Ancona – Si erano mescolati tra i migranti, sperando di passare inosservati una volta giunti sulla terraferma. Ma le indagini serrate della Squadra Mobile di Ancona hanno infranto i loro piani. Tre presunti scafisti di origine egiziana, di 20, 36 e 38 anni, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 marzo, subito dopo lo sbarco nel porto dorico della nave umanitaria Ocean Viking. L’accusa è pesante: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dall’elevato numero di persone trasportate e dall’aver messo in grave pericolo la loro vita. I fermi sono stati successivamente convalidati e per i tre è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Le indagini lampo della Squadra Mobile

L’operazione è scattata a seguito dell’arrivo della Ocean Viking, nave battente bandiera norvegese della Ong Sos Méditerranée, con a bordo un centinaio di migranti salvati in due distinte operazioni di ricerca e soccorso (SAR) nel Mediterraneo. Gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal vice questore Carlo Pinto, hanno lavorato senza sosta per tutta la notte, raccogliendo testimonianze e è stato possibile risalire all’identità dei tre scafisti grazie alle testimonianze raccolte subito dopo lo sbarco nell’ambito delle indagini lampo della Squadra mobile dorica. Le loro dichiarazioni, incrociate con verifiche tecniche, hanno permesso di individuare i tre cittadini egiziani come coloro che avrebbero condotto una delle imbarcazioni soccorse.

Uno degli interventi di salvataggio, in particolare, avvenuto nel pomeriggio del 5 marzo, aveva riguardato 64 persone di varie nazionalità. A bordo di una piccola e fatiscente imbarcazione in legno blu a doppio ponte, con un motore fuoribordo poi abbandonato alla deriva, viaggiavano:

  • 37 persone del Bangladesh
  • 12 del Pakistan
  • 6 dell’Eritrea
  • 5 della Somalia
  • 3 dell’Egitto
  • 1 dell’Afghanistan

Tra questi, anche 11 minori non accompagnati, un dato che sottolinea la vulnerabilità delle persone coinvolte in queste traversate disperate.

Le accuse e il trasferimento in carcere

D’intesa con il sostituto procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Ancona, i tre uomini sono stati sottoposti a fermo come persone gravemente indiziate di delitto. Le aggravanti contestate riflettono la pericolosità del viaggio imposto ai migranti, stipati su un’imbarcazione inadeguata e lasciata alla deriva. Al termine delle formalità di rito, i tre arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Questo episodio porta a sette il numero di fermi per reati analoghi eseguiti dalla Polizia di Stato di Ancona negli ultimi diciotto mesi, evidenziando un impegno costante nel contrasto al traffico di esseri umani nel porto marchigiano.

Il commento delle istituzioni

L’operazione ha ricevuto il plauso del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che attraverso i social ha sottolineato l’importanza delle tempestive indagini che hanno permesso di individuare i responsabili. Anche il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha espresso il suo ringraziamento alle forze dell’ordine per “il decisivo intervento che ha isolato gli sfruttatori-scafisti da coloro che fuggivano dai loro Paesi”.

Le operazioni di sbarco e accoglienza, coordinate dalla Prefettura di Ancona, hanno visto la partecipazione di numerose forze, tra cui Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Polizia Locale e la Croce Rossa, che ha fornito assistenza sanitaria e psicologica, in particolare ai 20 minori non accompagnati presenti a bordo.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *