Prato – Una giornata di alta tensione ha scosso la città di Prato, trasformandola in un palcoscenico di contrapposte visioni politiche e sociali. Il cuore della contesa è stata Piazza Europa, occupata a sorpresa dai membri del sindacato Sudd Cobas e da cittadini antifascisti per impedire lo svolgimento della manifestazione nazionale indetta dal comitato di estrema destra ‘Remigrazione e Riconquista’. La mossa preventiva ha costretto le autorità a spostare il presidio di destra in un’altra area della città, Piazza Ciardi, e ha dato il via a una serie di contromanifestazioni che hanno visto la città toscana divisa e presidiata da un imponente dispiegamento di forze dell’ordine per scongiurare scontri.
L’Occupazione di Piazza Europa: Una Mossa a Sorpresa
Venerdì, alla vigilia della manifestazione prevista, una cinquantina di lavoratori, principalmente del distretto tessile, insieme ad attivisti dei Sudd Cobas, hanno allestito un presidio permanente in Piazza Europa con tende e gazebo. “Gli operai in sciopero generale del distretto tessile insieme alla città antifascista si prendono piazza Europa“, ha dichiarato il sindacato in una nota, sottolineando la volontà di non lasciare “nessuno spazio a Prato per i fascisti e per i loro progetti di deportazione degli immigrati“. Questa azione, definita dai promotori come una forma di “disobbedienza civile” e “obbedienza ai principi costituzionali”, ha di fatto spiazzato le autorità che avevano inizialmente autorizzato il presidio di ‘Remigrazione e Riconquista’ proprio in quella piazza.
La scelta della data da parte del comitato di destra, il 7 marzo, ha ulteriormente acceso gli animi. In quello stesso giorno, nel 1944, 133 operai pratesi furono rastrellati dai nazifascisti e deportati nei campi di concentramento per aver scioperato. Una coincidenza che le forze antifasciste hanno definito un’offesa alla memoria storica della città.
Le Tre Piazze di Prato: Una Città Divisa
La giornata di sabato ha visto Prato divisa in tre piazze distinte, simbolo delle profonde fratture ideologiche presenti.
- Piazza Ciardi: Qui si è tenuta la manifestazione di ‘Remigrazione e Riconquista’, a cui hanno partecipato circa 500 persone provenienti da diverse parti del Centro-Nord Italia. I manifestanti, al grido di slogan come “Italia, Nazione, Remigrazione”, hanno criticato duramente la gestione della Questura e della Prefettura, accusandole di connivenza con la “mafia antifascista” per aver permesso l’occupazione di Piazza Europa e aver negato loro un corteo. Il comitato promuove una proposta di legge di iniziativa popolare per incentivare il “rientro volontario e assistito” degli stranieri regolarmente presenti in Italia.
- Piazza del Duomo: I Sudd Cobas, insieme al Collettivo Gkn e al Comitato 25 Aprile, hanno radunato circa 500 persone per una manifestazione “operaia, libera e antifascista”. Il sindacato ha cantato vittoria per essere riuscito a “cacciare i fascisti” dalla piazza designata, celebrando il successo dell’occupazione come una difesa della memoria dei deportati del ’44.
- Piazza delle Carceri: In questa piazza si sono riunite circa 600 persone per il presidio “Mai più fascismi, mai più deportazioni”, organizzato da un’ampia coalizione di partiti di centrosinistra (tra cui PD e M5S), associazioni (ANPI, ARCI) e sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL). Presente anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha ribadito i valori dell’accoglienza e dell’antifascismo come fondanti della Costituzione.
Reazioni Politiche e Contesto Sociale
L’occupazione di Piazza Europa ha scatenato un acceso dibattito politico. Esponenti della Lega e di Forza Italia hanno condannato l’azione dei Sudd Cobas come “grave e inaccettabile”, accusando la sinistra di ipocrisia e di negare il diritto costituzionale a manifestare pacificamente. D’altra parte, deputati del Partito Democratico e di Alleanza Verdi Sinistra hanno espresso pieno sostegno ai contromanifestanti, definendo la “remigrazione” una parola “farlocca per non dire quella vera: deportazione”.
La scelta di Prato come luogo della manifestazione nazionale da parte di ‘Remigrazione e Riconquista’ non è casuale. La città toscana, con un’alta percentuale di popolazione immigrata e un distretto tessile dove lavorano molti stranieri, è spesso al centro di dibattiti sull’integrazione e sulla gestione dei flussi migratori. Le tensioni sociali sono palpabili, come dimostrano anche le recenti denunce di un presunto racket per le richieste di asilo di fronte alla Questura. Il sindacato Sudd Cobas è da tempo attivo nella difesa dei lavoratori del distretto, spesso immigrati, denunciando condizioni di sfruttamento.
Nonostante le forti tensioni della vigilia e la città blindata con circa 400 agenti delle forze dell’ordine, la giornata si è conclusa senza scontri tra le diverse fazioni, grazie anche all’imponente dispositivo di sicurezza messo in campo.
