La transizione energetica rappresenta una delle sfide più complesse e strategiche per il futuro dell’economia europea e italiana. In questo scenario, il settore delle costruzioni emerge come un attore protagonista, un gigante chiamato a reinventarsi per guidare il Paese verso gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030 e il 2050. A delineare con precisione questo ruolo cruciale è il Rapporto 2026 sulla sostenibilità energetica della filiera delle costruzioni, un documento elaborato da Federcostruzioni in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e presentato durante l’evento ‘Key – The Energy Transition Expo’ alla Fiera di Rimini.

Le parole del presidente di Federcostruzioni, Emanuele Ferraloro, hanno sottolineato l’urgenza di un “cambio di paradigma”. Non si tratta più, infatti, di considerare solo l’efficienza energetica degli edifici nella loro fase di utilizzo, ma di abbracciare una visione olistica che comprenda l’intero ciclo di vita del costruito. “Dalla progettazione alla produzione dei materiali, dagli impianti al cantiere, dalla realizzazione alla gestione e fino alla dismissione”, ha spiegato Ferraloro, evidenziando la necessità di una “trasformazione profonda delle filiere industriali, dei modelli costruttivi e delle tecnologie impiegate”.

Un Settore ad Alto Impatto: i Numeri delle Costruzioni in Europa e in Italia

Per comprendere la portata della sfida, è fondamentale analizzare i dati. A livello europeo, l’ambiente costruito è responsabile del 40% dei consumi energetici totali e del 35% delle emissioni climalteranti. Questi numeri impressionanti fanno del patrimonio edilizio uno dei principali ambiti di intervento per poter rispettare il percorso tracciato dalle direttive comunitarie.

In Italia, la situazione è ancora più delicata. La filiera delle costruzioni ha un’incidenza significativa sul bilancio energetico e emissivo nazionale, aggravata da un patrimonio immobiliare spesso datato e inefficiente. Si stima che oltre il 70% degli edifici residenziali italiani abbia più di 40 anni. A questo si aggiungono le difficoltà congiunturali: la volatilità dei prezzi dell’energia, l’aumento dei costi delle materie prime e una crescente pressione competitiva a livello internazionale. In questo contesto, la sostenibilità energetica si trasforma da mero obbligo ambientale a leva strategica per la competitività industriale.

Oltre l’Energia Operativa: il Concetto di “Energia Incorporata”

Il rapporto di Federcostruzioni introduce un elemento di analisi fondamentale, spesso trascurato: la distinzione tra energia operativa ed energia incorporata (embodied energy). Mentre la prima riguarda i consumi necessari al funzionamento quotidiano degli impianti di un edificio (riscaldamento, raffrescamento, illuminazione), la seconda si riferisce all’energia consumata in tutte le fasi precedenti: estrazione delle materie prime, produzione e trasporto dei materiali da costruzione.

È un dato che fa riflettere: circa l’80% delle emissioni “incorporate” è legato alla produzione e al trasporto dei materiali, mentre il restante 20% deriva dalle attività di cantiere. Questa prospettiva allargata impone di intervenire in modo strutturale lungo tutta la catena del valore, promuovendo l’efficienza industriale e l’innovazione già a monte del processo costruttivo.

La Via per la Decarbonizzazione: Innovazione, Digitalizzazione e Materiali Sostenibili

Come può, dunque, il settore delle costruzioni trasformarsi in un motore della sostenibilità? Il Rapporto Federcostruzioni 2026 indica una strada precisa, basata su una “trasformazione coordinata delle filiere produttive, della progettazione e dei processi costruttivi”. Gli strumenti chiave per questo cambiamento sono:

  • Innovazione tecnologica e digitalizzazione: L’adozione di tecnologie digitali, come il Building Information Modeling (BIM), permette di ottimizzare la progettazione, la gestione del cantiere e la manutenzione degli edifici, riducendo sprechi e inefficienze.
  • Materiali a basse emissioni: È fondamentale promuovere l’uso di materiali innovativi, riciclati o di origine biologica (bio-based), che possono ridurre le emissioni associate alla loro produzione anche del 15-30%. Esempi virtuosi includono i sistemi strutturali in legno, capaci di abbattere l’impronta emissiva fino al 31%, e l’utilizzo di cementi a ridotto contenuto di clinker.
  • Gestione e ottimizzazione dei consumi: L’integrazione di sistemi di automazione, impianti ad alta efficienza, fonti rinnovabili e sistemi di accumulo energetico è cruciale per minimizzare i consumi durante la vita utile dell’edificio.

Le Criticità da Superare e l’Appello alle Istituzioni

Nonostante l’enorme potenziale, il percorso della filiera delle costruzioni verso la sostenibilità non è privo di ostacoli. Il presidente Ferraloro ha evidenziato diverse criticità che frenano la transizione, tra cui l’incertezza normativa, gli elevati costi dell’energia e la complessità delle procedure autorizzative.

Per questo, Federcostruzioni lancia un appello chiaro alle istituzioni: è necessario un dialogo costante e costruttivo per creare un quadro normativo stabile e di lungo periodo. Solo attraverso un sostegno mirato agli investimenti industriali e a politiche coerenti sarà possibile trasformare la transizione energetica in una reale opportunità di crescita, resilienza e competitività per l’intero sistema economico italiano. Le associazioni della filiera, ha concluso Ferraloro, “sono impegnate in questo percorso” e intendono cogliere “l’opportunità di diventare uno dei principali motori della sostenibilità”.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *