SHANGHAI – Un Lewis Hamilton a due facce si presenta ai microfoni al termine delle qualifiche per la gara sprint del Gran Premio di Cina. Da un lato, la soddisfazione per una seconda fila che mancava da tempo e per sensazioni positive ritrovate al volante della sua Ferrari SF-26. Dall’altro, la lucida e amara consapevolezza di un divario di potenza ancora significativo rispetto alla corazzata Mercedes, che ha dominato la sessione piazzando George Russell e Kimi Antonelli in prima fila. Il quarto posto, davanti al compagno di squadra Charles Leclerc per la prima volta dopo sette qualifiche consecutive, è un risultato che rasserena ma non illude il sette volte campione del mondo.

“La macchina è ottima in curva, ma perdiamo troppo in rettilineo”

Le parole del pilota britannico sono un mix di orgoglio per il lavoro svolto dal team e di un richiamo forte e chiaro a Maranello. “Sono molto soddisfatto, la macchina mi ha dato grandi sensazioni”, ha esordito Hamilton, elogiando il lavoro dei suoi ingegneri, capaci di “ribaltare” la vettura dopo una sessione di prove libere complicata, caratterizzata anche da un suo testacoda. “Il mio team ha fatto un lavoro fantastico per rimettere in sesto la macchina. Credo che a livello di vettura possiamo competere con loro in curva, le sensazioni sono grandiose”, ha aggiunto, sottolineando i progressi della SF-26 nelle sezioni più tecniche del tracciato di Shanghai.

Tuttavia, il sorriso di Hamilton si smorza quando l’analisi si sposta sulle prestazioni velocistiche pure. “Perdiamo molto in rettilineo, troppo. Quindi dobbiamo lavorare tanto a Maranello per migliorare in termini di potenza”. Una dichiarazione che suona come un vero e proprio campanello d’allarme. Il confronto con la Mercedes è impietoso, e lo stesso Hamilton ne è consapevole: “Ne eravamo consapevoli, sapevamo che la Mercedes era avanti nello sviluppo del propulsore. Hanno fatto un lavoro fantastico e noi dobbiamo fare un passo avanti, dobbiamo spingere per riuscire a colmare quel divario”. Un distacco quantificato in circa sei decimi dalla pole di Russell, un’enormità che, secondo quanto emerso anche da un team radio con il suo ingegnere di pista Carlo Santi, sarebbe da attribuire principalmente al motore.

Il mistero dell’ala ‘Macarena’: un debutto prematuro?

A rendere ancora più complesso il venerdì della Ferrari è stata la gestione della tanto attesa ala posteriore a basso carico, soprannominata ‘Macarena’ per il suo particolare movimento di apertura. Questa soluzione innovativa, che promette una drastica riduzione della resistenza all’avanzamento (drag) e un conseguente aumento della velocità di punta, è stata testata nelle prove libere per poi essere accantonata prima delle qualifiche. Una scelta che ha sorpreso molti, e su cui Hamilton ha fornito qualche delucidazione.

“Non so bene perché siamo tornati alla configurazione precedente”, ha commentato il pilota. “Abbiamo fatto tutto di fretta per arrivare qui, e non doveva essere montata sulla macchina prima della quarta o quinta gara. Ne avevamo solo due, e forse era un po’ prematuro, quindi l’abbiamo smontata”. Le sue parole lasciano intendere che il team abbia voluto accelerare i tempi per portare in pista un aggiornamento ritenuto cruciale, ma che la componente non sia ancora pienamente affidabile o non abbia dato i riscontri sperati. Durante le FP1, infatti, sia Hamilton che Leclerc avrebbero lamentato problemi di stabilità in frenata, dovendo chiudere l’ala in anticipo per evitare bloccaggi. Anche il team principal, Frédéric Vasseur, ha confermato la necessità di accumulare ulteriori chilometri per validare la nuova ala.

Prospettive per la Sprint e la Gara: tra realismo e speranza

Nonostante il deficit di potenza, la Ferrari guarda con un cauto ottimismo al resto del weekend cinese. La SF-26 ha dimostrato di avere un ottimo passo nelle curve, un fattore che potrebbe rivelarsi fondamentale nella gestione delle gomme e nelle fasi di gara più concitate. Hamilton, pur consapevole della sfida, non si dà per vinto: “Quando si ha meno potenza è così che va, ma lotteremo”.

La seconda fila conquistata nella qualifica sprint rappresenta una base di partenza solida. L’obiettivo sarà quello di sfruttare al massimo le qualità della vettura, a partire dalla partenza, che potrebbe essere un’arma importante per provare a insidiare le Mercedes. La gara breve del sabato sarà un banco di prova cruciale per capire il reale potenziale della Rossa in configurazione da gara e per raccogliere dati preziosi in vista del Gran Premio di domenica. La speranza a Maranello è che l’ottimo comportamento della vettura nel misto possa, almeno in parte, compensare il gap di velocità di punta, in attesa che gli sviluppi, motore e ala ‘Macarena’ in primis, possano finalmente colmare il divario con i rivali.

Di nike

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