Verona – Sotto un cielo stellato, la quattordicesima edizione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ha preso il via con una cerimonia di apertura tanto spettacolare quanto complessa, tenutasi nella storica Arena di Verona. A dare il via ufficiale alla manifestazione, che si protrarrà fino al 15 marzo, è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la tradizionale formula di apertura. La serata, intitolata “Life in Motion”, è stata un omaggio allo storico motto paralimpico “Spirit in Motion”, ma si è svolta in un clima segnato da forti tensioni geopolitiche che hanno portato a un numero ridotto di delegazioni presenti e a un acceso dibattito internazionale.
Una Cerimonia Sfarzosa ma Divisa
Lo spettacolo, diretto con maestria e arricchito da performance artistiche di alto livello, ha visto la partecipazione di figure di spicco della scena culturale italiana e internazionale. Tuttavia, la parata delle nazioni ha messo in luce una profonda frattura diplomatica. Delle 55 nazioni partecipanti ai Giochi, solo 29 hanno sfilato nell’anfiteatro. Una decisione insolita, quella di far portare le bandiere a dei volontari anziché agli atleti, è stata motivata dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) con ragioni logistiche e di performance, data la vicinanza delle gare. Per l’Italia, avrebbero dovuto sfilare come portabandiera René de Silvestro e Chiara Mazzel.
La motivazione ufficiale, però, non ha sopito le polemiche. Sette nazioni – Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina – hanno boicottato la cerimonia per protestare contro la controversa decisione dell’IPC di ammettere atleti russi e bielorussi a gareggiare con le proprie bandiere e inni nazionali. Una scelta in netto contrasto con la linea tenuta dal Comitato Olimpico Internazionale solo poche settimane prima. A queste assenze si è aggiunta quella forzata dell’unico atleta iraniano, Aboulfazl Khatibi Mianaei, impossibilitato a raggiungere l’Italia a causa delle tensioni in Medio Oriente.
Le Parole delle Istituzioni e il Messaggio di Pace
In tribuna d’onore, a testimoniare l’importanza dell’evento, erano presenti le massime cariche dello Stato: oltre al Presidente Mattarella, la Premier Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, e i ministri Matteo Salvini, Andrea Abodi e Alessandra Locatelli.
I discorsi ufficiali hanno inevitabilmente toccato il delicato contesto internazionale. Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, ha sottolineato come, in un mondo “profondamente diviso, lacerato da guerre”, il messaggio di pace, inclusione e solidarietà del movimento paralimpico sia “più significativo e importante che mai”. Sulla stessa linea Andrew Parsons, presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, che ha ricordato come lo sport offra una prospettiva diversa, dove “le differenze non dividono ma sono punti di forza” e le nazioni competono nel rispetto delle regole.
Bebe Vio, Luce nella Notte
Il momento più emozionante e simbolico della serata è stato l’ingresso della fiamma paralimpica. L’onore di essere l’ultima tedofora è spettato a Bebe Vio, icona mondiale dello sport paralimpico e simbolo di resilienza e forza di volontà. Con il suo sorriso contagioso, ha portato la torcia all’interno dell’Arena, accendendo idealmente i bracieri di Milano e Cortina, dove gli ultimi tedofori sono stati rispettivamente Gianmaria Dal Maistro e Francesca Porcellato. Un gesto che ha dato il via ufficiale a dieci giorni di competizioni che vedranno impegnati circa 665 atleti in sei diverse discipline tra Milano, Cortina e la Val di Fiemme.
La cerimonia si è conclusa sulle note intramontabili di “Nel Blu Dipinto di Blu”, un messaggio di speranza e un invito a “sognare insieme”, come recita il motto di questi Giochi. Nonostante le ombre, la luce della fiamma paralimpica arde, pronta a illuminare le storie di atleti straordinari e a ricordare al mondo il potere unificante dello sport.
