CITTÀ DEL MESSICO – In una serie di dichiarazioni che delineano con forza la traiettoria della sua politica estera, la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha tessuto una complessa tela diplomatica, elogiando l’approccio alla pace del premier spagnolo Pedro Sánchez, richiamando le Nazioni Unite a un ruolo più incisivo nelle crisi globali e segnando una netta distanza dall’iniziativa di pace in Medio Oriente promossa dal presidente statunitense Donald Trump.
L’Asse con la Spagna sulla Via della Pace
Il primo, significativo, tassello di questo mosaico è stato l’elogio pubblico rivolto a Pedro Sánchez. “Considero molto rispettabile la sua posizione di scommettere sulla pace, al di là dell’appartenenza all’Alleanza Atlantica”, ha dichiarato Sheinbaum. Questa affermazione non è solo un attestato di stima, ma sottolinea una convergenza di vedute su come affrontare le tensioni internazionali, privilegiando il dialogo e la de-escalation rispetto agli allineamenti militari. La presidente ha ribadito che il Messico, fedele ai suoi principi costituzionali, difenderà sempre il non intervento e la risoluzione pacifica dei conflitti, assicurando che il suo Paese “sosterrà tutti gli sforzi per la pace”.
Un Appello alle Nazioni Unite: “Dove Siete?”
Parallelamente, Sheinbaum ha lanciato una critica diretta e tagliente all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Secondo la leader messicana, l’ONU appare assente e inefficace di fronte alle attuali crisi internazionali. “Sarebbe molto buono che si recuperara il papel de Naciones Unidas, che finalmente è cercare la pace nel mondo”, ha affermato, lamentando che “non si vedono da nessuna parte”. Questo richiamo evidenzia una crescente frustrazione da parte di alcune nazioni per l’immobilismo percepito del principale organo multilaterale, incapace, secondo Sheinbaum, di imporre la sua funzione di garante della pace e della sicurezza globale. La presidente ha insistito sulla necessità che l’ONU recuperi il suo ruolo fondamentale per affrontare le sfide del mondo contemporaneo, dal mantenimento della pace allo sviluppo sostenibile e giusto dei Paesi.
La Giunta di Pace di Trump: Osservatori, non Partecipanti
Il punto più netto della nuova postura internazionale del Messico riguarda la cosiddetta “Giunta di Pace” (Board of Peace), l’organismo internazionale promosso dal presidente USA Donald Trump per affrontare i conflitti globali, con un focus particolare sul Medio Oriente. Sheinbaum ha confermato che il Messico, pur essendo stato invitato a partecipare come membro a pieno titolo, ha deciso di aderire solo in qualità di nazione osservatrice.
La motivazione di questa scelta è radicata nella storica posizione messicana sul conflitto israelo-palestinese. “Siamo stati invitati come partecipanti, ma abbiamo declinato perché riteniamo che bisogna riconoscere pienamente sia la Palestina sia Israele come due Stati”, ha spiegato la presidente. Questa decisione riafferma l’impegno del Messico per una soluzione a due Stati, considerata l’unica via percorribile per una pace giusta e duratura nella regione. La partecipazione come osservatore permetterà a Città del Messico di monitorare i lavori senza legittimare un’iniziativa che, nella sua attuale configurazione, non è ritenuta sufficientemente inclusiva di tutte le parti in causa.
Una Politica Estera Fondata su Principi Storici
Le recenti prese di posizione di Claudia Sheinbaum non rappresentano una rottura, ma piuttosto un consolidamento e un’energica riaffermazione dei principi cardine della politica estera messicana: il non intervento, l’autodeterminazione dei popoli e la risoluzione pacifica delle controversie. Questi principi, sanciti dalla Costituzione, hanno guidato la diplomazia del Paese per decenni. La presidente ha sottolineato come la sua amministrazione continuerà a muoversi in questo solco, cercando la cooperazione internazionale ma rifiutando ogni forma di subordinazione o interventismo. Questa linea è emersa con chiarezza anche nella ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di intervento militare statunitense in Messico per contrastare i cartelli della droga, un tema ricorrente nella retorica di Trump.
In un mondo sempre più polarizzato, la scelta del Messico di Sheinbaum è quella di navigare le complesse acque della geopolitica globale mantenendo una rotta indipendente, ancorata ai propri valori e alla ricerca costante del dialogo come strumento primario per la stabilità internazionale.
