Bergamo – Un’Atalanta dai due volti, capace di sprofondare in un baratro di due reti per poi risorgere con la forza dell’orgoglio e il talento del suo bomber. Finisce 2-2 alla New Balance Arena contro l’Udinese, un pareggio che per come si era messa la partita ha il sapore di una vittoria. Sotto di due gol a inizio ripresa, la Dea ha trovato la forza di reagire, aggrappandosi a un Gianluca Scamacca in versione supereroe, autore di una doppietta in appena quattro minuti che ha spento i sogni di gloria friulani e tenuto vive le ambizioni nerazzurre.
Primo tempo da incubo, Udinese cinica
L’approccio alla gara degli uomini di Palladino, pur volenteroso, è apparso contratto e impreciso. L’Udinese, ben messa in campo, ha saputo imbrigliare le fonti di gioco atalantine, chiudendo gli spazi e ripartendo con pericolosità. Il vantaggio ospite è arrivato al 40′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo: una marcatura rivedibile in area ha permesso a Kristensen di insaccare di testa, gelando il pubblico di casa. Un colpo duro per l’Atalanta, che ha faticato a creare vere occasioni da gol, apparendo a tratti compassata.
La ripresa si è aperta con il peggiore degli scenari possibili per i nerazzurri. Al 55′, infatti, l’Udinese ha trovato il raddoppio con Davis, bravo a capitalizzare un’azione insistita e a trafiggere Carnesecchi con un preciso sinistro. Sullo 0-2, la partita sembrava ormai compromessa, con l’incubo di una pesante sconfitta casalinga che si materializzava all’orizzonte.
La scossa di Palladino e l’uragano Scamacca
È qui che è emersa la grande forza mentale della squadra, come sottolineato da un soddisfatto Raffaele Palladino nel post-partita. “Ringrazio pubblicamente i miei ragazzi perché non l’ho fatto nello spogliatoio. Per quello che hanno dato e per la reazione mentale forte sotto di due gol”, ha dichiarato il tecnico, elogiando lo spirito del gruppo. L’allenatore ha operato dei cambi decisivi, passando a un modulo più offensivo con l’inserimento di Krstovic al fianco di Scamacca, una mossa tattica che ha cambiato l’inerzia del match. “Ci sono più partite in una stessa partita”, ha spiegato Palladino, “sapevo che la doppia punta Krstovic-Scamacca avrebbe potuto dare fastidio e che un 4-2-3-1 poteva darci vantaggi in uno contro uno”.
La mossa si è rivelata vincente. L’Atalanta ha iniziato a schiacciare l’Udinese nella sua metà campo, spinta dalla grinta dei subentrati e dalla classe del suo numero 9. Tra il 75′ e il 79′, Gianluca Scamacca si è caricato la squadra sulle spalle: prima ha accorciato le distanze con un perentorio colpo di testa, poi ha concesso il bis, sempre di testa, mandando in estasi i tifosi e fissando il punteggio sul definitivo 2-2. Una doppietta che non solo ha salvato il risultato, ma ha anche interrotto un digiuno in campionato che durava da oltre un mese per l’attaccante.
Rammarico e fiducia in vista del Bayern
Nonostante la grande rimonta, nelle parole di Palladino trapela un pizzico di rammarico per non aver completato l’opera. “Siamo usciti tutti un po’ rammaricati perché ci credevamo. Abbiamo schiacciato l’Udinese lì, ma anche loro potevano far gol. La mentalità nostra è vincere le partite e secondo me meritavamo di più”, ha sottolineato il tecnico. Un rammarico mitigato però dalla consapevolezza di avere una squadra con una grande forza fisica e mentale, capace di non mollare mai.
Ora, l’attenzione si sposta inevitabilmente alla grande notte europea di martedì, quando a Bergamo arriverà il Bayern Monaco per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Una sfida proibitiva, da affrontare con la stessa tempra mostrata nella ripresa contro l’Udinese. L’emergenza infortuni, però, preoccupa Palladino: “L’obiettivo è recuperare Scalvini, De Ketelaere, Ederson e Raspadori, ma qualcosa potrei recuperare in vista dell’Inter”, ha chiarito l’allenatore, lasciando intendere che la formazione anti-Bayern sarà ancora un rebus.
Curioso il retroscena svelato dal tecnico su Scamacca: “Ieri, durante l’esercitazioni di tiro, ho pronosticato a Scamacca la doppietta. Però avevo detto che sarebbe finita 2-1. Sono contento che abbia segnato di testa, sono soluzioni studiate”. Un aneddoto che testimonia il grande feeling tra l’allenatore e il suo centravanti, un’arma in più per un’Atalanta che non vuole smettere di sognare, in Italia e in Europa.
