. Una condizione di precarietà che costringe il tecnico a scelte forzate e a schierare una squadra spesso “rabberciata”, come da lui stesso definita. Anche per la prossima sfida di campionato contro il Como, ad esempio, mancherà Ndicka per squalifica, complicando ulteriormente le rotazioni difensive. Nonostante tutto, la squadra ha dimostrato carattere e resilienza, portando a casa un punto fondamentale. “In tutto questo siamo stati bravi, abbiamo fatto il nostro, creato qualche situazione e portato a casa un pareggio importante”, ha riconosciuto Gasperini. La speranza è di recuperare pedine fondamentali per il ritorno, in particolare nel reparto arretrato e a centrocampo, con il possibile rientro di Konè, mentre appare più difficile rivedere in campo Soulè, assente da lungo tempo.

LA DIFESA DI PELLEGRINI

Infine, un passaggio importante è stato dedicato a Lorenzo Pellegrini, autore del gol del pareggio e spesso al centro di critiche e dibattiti mediatici. Gasperini ha eretto un muro a difesa del suo capitano, chiedendo maggiore equilibrio nei giudizi. “Basta chiedere di Pellegrini, calmatevi, lasciatelo stare questo ragazzo”, ha esortato il tecnico. “Ha fatto alcune partite ottime, altre meno bene, come succede a tutti, ma non è possibile che si passi da quello che è successo dopo Genova all’idolatrarlo dopo il gol di oggi. Lasciatelo in pace”. Un richiamo alla serenità, per proteggere un giocatore chiave dalle pressioni eccessive e permettergli di esprimersi al meglio, lontano dal vortice di elogi e critiche che troppo spesso lo accompagna.

Di nike

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