Milano – Scene di intensa commozione e gioia hanno segnato la serata all’aeroporto di Milano Malpensa, dove duecento studenti italiani sono atterrati sani e salvi con un volo proveniente da Abu Dhabi. Ad attenderli, oltre i varchi degli arrivi, c’erano genitori, parenti e amici che per giorni hanno vissuto con il fiato sospeso. Urla di sollievo, lunghi abbracci, lacrime di felicità e applausi hanno accolto i ragazzi, ponendo fine a un’attesa carica di ansia.

Bloccati dall’Escalation della Tensione

I giovani, molti dei quali minorenni, si trovavano a Dubai per partecipare a un progetto di simulazione diplomatica delle assemblee ONU organizzato da WSC Italia – World Student Connection Global Leaders, nell’ambito dell’iniziativa “Ambasciatori del futuro”. La loro esperienza di studio e formazione si è trasformata in un incubo quando l’improvvisa escalation delle tensioni in Medio Oriente, con l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e la successiva rappresaglia di Teheran, ha portato alla chiusura dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti. Questo ha causato la paralisi del traffico aereo e ha lasciato i ragazzi, insieme a molti altri connazionali, bloccati nel Paese.

I Giorni dell’Incertezza e della Paura

Le testimonianze degli studenti e dei loro insegnanti dipingono un quadro di grande preoccupazione. “È stata dura soprattutto per il fatto di non sapere niente, non sapere quando tornavamo”, ha raccontato Valerio Schiavoi, uno degli studenti, subito dopo aver riabbracciato la madre. La paura è stata un sentimento tangibile, specialmente durante le prime ore dell’emergenza. “Abbiamo sentito nel cielo il rombo degli aerei ed esplosioni”, ha aggiunto Lucio, un 17enne di Torino, descrivendo come si siano trovati improvvisamente in un “territorio di guerra”. Gli allarmi, via SMS e con le sirene dell’hotel, li costringevano a rifugiarsi nei seminterrati trasformati in bunker. Un’insegnante ha parlato di “due notti d’inferno”, un’esperienza terribile difficile persino da descrivere.

Nonostante la paura, i ragazzi hanno dimostrato grande coraggio e solidarietà, facendosi forza a vicenda. “Siamo stati assistiti e ci siamo fatti forza gli uni con gli altri”, hanno raccontato Roberto e Maurizio, due studenti milanesi. La felicità per il ritorno era tale che a bordo dell’aereo è stato intonato l’inno di Mameli.

L’Intervento della Farnesina e il Rientro

Fin da subito, la Farnesina ha attivato l’Unità di Crisi e una task force dedicata per monitorare la situazione e garantire la sicurezza dei connazionali. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha comunicato di essere in costante contatto con le autorità locali per organizzare il rientro. Grazie a un intenso lavoro diplomatico, in collaborazione con le ambasciate italiane nella regione e le autorità emiratine, è stato possibile organizzare un volo speciale da Abu Dhabi per riportare a casa gli studenti. Il volo è atterrato a Malpensa intorno alle 19:25.

Oltre al volo degli studenti, sono stati organizzati altri collegamenti commerciali e speciali dagli aeroporti di Mascate, in Oman, e da Abu Dhabi per facilitare il rimpatrio di centinaia di altri italiani bloccati nella regione del Golfo. Il Ministro Tajani ha sottolineato come siano circa 2.500 gli italiani rientrati in pochi giorni da un’area dove risiedono circa 70.000 connazionali.

“Siamo a casa”: il Sollievo dei Genitori e il Futuro

Per le famiglie, l’attesa è stata logorante. “Sono stati giorni di grande apprensione”, hanno raccontato alcune madri presenti a Malpensa, elogiando il coraggio dei loro figli. La notizia del rientro è stata accolta con enorme sollievo. “Adesso che sono qua e ho baciato mia mamma sto bene. Prima no, però adesso bene”, ha sintetizzato Valerio Schiavoi, esprimendo un sentimento comune a tutti i suoi compagni.

Nonostante la brutta esperienza, la voglia di viaggiare e conoscere non si è spenta. Alla domanda se fosse pronto per un altro viaggio di studio, uno degli studenti ha risposto: “non magari in questo momento negli Emirati Arabi o in Medio Oriente, però sì”. Un segno di resilienza e speranza, dopo aver vissuto in prima persona le conseguenze di una crisi internazionale.

Di veritas

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