NAPOLI – Il sipario sulla 28esima giornata del campionato di Serie A si alza questa sera alle 20:45 allo Stadio Diego Armando Maradona, con un anticipo del venerdì che promette scintille. Da una parte il Napoli di Antonio Conte, terza forza del campionato con 53 punti e con l’obiettivo di blindare la qualificazione alla prossima Champions League. Dall’altra il Torino di Roberto D’Aversa, rinfrancato dal successo all’esordio del nuovo tecnico contro la Lazio e desideroso di allontanarsi definitivamente dalle zone calde della classifica, attualmente distante sei lunghezze.
Qui Napoli: emergenza a centrocampo, Conte si affida a Gilmour e lancia il tridente Hojlund-Vergara-Santos
In casa azzurra, l’entusiasmo per la vittoria in extremis a Verona, firmata dal ritorno al gol di Romelu Lukaku, si scontra con una vera e propria emergenza infortuni che sta mettendo a dura prova le scelte di Antonio Conte. Il tecnico leccese dovrà infatti fare a meno di pedine fondamentali come Lobotka e McTominay, entrambi non convocati per problemi muscolari. Assenze che si sommano a quelle dei lungodegenti Di Lorenzo, Rrahmani e Neres. Le buone notizie arrivano dai possibili recuperi di Anguissa e De Bruyne, che dopo mesi di stop potrebbero tornare tra i convocati, anche se il loro impiego è previsto solo per scampoli di partita.
Di fronte a questa situazione, Conte è costretto a ridisegnare il suo consueto 3-4-2-1. In porta, si rinnova il ballottaggio tra Milinkovic-Savic e Meret, con il serbo ex di turno che appare in vantaggio. La linea difensiva vedrà una novità interessante: al fianco dei confermati Juan Jesus e dell’altro ex granata Buongiorno, dovrebbe agire Oliveira, formando così un terzetto di centrali mancini. A centrocampo, le chiavi della regia saranno affidate al giovane scozzese Billy Gilmour, affiancato da Elmas. Sulle fasce agiranno Politano a destra e Spinazzola a sinistra, con il compito di garantire ampiezza e spinta. Il peso dell’attacco graverà sulle spalle del giovane danese Rasmus Hojlund, supportato dal duo di trequartisti composto da Vergara e Alisson Santos.
Qui Torino: D’Aversa conferma il 3-5-2 e la coppia degli ex Zapata-Simeone
Il Torino arriva a Napoli con il morale alto dopo la vittoria per 2-0 contro la Lazio, che ha segnato il debutto vincente del nuovo tecnico Roberto D’Aversa, subentrato a Marco Baroni. L’allenatore granata sembra intenzionato a dare continuità al modulo 3-5-2, affidandosi a un undici solido e di esperienza per provare a imbrigliare la manovra partenopea. L’unico indisponibile è Aboukhlal.
Tra i pali ci sarà Paleari. La difesa a tre sarà composta da Coco, Ismajli e uno tra Ebosse e Marianucci, con il primo favorito. A centrocampo, la linea a cinque vedrà Lazaro e Obrador agire sugli esterni, mentre in mezzo al campo ci sarà un mix di qualità e quantità con Prati, Vlasic e Gineitis, quest’ultimo in leggero vantaggio su Casadei. In attacco, D’Aversa si affida alla coppia “pesante” e dal dente avvelenato formata dai grandi ex della partita: Duván Zapata e Giovanni Simeone. Il colombiano ha vestito la maglia azzurra dal 2013 al 2015, mentre il “Cholito” è passato in granata proprio la scorsa estate dopo due stagioni all’ombra del Vesuvio. Simeone, in particolare, ha già eguagliato in 21 presenze con il Toro le sei reti messe a segno nelle precedenti tre stagioni in Serie A.
Precedenti e statistiche: il Maradona è un fortino, ma il Toro ha vinto all’andata
I precedenti sorridono nettamente al Napoli, che è imbattuto in casa contro il Torino da ben 13 confronti diretti in Serie A. L’ultima vittoria granata a Fuorigrotta risale addirittura al 17 maggio 2009 (1-2). Tuttavia, il Torino ha vinto la gara d’andata per 1-0 e non batte il Napoli in entrambe le sfide stagionali dal campionato 2008/09. Un dato curioso riguarda le sfide giocate di venerdì: l’unico precedente tra le due squadre risale all’8 marzo 2024, e terminò 1-1 proprio al Maradona, con i gol di Sanabria e Kvaratskhelia.
Il Napoli di Conte vanta un rendimento casalingo quasi impeccabile in questa stagione, con otto vittorie e quattro pareggi, e potrebbe restare imbattuto nelle prime 13 partite interne per la prima volta dal 2018/19. D’altro canto, gli azzurri subiscono gol da 9 partite consecutive, un dato su cui D’Aversa punterà per scardinare la difesa partenopea.
