MILANO – In una serata carica di emozioni e dal peso specifico enorme per il proprio cammino europeo, l’EA7 Emporio Armani Milano compie l’impresa, batte il Barcellona per 87-84 e tiene accesa la fiammella della speranza per un posto nella post-season di Eurolega. Una vittoria dal sapore speciale, arrivata al termine di una partita dai due volti, dominata per tre quarti e quasi sfuggita di mano in un finale da psicodramma, e dedicata alla memoria di Gabriele “Nane” Vianello, leggenda del club e del basket italiano, scomparso mercoledì.
Un dominio quasi perfetto per 30 minuti
La squadra di coach Peppe Poeta, priva degli infortunati Diop, Dunston e Brown, approccia la gara con la giusta determinazione. Fin dalle prime battute, Milano impone il proprio ritmo, chiudendo il primo quarto avanti 24-17 grazie alle iniziative di Booker, Ellis e Shields. Il secondo parziale segue lo stesso copione, con Brooks e un ispirato Zach LeDay a fare la voce grossa, permettendo all’Olimpia di andare all’intervallo lungo su un rassicurante 46-34.
Al rientro dagli spogliatoi, la sinfonia biancorossa non si interrompe. Anzi, la squadra di casa accelera ulteriormente, trascinata dalle giocate di Nebo e dell’ex di turno, l’argentino Leandro Bolmaro. La difesa milanese è un muro invalicabile per l’attacco blaugrana, che viene tenuto a soli 17 punti segnati in ciascuno dei primi tre periodi. Il vantaggio si dilata a dismisura, raggiungendo un incredibile +27 (78-51) sulla sirena del terzo quarto, grazie a una tripla quasi irreale che sembrava aver chiuso definitivamente i conti.
Il blackout finale e la paura del sorpasso
Quando la partita sembrava ormai in cassaforte, l’Olimpia stacca improvvisamente la spina. L’ultimo quarto si trasforma in un incubo per i padroni di casa. L’attacco si blocca, perdendo fluidità e sicurezza, mentre il Barcellona, con le spalle al muro, aumenta vertiginosamente l’intensità difensiva. Guidati da un super parziale firmato da Shengelia, Clyburn, Vesely e Parra, i catalani iniziano una rimonta clamorosa. Punto dopo punto, il vantaggio dell’Armani si sgretola, fino ad arrivare a un tesissimo +2 (86-84) a soli due secondi dalla fine, dopo due triple consecutive di Satoransky che gelano l’Allianz Cloud.
Nel momento più critico, però, Milano ritrova la lucidità necessaria. Shields subisce fallo e, dalla lunetta, non trema, chiudendo di fatto la partita. L’ultimo disperato tentativo di Shengelia, una tripla da oltre 20 metri, non trova il canestro, consegnando all’Olimpia una vittoria tanto sofferta quanto meritata.
Le chiavi del successo e le statistiche
Il successo milanese è figlio di una prestazione corale di altissimo livello per tre quarti di gara, con ben sei giocatori in doppia cifra. Top scorer della serata è stato Zach LeDay con 16 punti e 7 rimbalzi. Fondamentale anche il contributo di Leandro Bolmaro, autore di 13 punti e 6 assist, e di Josh Nebo, che ha chiuso con 12 punti e 7 rimbalzi. Per il Barcellona non sono bastati i 15 punti a testa di Vesely e Shengelia.
- EA7 Emporio Armani Milano: LeDay 16, Bolmaro 13, Nebo 12, Shields 10, Ellis 10, Booker 10.
- FC Barcelona: Vesely 15, Shengelia 15, Satoransky 11.
Uno sguardo alla classifica e il tributo a Nane Vianello
Con questa vittoria, l’Olimpia Milano sale a un record di 15 vittorie e 15 sconfitte, portandosi al dodicesimo posto in classifica e avvicinando la zona play-in. La corsa per la post-season resta complicata, ma questo successo contro una delle big d’Europa infonde fiducia e morale. Il prossimo scontro diretto, fissato per il 24 marzo a Montecarlo contro il Monaco, decimo in classifica e distante ora una sola vittoria, sarà un crocevia fondamentale della stagione.
La vittoria assume un significato ancora più profondo perché dedicata a Nane Vianello, scomparso all’età di 87 anni. Vianello è stato uno dei più grandi giocatori della storia del club, protagonista indiscusso della conquista della prima Coppa dei Campioni nel 1966. Indimenticabile la sua prestazione da 40 punti contro il Real Madrid e i 21 nella finalissima contro lo Slavia Praga, che lo consacrarono come eroe di Madrid e leggenda biancorossa. Un tributo migliore, sul campo, non poteva esserci.
