Crollo Spurs: Illusione Solanke, poi il buio totale

LONDRA – Notte fonda al Tottenham Hotspur Stadium, dove una squadra irriconoscibile e in preda a una crisi apparentemente senza fine cede di schianto al Crystal Palace con un sonoro 3-1. Per gli Spurs si tratta della quinta sconfitta consecutiva in Premier League, la terza in altrettante partite per il neo-tecnico Igor Tudor, chiamato a risollevare le sorti di una squadra che ora vede lo spettro della retrocessione farsi incredibilmente concreto. A nove giornate dalla fine del campionato, i detentori dell’Europa League si trovano al 16° posto, con un solo, misero punto di vantaggio sulla zona calda della classifica occupata dal West Ham (18° a 28 punti).

Eppure, la serata era iniziata sotto auspici diversi. Davanti al proprio pubblico, il Tottenham aveva trovato la via del vantaggio al 35′ con Dominic Solanke, abile a finalizzare una manovra offensiva e a illudere che la via della ripresa fosse finalmente imboccata. Ma è stata una gioia effimera, durata una manciata di minuti, prima che l’oscurità calasse implacabile sulla squadra del nord di Londra.

L’episodio chiave e il tracollo nel finale di primo tempo

Il punto di svolta del match arriva al 38′. Il capitano e perno della difesa, Micky van de Ven, commette un’ingenuità fatale trattenendo in area Ismaïla Sarr lanciato a rete. L’arbitro non ha dubbi: rigore per il Crystal Palace ed espulsione per il difensore olandese. Dagli undici metri, lo stesso Ismaïla Sarr si dimostra glaciale e al 40′ ristabilisce la parità.

L’inferiorità numerica e il colpo psicologico subito mandano in tilt il Tottenham, che si sfalda completamente nel recupero della prima frazione. Il Crystal Palace, cinico e spietato, ne approfitta per chiudere la partita. Al 45’+2 è Jorgen Strand Larsen a portare in vantaggio gli ospiti, seguito a ruota al 45’+7 dalla doppietta personale di un incontenibile Sarr, entrambi splendidamente assistiti da un ispirato Adam Wharton. Un uno-due micidiale che ha provocato la desolante reazione dei tifosi di casa, molti dei quali hanno abbandonato gli spalti durante l’intervallo, un’immagine emblematica della profonda delusione che circonda il club.

Una crisi dai numeri impietosi

La situazione per il Tottenham è a dir poco allarmante. La squadra non vince in campionato da ben 11 partite, un digiuno che non si registrava dal 1975. L’impatto di Igor Tudor, arrivato a metà febbraio per sostituire Thomas Frank, è stato finora disastroso, con zero punti conquistati in tre partite. L’ex allenatore di Juventus e Marsiglia si trova ad affrontare la sfida forse più complessa della sua carriera, con una squadra che appare fragile psicologicamente e tatticamente confusa. Le statistiche sono impietose: gli Spurs hanno subito almeno due gol in ciascuna delle ultime nove partite di campionato, un record negativo nella storia del club.

Nonostante la situazione drammatica, Tudor ha provato a suonare la carica nel post-partita, dichiarando di credere “ancora di più” nella salvezza dopo aver visto una reazione nella ripresa. Parole che, tuttavia, faticano a convincere un ambiente depresso e preoccupato da un futuro che si preannuncia carico di tensioni.

Un calendario da incubo e il paradosso europeo

A complicare ulteriormente i piani di risalita del Tottenham c’è un calendario tutt’altro che agevole. Le prossime tre sfide di Premier League vedranno gli Spurs affrontare il Liverpool ad Anfield, il Nottingham Forest in un cruciale scontro diretto per la salvezza e il Sunderland. Partite che diranno molto sulle reali possibilità della squadra di evitare una retrocessione che manca dalla stagione 1977-’78.

In questo scenario a tinte fosche, emerge un paradosso quasi surreale. Nonostante la lotta per non retrocedere in campionato, il Tottenham è ancora in corsa in Champions League, dove affronterà l’Atletico Madrid negli ottavi di finale. Incredibilmente, in caso di vittoria del trofeo, gli Spurs si garantirebbero un posto nella prossima edizione della Champions League, anche in caso di retrocessione in Championship. Una prospettiva tanto affascinante quanto improbabile, che aggiunge un ulteriore elemento di complessità a una stagione che per i tifosi del Tottenham si sta trasformando in un vero e proprio incubo.

Di nike

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