Un antico veliero che solca le onde dell’Oceano Atlantico, non come vascello di conquista o commercio, ma come culla di un nuovo umanesimo. È questa l’immagine potente che definisce “The Ark of Change – L’Arca del Cambiamento”, un progetto di straordinaria portata culturale e sociale, salpato il 5 marzo da Capo Verde con destinazione Suriname. Ideato dal cantautore e artista Giovanni Caccamo, in collaborazione con l’Associazione Youth and Future – Parola ai giovani Aps, questa odissea moderna è molto più di un semplice viaggio: è un manifesto galleggiante, un laboratorio di idee e un set cinematografico d’eccezione.
A bordo della Oosterschelde, un veliero olandese del 1918, dieci giovani, definiti “eroi senza superpoteri”, provenienti da ogni angolo del mondo, si faranno portavoce delle speranze e delle istanze delle nuove generazioni. Un viaggio simbolico che ripercorre la tragica tratta atlantica degli schiavi, trasformandola in un percorso di rinascita e connessione tra i “due polmoni del mondo”. L’Arca non trasporterà merci, ma un carico ben più prezioso: una quantità simbolica di semi, emblema della biodiversità da proteggere, e i sogni di un futuro più equo e sostenibile.
Un Equipaggio di Visionari
Il progetto si avvale di un team creativo di calibro internazionale. La traversata e le storie dei suoi protagonisti saranno immortalate in un film prodotto da Masi Film e diretto dal regista premio Oscar Luc Jacquet, la cui sensibilità per le narrazioni ambientali è stata consacrata dal successo mondiale de “La marcia dei pinguini”. Gli scatti fotografici, invece, sono affidati all’occhio visionario di Jamie Hawkesworth, celebre per la sua capacità di catturare l’essenza poetica della realtà.
I dieci giovani protagonisti, selezionati per le loro storie e il loro impegno, rappresentano un mosaico di culture e prospettive:
- Plestia Alaqad (Palestina)
- Sean Binder (Irlanda)
- Francesco Cicconetti (Italia)
- Federico Gambedotti (Italia, Eritrea)
- Drukmo Gyal (Tibet, TAR, Cina)
- Andrew Johnson Raphael (Malawi)
- Ayumi Kuramae Izioka (Brasile, Giappone, Paesi Bassi)
- Manisha Maharjan (Nepal, Newar)
- Chris Mansa Laporte (Francia, Haiti)
Durante la navigazione, ispirandosi alla Dichiarazione universale dei diritti umani, questi giovani redigeranno una Carta dei Valori, un documento che conterrà soluzioni concrete per innovare la società. Il film esplorerà, attraverso le loro esperienze personali, temi cruciali come i diritti umani, la convivenza pacifica, la crisi climatica, il mondo virtuale, la salute mentale e l’identità di genere.
L’Arte come Vessillo di Cambiamento
Il veliero stesso si trasformerà in un’opera d’arte navigante grazie al contributo straordinario del maestro Mimmo Paladino. L’artista, figura chiave della Transavanguardia, rappresenterà le parole di cambiamento dei giovani su 40 bandiere artistiche. Queste andranno a comporre un Gran Pavese di 80 metri, un segnale visivo potente che sventolerà sull’oceano, a testimonianza di un impegno che ripudia ogni forma di violenza e guerra in nome delle nuove generazioni.
Dalle Onde alla Terra: il Bosco del Cambiamento
Il viaggio di “The Ark of Change” non si concluderà con l’approdo. I semi trasportati a bordo avranno una destinazione precisa: in collaborazione con la Fondazione Sylva e l’Associazione Arte Continua, verranno utilizzati per riforestare un’area, dando vita al Bosco del Cambiamento. Un gesto concreto che lega simbolicamente il futuro del pianeta alla voce dei giovani, trasformando le parole in radici e le speranze in frutti. Fondazione Sylva è un’organizzazione no-profit impegnata nella rigenerazione ambientale attraverso la forestazione, nata in Puglia per contrastare la desertificazione causata dalla Xylella. L’Associazione Arte Continua, dal canto suo, promuove progetti che creano connessioni tra arte, cultura e rispetto per l’ambiente.
Radici di un Progetto Globale: Youth and Future
“The Ark of Change” è l’ultima, grandiosa evoluzione del progetto collettivo Youth and Future, anch’esso ideato da Giovanni Caccamo. Un movimento globale che ha preso il via nel 2021, in risposta a un appello dello scrittore Andrea Camilleri che esortava le nuove generazioni a farsi promotrici di un nuovo umanesimo. Negli ultimi anni, Caccamo ha viaggiato instancabilmente, incontrando migliaia di giovani in università, carceri e centri di accoglienza, ponendo loro una domanda semplice ma potente: “Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?”.
Le risposte raccolte hanno dato vita al Manifesto for Change, un libro edito da Treccani con la prefazione di Papa Francesco, presentato alle Nazioni Unite il 20 marzo 2025. Il progetto ha visto la partecipazione di istituzioni prestigiose come i Musei Vaticani, il MAXXI, e atenei di fama mondiale quali Yale, Harvard e il Berklee College of Music. Si è inoltre articolato in diverse forme espressive: dalla musica (con l’album “Parola”) all’arte (coinvolgendo artisti del calibro di Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto e Arnaldo Pomodoro), fino alla performance e alla fotografia.
Dieci Anni di Carriera e un Nuovo Orizzonte Musicale
Parallelamente a questo impegno civile, Giovanni Caccamo si prepara a celebrare i suoi dieci anni di carriera. L’11 giugno 2026, dal Teatro Dal Verme di Milano, prenderà il via il suo nuovo tour, “L’alba dentro l’imbrunire”. Un concerto-racconto che vedrà l’artista esibirsi con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Durante la serata, Caccamo ripercorrerà l’intero progetto “Youth and Future”, interpreterà i suoi brani più significativi e le canzoni scritte per grandi nomi della musica come Elisa, Andrea Bocelli e Malika Ayane, concludendo con un omaggio al suo mentore, l’indimenticabile Franco Battiato.
