Bologna, cuore pulsante dell’Emilia-Romagna, si conferma laboratorio di innovazione e avanguardia nella transizione ecologica. A partire da questo maggio, le strade della città metropolitana vedranno circolare una flotta di 127 nuovi autobus alimentati a idrogeno, un’iniziativa monumentale che proietta il trasporto pubblico locale in una nuova era a zero emissioni. Questo progetto non rappresenta solo un rinnovamento del parco mezzi, ma incarna una visione chiara e determinata: trasformare Bologna in una delle capitali europee della sostenibilità.

L’operazione, gestita da Tper (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna) in sinergia con il Comune di Bologna e l’Agenzia per la Mobilità SRM, è resa possibile da un cospicuo investimento di circa 90 milioni di euro. Di questi, 74,9 milioni sono stati stanziati attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), a testimonianza della valenza strategica nazionale di questa iniziativa. La città felsinea, infatti, è tra le 100 città europee selezionate per la missione “Climate-neutral and smart cities” di Horizon Europe, con l’ambizioso traguardo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, ben vent’anni prima dell’obiettivo fissato dall’Unione Europea.

La Tecnologia del Futuro, Oggi: Come Funzionano i Bus a Idrogeno

Dal punto di vista tecnico, i nuovi mezzi rappresentano lo stato dell’arte della propulsione sostenibile. Si tratta di modelli Solaris Urbino 12 hydrogen, veicoli dotati di un sistema di celle a combustibile (fuel cell) da 70 kW. Ma come funziona questa tecnologia che sembra uscita da un laboratorio di fisica? In termini semplici, la cella a combustibile è un dispositivo elettrochimico che converte l’energia chimica dell’idrogeno direttamente in elettricità. L’idrogeno, stoccato in serbatoi sicuri sul tetto del veicolo, reagisce con l’ossigeno prelevato dall’aria. Questa reazione, facilitata da un catalizzatore, genera corrente elettrica per alimentare il motore e ricaricare una piccola batteria di supporto, producendo come unico prodotto di scarto vapore acqueo.

I vantaggi sono straordinari:

  • Zero Emissioni Locali: Nessun rilascio di anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx) o particolato (PM10), i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano.
  • Elevata Autonomia: Con un singolo pieno di idrogeno, questi autobus possono percorrere oltre 400 chilometri, un’autonomia paragonabile a quella dei tradizionali mezzi diesel e superiore a molti autobus elettrici a batteria, rendendoli ideali sia per i percorsi urbani che per quelli suburbani.
  • Silenziosità e Comfort: Il motore elettrico garantisce una marcia fluida e silenziosa, migliorando drasticamente il comfort per i passeggeri e riducendo l’inquinamento acustico in città. I mezzi sono inoltre dotati di climatizzazione, prese USB per la ricarica dei dispositivi e piena accessibilità per persone con mobilità ridotta.

Una Flotta per la Metropoli e un’Infrastruttura all’Avanguardia

La nuova flotta è stata pensata per servire capillarmente l’intero bacino metropolitano. Sarà composta da 60 veicoli a tre porte, destinati alle linee urbane a più alta frequenza, e 67 veicoli a due porte, ideali per i collegamenti suburbani tra il capoluogo e i comuni limitrofi. Questa diversificazione garantirà una copertura efficiente e versatile delle esigenze di mobilità del territorio.

Un progetto di tale portata non poteva prescindere da un’infrastruttura di rifornimento adeguata. Parallelamente all’acquisto dei mezzi, è stato completato un nuovo e moderno impianto di distribuzione dell’idrogeno all’interno del deposito Tper di via Battindarno. La stazione, realizzata dalla società TPH2 (una joint venture tra la stessa Tper e HGeneration srl del Gruppo Wolftank), ha richiesto un investimento di circa 6 milioni di euro, co-finanziato da Tper, fondi del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS) e una quota del PNRR. L’impianto, dotato di avanzate tecnologie di compressione, stoccaggio e sistemi di controllo automatizzati, garantirà rifornimenti rapidi e in totale sicurezza. L’idrogeno fornito, proveniente dal Gruppo Sapio, sarà di tipo “low-carbon”, in linea con le direttive del PNRR, includendo idrogeno verde (da elettrolisi) e soluzioni a bassa impronta di carbonio.

Un Impatto Concreto per la Qualità dell’Aria e della Vita

Le parole delle istituzioni sottolineano la portata storica di questa svolta. Giuseppina Gualtieri, Presidente e AD di Tper, ha parlato di “un passo concreto verso una città più ecosostenibile”, evidenziando come l’investimento complessivo di circa 90 milioni permetterà di ridurre le emissioni di CO2 di circa 7.700-7.800 tonnellate ogni anno. Un dato che, da solo, giustifica l’entità dello sforzo.

Il Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha inquadrato l’iniziativa in una strategia più ampia per “pulire i cieli della città”, affiancandola ad altri progetti come il nuovo tram e le politiche di mobilità dolce. “Se vogliamo una città che migliori la qualità dell’aria, la scelta del trasporto pubblico, soprattutto elettrico e a idrogeno, è quella giusta”, ha dichiarato il primo cittadino, ricordando i risultati già ottenuti nella riduzione del traffico privato.

Con l’entrata in servizio di questi 127 mezzi, che rappresenteranno circa il 12% della flotta bolognese, Tper gestirà il più grande parco autobus a idrogeno del trasporto pubblico italiano, consolidando un percorso già avviato con successo a Ferrara, dove 10 bus dello stesso modello sono operativi dal 2025. Bologna, dunque, non si limita a seguire una tendenza, ma si pone come leader e modello di riferimento nazionale ed europeo per una mobilità urbana che sa coniugare efficienza, innovazione e rispetto per l’ambiente.

Di davinci

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