ROMA – Un 2025 da incorniciare per il Gruppo Caltagirone. La holding guidata da Francesco Gaetano Caltagirone, attiva in settori strategici che spaziano dal cemento all’editoria, dalle grandi opere all’immobiliare e alla finanza, ha archiviato l’esercizio con risultati in forte crescita su tutti i principali indicatori economici. Una performance che non solo consolida la solidità patrimoniale del gruppo, ma che premia anche gli azionisti con un dividendo più ricco.

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2025, che evidenzia un risultato netto consolidato di 272,4 milioni di euro, segnando un incremento del 5,8% rispetto ai 257,5 milioni registrati nel 2024. Ancora più marcata è la crescita dell’utile di competenza del Gruppo, che si attesta a 147,8 milioni di euro, con un balzo del 13,6% in confronto ai 130,1 milioni dell’anno precedente.

La spinta dalle partecipazioni finanziarie e la solidità dei settori industriali

A sostenere questa brillante performance ha contribuito in modo determinante l’utile complessivo (comprehensive income), che ha raggiunto la cifra di 527,5 milioni di euro, di cui 359,7 milioni di competenza del Gruppo (+21,7%). Questo dato, come specificato dalla società, è stato trainato principalmente dalla variazione positiva nella valutazione al fair value delle partecipazioni azionarie detenute e dalle plusvalenze generate dalla vendita di azioni quotate. Un chiaro segnale dell’efficacia della strategia di investimento finanziario che affianca le attività industriali, in un contesto che vede Caltagirone protagonista nelle dinamiche di governance di importanti società del panorama bancario e assicurativo italiano.

Parallelamente, i conti mostrano la vitalità dei settori operativi. I ricavi operativi hanno toccato i 2,438 miliardi di euro, in aumento del 13,9% rispetto ai 2,140 miliardi del 2024. A trainare questa crescita è stato soprattutto il comparto delle costruzioni, che continua a beneficiare di una domanda sostenuta per le infrastrutture.

Anche la redditività ha mostrato segnali molto positivi. Il Margine Operativo Lordo (MOL) si è attestato a 487,9 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto ai 439,4 milioni del 2024, grazie soprattutto alle migliori performance dei settori del cemento e delle costruzioni. Di conseguenza, il Risultato Operativo (EBIT) è salito a 305,1 milioni di euro, registrando un +16,3% rispetto ai 262,2 milioni dell’anno precedente.

Analisi dei settori e prospettive future

Scendendo nel dettaglio delle diverse aree di business, emerge un quadro variegato:

  • Cemento: Il flusso di cassa operativo positivo generato da Cementir si conferma uno dei pilastri della solidità finanziaria del gruppo, contribuendo in modo decisivo al miglioramento della Posizione Finanziaria Netta. Per il futuro, si prevede di superare i risultati del 2025 in termini di ricavi e disponibilità finanziaria.
  • Costruzioni: Il settore, presidiato da Vianini Lavori, è stato il principale motore della crescita dei ricavi e proseguirà nello sviluppo del portafoglio ordini e nella partecipazione a nuove gare.
  • Editoria: Il comparto editoriale, che fa capo a Caltagirone Editore, continua ad affrontare le sfide strutturali del settore. I conti del gruppo includono infatti una svalutazione di 19,1 milioni di euro delle attività immateriali legate a questo business. La strategia futura si concentrerà sulla valorizzazione delle piattaforme digitali e sul contenimento dei costi.
  • Immobiliare: Attraverso Domus Italia, l’obiettivo resta la razionalizzazione del portafoglio, con la dismissione degli asset non strategici per concentrarsi su quelli a maggiore redditività.

Patrimonio solido e dividendo più alto per gli azionisti

La robusta performance del 2025 ha ulteriormente rafforzato la struttura patrimoniale della holding. Il Patrimonio Netto complessivo è salito a 3,78 miliardi di euro dai 3,26 miliardi di fine 2024. Anche la Posizione Finanziaria Netta ha registrato un significativo miglioramento, risultando positiva per 527,7 milioni di euro, con un incremento di 157,3 milioni rispetto ai 370,4 milioni dell’anno precedente.

In questo scenario positivo, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,30 euro per azione. La cedola, in aumento dell’11,1% rispetto ai 0,27 euro del precedente esercizio, sarà messa in pagamento il 20 maggio 2026, con stacco cedola previsto per il 18 maggio. Una decisione che conferma l’attenzione del gruppo verso la remunerazione dei propri soci, forte di risultati che ne consolidano il ruolo di primo piano nell’economia italiana.

Di atlante

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