SIENA – La polvere delle Crete Senesi si è posata ancora una volta sul re indiscusso di questa corsa. Tadej Pogačar ha trionfato per la quarta volta, la terza consecutiva, alla Strade Bianche, consolidando il suo dominio su una delle classiche più affascinanti e iconiche del calendario internazionale. Un’impresa che lo consacra come il più grande interprete di sempre della “Classica del Nord più a sud d’Europa”, superando Fabian Cancellara, fermo a tre successi. Ma l’edizione 2026, svoltasi il 7 marzo su un percorso di 201 km con partenza e arrivo nella magnifica Piazza del Campo di Siena, non sarà ricordata solo per l’ennesima dimostrazione di forza dello sloveno. Sotto il cielo toscano è nata una nuova stella: il diciannovenne francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), capace di conquistare un incredibile secondo posto al suo debutto assoluto in una gara di questo livello, seguito dal messicano Isaac del Toro (UAE Team Emirates), compagno di squadra di Pogačar, che ha completato il podio.

La cronaca di una vittoria annunciata, ma non scontata

La vigilia della corsa era tutta per lui, Tadej Pogačar. Fresco di un cippo svelato in suo onore sul settore di sterrato di Colle Pinzuto, un onore riservato solo a chi vince per tre volte, lo sloveno si presentava al via come il favorito assoluto, nonostante fosse al suo esordio stagionale. Le ricognizioni dei giorni precedenti avevano mostrato un atleta già in forma smagliante, pronto a “cannibalizzare” ancora una volta la sua corsa. E così è stato. L’attacco decisivo, come da copione, è arrivato sul durissimo settore di Monte Sante Marie, a circa 78 km dal traguardo. Un’azione potente, irresistibile, che ha lasciato sul posto i rivali più accreditati.

Tra questi, Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), vincitore nel 2023 e secondo lo scorso anno, ha provato a resistere ma è stato rallentato da un problema meccanico proprio nel momento clou. Anche il belga Wout Van Aert, trionfatore nel 2020, non ha potuto fare nulla per contrastare la furia dello sloveno. Pogačar ha così iniziato la sua lunga cavalcata solitaria, un monologo che lo ha portato a braccia alzate sotto la Torre del Mangia, tra gli applausi di un pubblico in visibilio.

L’astro nascente: Paul Seixas, il ‘Messia’ francese

Se la vittoria di Pogačar era ampiamente pronosticata, la vera sorpresa di giornata è stata la performance di Paul Seixas. Il giovanissimo talento francese, nato nel 2006, ha corso con la sfrontatezza e la classe di un veterano. Vincitore della Faun-Ardèche Classic la settimana precedente, dove aveva impressionato staccando corridori di calibro, in patria è già considerato l’erede designato per riportare la Francia sul gradino più alto del Tour de France. Alla sua prima partecipazione alla Strade Bianche, non ha mostrato alcun timore reverenziale, lanciandosi all’inseguimento di Pogačar insieme a Isaac del Toro. Nel finale, sulla micidiale rampa di Via Santa Caterina, Seixas è riuscito a staccare il messicano, conquistando una seconda piazza che vale quasi quanto una vittoria e che lo proietta di diritto tra i grandi nomi del ciclismo mondiale.

Il ruolo prezioso di Isaac del Toro

Terzo gradino del podio per un altro giovane di grande talento, il messicano Isaac del Toro. Il corridore della UAE Team Emirates ha dimostrato ancora una volta le sue qualità sugli sterrati, dopo l’ottima prestazione nella tappa del Giro d’Italia 2025. In una giornata di gloria per il suo capitano, del Toro ha svolto un ruolo tattico fondamentale, marcando Seixas nel gruppo inseguitore e garantendo alla squadra una prestigiosa doppietta sul podio. La sua performance conferma la profondità del roster della formazione emiratina e la sua capacità di lanciare giovani talenti ai massimi livelli.

La gara femminile: Kopecky e Vollering le favorite

Anche la competizione femminile, giunta alla sua dodicesima edizione, promette grande spettacolo. Con un parterre de roi al via, la lotta per la successione alla campionessa in carica Demi Vollering si preannuncia serrata. Tra le principali favorite spiccano la belga Lotte Kopecky, già vincitrice in passato, e la stessa Vollering, a caccia di uno storico tris. Attenzione anche alla vincitrice del Tour de France, Pauline Ferrand-Prévot, e alle eterne Marianne Vos e Puck Pieterse. Le speranze italiane sono riposte in Elisa Longo Borghini, trionfatrice nel 2017 e desiderosa di riscatto dopo una passata edizione sfortunata.

Un evento che cresce in prestigio

La Strade Bianche si conferma anno dopo anno come uno degli appuntamenti più attesi e spettacolari della stagione. I suoi 14 settori di sterrato, per un totale di oltre 60 km, mettono a dura prova atleti e mezzi, regalando immagini epiche e scenari mozzafiato nel cuore della Toscana. Una corsa che, pur non avendo ancora lo status ufficiale di “Monumento”, è entrata di diritto nel cuore degli appassionati e dei corridori, grazie al suo percorso unico e al suo fascino senza tempo. La presenza costante e le vittorie di un fuoriclasse come Tadej Pogačar non hanno fatto altro che accrescerne il prestigio, trasformandola in un appuntamento imperdibile del calendario World Tour.

Di nike

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