MILANO – Con una mossa strategica di grande rilievo per il panorama energetico nazionale, Snam ha annunciato di aver raggiunto il 100% del capitale di OLT (Offshore LNG Toscana), la società che possiede e gestisce l’omonimo terminale di rigassificazione galleggiante situato al largo delle coste di Livorno. L’operazione, del valore complessivo di 129 milioni di euro, consolida il ruolo di Snam come operatore infrastrutturale leader in Italia e in Europa, ponendo un altro tassello fondamentale nella strategia di sicurezza e diversificazione energetica del Paese.

I dettagli dell’operazione finanziaria

L’acquisizione si è concretizzata in due fasi principali. In data 2 marzo 2026, Snam ha finalizzato l’acquisto del 48,24% del capitale di OLT, quota precedentemente detenuta dal fondo Igneo Infrastructure Partners, portando la sua partecipazione al 97,31%. Successivamente, il 4 marzo, è stato siglato l’accordo per l’acquisizione della quota residua del 2,69% dalla società Golar Offshore Toscana. L’investimento totale di 129 milioni di euro è stato finanziato da Snam attraverso la propria flessibilità finanziaria, con un impatto definito “neutrale” sul merito di credito del gruppo, a testimonianza della solidità finanziaria dell’operazione. Da questa acquisizione, Snam prevede un incremento medio dell’utile netto di circa 8 milioni di euro all’anno nel periodo compreso tra il 2026 e il 2029.

Il ruolo strategico del rigassificatore di Livorno

Operativo dal 2013, il terminale OLT è un’infrastruttura chiave per l’Italia. Si tratta di una FSRU (Floating Storage and Regasification Unit), ovvero una nave permanentemente ormeggiata a circa 22 chilometri al largo della costa tra Livorno e Pisa, che riceve gas naturale liquefatto (GNL) da navi metaniere, lo riporta allo stato gassoso e lo immette nella rete di trasporto nazionale.

La sua capacità di rigassificazione annua è di circa 5 miliardi di metri cubi, un valore che è stato incrementato nel 2024 rispetto ai precedenti 3,75 miliardi. Questa capacità rappresenta quasi l’8% della domanda complessiva di gas in Italia, un contributo essenziale per garantire la continuità delle forniture e ridurre la dipendenza da altre fonti e rotte di approvvigionamento. I dati economici di OLT per il 2025 evidenziano una RAB (Regulatory Asset Base) tariffaria di circa 700 milioni di euro, un margine operativo lordo (EBITDA) di 89 milioni e un utile netto di 28 milioni, a fronte di un indebitamento finanziario netto di 366 milioni.

Snam al centro del sistema GNL italiano

Con il pieno controllo del terminale di Livorno, Snam rafforza ulteriormente la sua posizione dominante nel settore della rigassificazione in Italia. Il gruppo detiene infatti partecipazioni di controllo in tutti i terminali di GNL attivi sul territorio nazionale. Questa rete strategica include:

  • Il 100% del terminale costiero di Panigaglia (La Spezia), storico impianto operativo dal 1971.
  • Il 30% del terminale Adriatic LNG, situato al largo di Rovigo e attivo dal 2009.
  • Il 100% della FSRU Golar Tundra (denominata “Italis”), operativa da luglio 2023 nel porto di Piombino (Livorno).
  • Il 100% della FSRU BW Singapore, che sarà operativa da maggio 2025 al largo di Ravenna.

Questa capillare presenza infrastrutturale è al centro del nuovo Piano Strategico 2026-2030 di Snam, che prevede investimenti per 14 miliardi di euro, di cui una parte significativa destinata proprio al potenziamento della rete di trasporto e rigassificazione. L’obiettivo è consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico del Mediterraneo, in grado di ricevere e smistare gas verso il resto d’Europa.

Un passo avanti per la sicurezza energetica nazionale

L’acquisizione del 100% di OLT da parte di Snam non è solo un’operazione finanziaria, ma riveste un’importanza strategica fondamentale. In un contesto geopolitico globale sempre più incerto e volatile, la capacità di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico è cruciale. Il Gas Naturale Liquefatto (GNL) si è affermato come uno strumento imprescindibile per raggiungere questo obiettivo, permettendo di importare gas via mare da numerosi paesi produttori in tutto il mondo.

Come sottolineato dall’Amministratore Delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, in una dichiarazione precedente, le importazioni di GNL in Italia hanno raggiunto a fine novembre 2025 i 18,7 miliardi di metri cubi, coprendo circa un terzo della domanda nazionale. Avere il pieno controllo delle infrastrutture che permettono di ricevere e processare questo gas è quindi una garanzia per la stabilità del sistema energetico italiano. L’operazione ha già ricevuto il via libera dall’Autorità Antitrust, che non ha ravvisato ostacoli alla concorrenza.

Di atlante

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