Bologna, con le sue strade intrise di storia e le sue piazze vibranti di vita universitaria, si trasforma nel palcoscenico a cielo aperto per “Un’Amicizia Spericolata”, l’atteso esordio alla regia dello scrittore Giacomo Mazzariol. Noto al grande pubblico per il successo editoriale e cinematografico di “Mio fratello rincorre i dinosauri”, Mazzariol torna a esplorare con sensibilità e uno sguardo nuovo i temi della crescita, della diversità e dei legami umani, dirigendo un’opera che si preannuncia come un potente inno “Indie-Punk” alla Generazione Z. Le riprese del film, prodotto da Cine1 Italia con Rai Cinema e con il fondamentale sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission, hanno preso il via nel capoluogo emiliano, promettendo di catturare l’energia e le contraddizioni di una città che accoglie e allo stesso tempo sfida i sogni dei più giovani.

Una storia di formazione ispirata a una vicenda reale

Il cuore narrativo di “Un’Amicizia Spericolata” pulsa al ritmo di una storia vera, quella della giornalista e attivista Elena Rasia. Mazzariol, insieme agli sceneggiatori Stefano Cipani e Silvana Tamma, ha trasposto sul grande schermo la vicenda di Rasia, fondatrice di Indi Mates, un progetto di coinquilinaggio solidale volto a costruire percorsi di autonomia per persone con disabilità. Il film si configura come un coming of age intenso e contemporaneo, un racconto di formazione che indaga le complesse dinamiche dell’amicizia, della precarietà e della ricerca del proprio posto nel mondo.

La trama segue l’incontro e lo scontro tra due giovani donne apparentemente agli antipodi. Da un lato c’è Nicole (interpretata da Nicole Bellisario), una ragazza con paralisi cerebrale che vive in provincia, soffocata dall’amore iperprotettivo dei genitori adottivi (Milena Mancini e Giorgio Montanini) e animata da un sogno potente: diventare una speaker radiofonica. Dall’altro lato, Marta (con il volto di Aurora Giovinazzo), una studentessa universitaria fuori corso, costantemente al verde e a un passo dallo sfratto, la cui apparente intraprendenza nasconde una profonda fragilità.

L’incontro a Bologna, dove Nicole si reca di nascosto per sostenere un esame in presenza, funge da catalizzatore per un’alleanza tanto improbabile quanto necessaria. Nasce un patto di convenienza che sa di truffa: Nicole desidera ardentemente vivere da sola in città, mentre Marta ha un disperato bisogno di soldi. Marta si inventa così un inesistente “programma universitario di inclusione”, convincendo i genitori di Nicole ad assumerla come caregiver professionista. Inizia così una convivenza spericolata, in un appartamento disordinato che diventa il loro regno, un laboratorio di libertà e scoperta. Tra feste universitarie, amori disastrosi, sex toys e l’impegno nell’attivismo politico studentesco, Nicole inizia a scoprire la propria voce. Ma, come ogni castello di carte, anche il loro è destinato a crollare: quando la verità verrà a galla e lo sfratto diventerà esecutivo, le due ragazze saranno costrette ad abbandonare la fuga e ad affrontare le proprie responsabilità.

Un cast che unisce talento emergente ed esperienza

Per il suo debutto dietro la macchina da presa, Giacomo Mazzariol ha assemblato un cast che mescola la freschezza di giovani promesse a volti consolidati del cinema italiano. Le due protagoniste sono Nicole Bellisario, al suo debutto nel ruolo di Nicole, e Aurora Giovinazzo, già acclamata per le sue intense interpretazioni in film come “Freaks Out”, “Nuovo Olimpo” e “Diamanti”. A interpretare i genitori apprensivi di Nicole troviamo due attori di grande spessore: Milena Mancini (“Diamanti”, “Mia e la Terra dell’abbastanza”) e Giorgio Montanini (“I Predatori”). Completa il cast principale la poliedrica Chiara Iezzi, nota componente del duo musicale pop Paola&Chiara, che prosegue con interesse il suo percorso nel mondo della recitazione.

Produzione etica e inclusiva: un set “accessibile”

Ciò che distingue “Un’Amicizia Spericolata” non è solo la forza della sua narrazione, ma anche l’approccio etico e innovativo che caratterizza la sua produzione. Il progetto, infatti, si impegna a tradurre i temi dell’inclusione e dell’accessibilità non solo davanti, ma anche dietro la macchina da presa. La produzione ha adottato soluzioni all’avanguardia come il “Set Accessibile” e il “Disability Management”, pratiche volte a garantire un ambiente di lavoro equo e realmente inclusivo per tutti i membri della troupe e del cast. Questa scelta, supportata dalla collaborazione con l’associazione Io sto con ETS, rafforza il valore dell’opera, rendendola un esempio virtuoso nel panorama cinematografico italiano, un settore dove, secondo recenti dati, l’accessibilità è ancora una sfida da vincere. La distribuzione del film, che promette di scardinare i cliché pietistici sulla disabilità, sarà curata da White Lion Media.

Di euterpe

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