Milano si è fatta da parte, per un giorno, per celebrare l’unione di due delle sue penne più note. Il giornalista Mario Calabresi e la collega Silvia Nucini si sono sposati nel cuore della città, in una cerimonia che ha unito la sfera privata a quella pubblica, alimentando al contempo il dibattito sul futuro politico del capoluogo lombardo. A officiare il rito civile, tenutosi nella sontuosa Sala degli Specchi di Palazzo Reale, è stato il sindaco Giuseppe Sala, un dettaglio non da poco che ha inevitabilmente acceso i riflettori su possibili scenari futuri.
Una cerimonia intima dal grande valore simbolico
La notizia delle imminenti nozze era trapelata già a fine novembre 2025, con la comparsa delle pubblicazioni sull’Albo Pretorio del Comune di Milano. La scelta di una location così prestigiosa come Palazzo Reale, affacciato su Piazza Duomo, e di un celebrante d’eccezione come il primo cittadino, ha conferito all’evento un’aura di ufficialità che va oltre il semplice matrimonio. La cerimonia si è svolta in un clima di intimità, alla presenza di una cerchia ristretta di familiari e amici, in linea con lo stile riservato di entrambi i giornalisti.
Mario Calabresi, figura di spicco del giornalismo italiano, è figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso a Milano il 17 maggio del 1972. La sua carriera lo ha visto alla direzione di due importanti quotidiani nazionali, La Stampa e La Repubblica. Attualmente è CEO e direttore editoriale di Chora Media, società da lui co-fondata e specializzata nella produzione di podcast, un settore in forte espansione nel panorama mediatico italiano.
Anche Silvia Nucini vanta una solida carriera nel mondo del giornalismo e della scrittura. Per 18 anni è stata caporedattrice delle storie per Vanity Fair, per poi approdare come autrice proprio a Chora Media, dove cura il podcast settimanale di interviste a scrittori e scrittrici “Voce ai libri”. La loro unione non è solo sentimentale, ma anche professionale, come dimostra la recente produzione del documentario “Finché sono al mondo”, che racconta la strage di Gorla attraverso le testimonianze dei sopravvissuti.
Il “sì” che agita le acque della politica milanese
Inevitabilmente, il matrimonio ha assunto una connotazione politica. Il nome di Mario Calabresi, infatti, ricorre con insistenza tra i possibili candidati del centrosinistra per la successione a Giuseppe Sala alla guida di Palazzo Marino nelle elezioni comunali della primavera 2027, quando il sindaco uscente non potrà ricandidarsi per un terzo mandato. La presenza di Sala come celebrante è stata da molti interpretata come un segnale, se non una vera e propria “investitura” informale.
Tuttavia, il percorso verso una candidatura non è scontato. Il centrosinistra milanese sembra orientato verso le primarie di coalizione per la scelta del successore di Sala. In questo scenario, Calabresi dovrebbe confrontarsi con altri nomi di peso, come l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, considerato un fedelissimo del sindaco, e il capogruppo del Pd in Regione Pierfrancesco Majorino. Lo stesso Calabresi, pur non chiudendo la porta, ha mantenuto un atteggiamento prudente sulla questione.
Per Calabresi si tratta del secondo matrimonio. Dalla precedente unione con Caterina Ginzburg, nipote della celebre scrittrice Natalia Ginzburg, dalla quale è separato dal 2020, ha avuto due figlie gemelle. Questa nuova fase della sua vita privata si intreccia ora con un possibile, nuovo capitolo professionale che potrebbe vederlo passare dal racconto della politica all’esserne protagonista.
