Una vittoria dal peso specifico enorme, che profuma d’Europa e di consapevolezza. Il Como di Cesc Fabregas espugna l’Unipol Domus di Cagliari con un 2-1 sofferto ma meritato, un successo che l’allenatore spagnolo non esita a definire “la partita più complicata della stagione” e, allo stesso tempo, “la vittoria di cui sono più soddisfatto”. Parole che racchiudono l’essenza di una prestazione matura, intelligente e tatticamente versatile, contro un avversario ostico e in condizioni ambientali non favorevoli.
Una Battaglia Tattica e di Nervi
Fabregas, nel post-partita, ha analizzato con lucidità le difficoltà incontrate: “È stata una partita matura e intelligente – ha spiegato il tecnico – anche in un campo con l’erbetta alta un metro dove non si poteva fare il calcio che piaceva a noi”. Una critica velata ma diretta alle condizioni del terreno di gioco, considerate un ostacolo al consueto palleggio dei lariani. Nonostante ciò, il Como ha saputo adattarsi, trovando soluzioni alternative per superare la strategia del Cagliari di Fabio Pisacane, squadra descritta da Fabregas come “organizzata e con grandi idee”, pronta a “massacrarti in contropiede al primo errore”.
La chiave del successo, secondo l’ex centrocampista di Arsenal e Barcellona, è stata proprio la capacità di interpretare i diversi momenti della gara: “Sono orgoglioso perché alla fine troviamo sempre bene la soluzione… ogni volta troviamo le dinamiche diverse per far male”. Una flessibilità che testimonia la crescita di un gruppo che sta imparando a vincere anche le “partite sporche”, quelle in cui la qualità deve lasciare spazio alla grinta e al sacrificio.
La Cronaca di un Successo Fondamentale
Il Como ha sbloccato il risultato al 14′ con Martin Baturina, abile a sfruttare una mischia in area di rigore. Il Cagliari ha reagito nella ripresa, trovando il pareggio al 56′ con un colpo di testa di Sebastiano Esposito. Ma a decidere l’incontro è stata una prodezza balistica di Lucas Da Cunha al 76′, un sinistro da fuori area che non ha lasciato scampo al portiere avversario, regalando ai lariani tre punti pesantissimi. Con questa vittoria, la terza consecutiva, il Como ha agganciato momentaneamente la Roma al quarto posto in classifica, alimentando un sogno europeo che a inizio stagione sembrava pura utopia.
Turnover e Gestione delle Energie
Un altro aspetto sottolineato da Fabregas è stata la gestione delle energie in un periodo denso di impegni. “Arriviamo da una partita ogni quattro giorni. Eravamo un po’ cotti”, ha ammesso l’allenatore, giustificando i sei cambi di formazione. “Non siamo preparati a un percorso con questi tipo di sforzi. Il Cagliari aveva giocato sabato, noi martedì, ecco perché abbiamo fatto sei cambi”. La risposta della squadra è stata però eccezionale, a dimostrazione della profondità e della qualità della rosa a sua disposizione. Tutti i giocatori chiamati in causa hanno risposto presente, un segnale importante per il prosieguo della stagione.
L’Elogio ai Giovani e ai Veterani
Il tecnico spagnolo ha voluto spendere parole di elogio per i suoi ragazzi, sottolineando la sinergia tra i giovani talenti e i giocatori più esperti. “Il lavoro paga, i ragazzi imparano di partita in partita, soprattutto con l’aiuto dei più esperti. Questi sono giovani che faranno una grande strada”. Una menzione speciale è andata al portiere Jean Butez, autore di un intervento decisivo nel finale: “È uno dei tanti giocatori che abbiamo preso spendendo pochissimo, secondo me è un fuoriclasse… Sta dimostrando di essere un leader”.
Infine, un pensiero anche per l’allenatore avversario, Fabio Pisacane, con cui Fabregas ha un rapporto di stima e rispetto reciproco. “Con Pisacane ho parlato anche oggi, 7-8 minuti dopo la gara. C’è molto rispetto, abbiamo fatto un percorso insieme. Fabio è sacro per me”.
Sguardo al Futuro con Umiltà
Nonostante l’entusiasmo per la posizione in classifica, Fabregas mantiene i piedi per terra. Alla domanda sulla possibilità di puntare alla Champions League, la risposta è stata netta: “Per il momento no. Sappiamo che la strada è giusta, però ci sono ancora tante partite”. L’obiettivo è continuare a crescere, partita dopo partita, con la consapevolezza che ogni successo è un passo avanti in un percorso di maturazione che sta portando il Como a superare i propri limiti.
