Le luci della cultura si accendono su Bologna, che diventa palcoscenico di un omaggio senza precedenti a una delle figure più rivoluzionarie e poetiche della storia del cinema e dell’arte del XX e XXI secolo. La Galleria Modernissimo, nei suoi ampi spazi sotterranei di oltre 1.200 metri quadrati, ospita dal 5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027 la mostra “Viva Varda! Il cinema è donna”. Un’immersione totale nell’opera di Agnès Varda, prima regista donna a ricevere l’Oscar alla carriera nel 2017 e a trionfare nei più prestigiosi festival internazionali, da Cannes a Venezia, da Berlino a Locarno.

Prodotta dalla Cineteca di Bologna e da La Cinémathèque française, con la curatela di Florence Tissot e la direzione artistica di Rosalie Varda, figlia dell’artista, l’esposizione non è una semplice retrospettiva, ma un vero e proprio viaggio nell’anima di una creatrice che ha saputo abbattere ogni confine tra le arti. “Un’artista artigiana amava definirsi”, ha ricordato la figlia Rosalie, sottolineando come Varda abbia sempre operato con fiera indipendenza in un mondo prevalentemente maschile. Una definizione che coglie l’essenza del suo metodo: un controllo totale e appassionato su ogni aspetto della creazione, dalla scrittura alla regia, dal montaggio alla fotografia.

Un universo tra cinema, fotografia e vita

Il percorso espositivo si snoda attraverso un ricco dialogo di film, fotografie, installazioni, costumi e materiali d’archivio, testimoniando un’opera poliedrica che ha abbracciato con la stessa intensità la pittura, la fotografia e il cinema. La mostra è suddivisa in sei sezioni tematiche pensate per esplorare i nuclei centrali della sua poetica:

  • Il rapporto con le immagini: un’indagine approfondita sul suo uso dell’autoritratto, della fotografia e della pittura, con un gusto per accostamenti cromatici e visivi inaspettati che rivelano la sua formazione iniziale come fotografa.
  • La scrittura cinematografica: un focus sulla sua abilità unica nel creare personaggi femminili complessi, anticonvenzionali e indimenticabili, che hanno ridefinito lo sguardo sulle donne nel cinema. Pellicole iconiche come Cléo dalle 5 alle 7 (1962) o Senza tetto né legge (1985) sono esempi magistrali di questa sua sensibilità.
  • La dimensione nomade e sociale: un’esplorazione del suo cinema documentario, sempre attento a dare voce agli ultimi, a cogliere i mutamenti culturali e gli sconvolgimenti politici del suo tempo, dalla rivoluzione cubana alle lotte delle Pantere Nere.
  • Il legame con l’Italia: una sezione speciale, particolarmente sentita, è interamente dedicata al profondo e duraturo rapporto tra Agnès Varda e il nostro Paese, un dialogo artistico e umano che ha attraversato tutta la sua carriera.

In questo universo denso e sorprendente trovano posto anche le sue amicizie e i sodalizi artistici: dal compagno di una vita Jacques Demy a Jean-Luc Godard, da Jane Birkin a Catherine Deneuve, fino a Marcello Mastroianni e persino Madonna. E, immancabili, i gatti, presenza affettiva e iconografica costante nel suo immaginario.

Una pioniera femminista e un’instancabile sperimentatrice

Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, ha ricordato con affetto la figura di Varda come “una donna di una straordinaria forza e decisione ma anche di una grande gentilezza e ironia”, sottolineando i suoi frequenti ritorni a Bologna per seguire i restauri dei suoi film. Un legame, quello con la città e la sua Cineteca, che oggi si corona con questo grande evento. “Non è mai stata attratta dall’industria cinematografica”, ha aggiunto Frédéric Bonnaud, direttore della Cinémathèque française, evidenziando la sua natura di “cineasta che ha sempre utilizzato il cinema come metodo di espressione artistica di se stessa e del mondo che la circondava”.

La sua opera è intrinsecamente segnata da un impegno femminista radicale e anticipatore. Come ha sottolineato la vicesindaca di Bologna, Emily Clancy, Agnès Varda è stata “una femminista prima ancora di nascere”, una voce che ha sempre lottato per la rappresentazione autentica della donna, libera da stereotipi e convenzioni.

Un omaggio che attraversa la città

L’evento espositivo non si esaurisce all’interno della Galleria Modernissimo. Il Cinema Modernissimo ospiterà per tutta la durata della mostra una retrospettiva completa dei suoi film, un’occasione unica per riscoprire sul grande schermo la sua vasta filmografia. Inoltre, le Edizioni della Cineteca hanno pubblicato la prima traduzione italiana del volume Agnès Varda di Laure Adler, un testo fondamentale per approfondire la sua vita e la sua opera.

La mostra bolognese, infine, si pone in stretto dialogo con l’esposizione “Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma”, ospitata alla Villa Medici di Roma, creando un ponte culturale che unisce due città nel celebrare un’artista che ha fatto della sua vita un capolavoro di curiosità, intelligenza e libertà.

Di euterpe

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