Dal nostro inviato alla transizione energetica, DaVinci.

RIMINI – Il futuro della mobilità in Italia parla sempre più la lingua dell’elettrone. Con un’accelerazione che sorprende anche gli analisti più ottimisti, la rete nazionale di infrastrutture di ricarica a uso pubblico ha sfondato il muro dei 73.000 punti di ricarica, attestandosi a 73.047 unità alla fine del 2025. Un traguardo significativo, che non solo testimonia un impegno concreto verso la decarbonizzazione dei trasporti, ma posiziona il nostro Paese in una posizione di avanguardia nel panorama europeo, superando nazioni considerate pioniere come Francia, Germania e Regno Unito.

I dati, presentati a Rimini nell’ambito del prestigioso KEY – The Energy Transition Expo, emergono dalla settima edizione dello studio “Le infrastrutture di ricarica a uso pubblico in Italia”, un’analisi rigorosa condotta da Motus-E in collaborazione con attori istituzionali del calibro di Gse (Gestore dei Servizi Energetici) e Rse (Ricerca sul Sistema Energetico). Un report che, come un’immagine ad altissima risoluzione, cattura un settore in pieno fermento, evidenziandone i successi ma senza nasconderne le sfide ancora aperte.

Una Crescita Esponenziale: i Numeri del 2025

Analizzando i dati nel dettaglio, l’anno 2025 si è chiuso con un bilancio estremamente positivo. Sono stati installati ben 8.656 nuovi punti di ricarica, di cui 2.775 solo nell’ultimo trimestre. Questo ritmo di crescita non è solo quantitativo, ma soprattutto qualitativo. La vera notizia, infatti, risiede nel cambio di paradigma tecnologico: il 62% dei punti di ricarica messi a terra nel corso dell’anno è di tipo veloce (Fast DC, tipicamente tra 50 e 150 kW) e ultraveloce (HPC – High Power Charging, oltre i 150 kW). Un balzo notevole rispetto al 47% registrato nel 2024, che segna una svolta decisiva per l’esperienza utente, abbattendo drasticamente i tempi di attesa e rendendo i lunghi viaggi in elettrico una realtà sempre più concreta e meno soggetta all’ “ansia da autonomia”.

  • Punti di ricarica totali (fine 2025): 73.047
  • Nuove installazioni nel 2025: 8.656
  • Quota di nuove installazioni Fast e Ultra-Fast: 62%

Tuttavia, un’ombra si allunga su questo scenario positivo: circa il 15% delle infrastrutture installate non risulta ancora attivo e accessibile al pubblico. Si tratta di oltre 10.000 punti di ricarica “fantasma”, bloccati in un limbo burocratico fatto di autorizzazioni, permessi e complessi allacci alla rete elettrica che ne ritardano l’entrata in funzione. Un valore comunque in calo rispetto al 18% del 2023, ma che rappresenta un collo di bottiglia da risolvere con urgenza.

Le Autostrade: Accelerazione con il Freno a Mano Tirato

Un capitolo cruciale per la mobilità elettrica a lungo raggio è rappresentato dalla rete autostradale. Anche qui si registrano progressi importanti: i punti di ricarica installati direttamente sulle autostrade sono saliti a 1.374, rispetto ai 1.087 di fine 2024. Di questi, un rassicurante 62% vanta una potenza superiore ai 150 kW, ideale per soste rapide ed efficaci. Se si estende il raggio a 3 km dai caselli, il totale dei punti a servizio dei viaggiatori autostradali sale a ben 4.170.

Nonostante questi numeri, l’Italia rischia un cartellino giallo dall’Europa. Lo studio di Motus-E denuncia infatti “gravi ritardi nella predisposizione e pubblicazione dei bandi di gara da parte di diversi concessionari autostradali”. Questo ha portato al mancato raggiungimento del 100% dei target previsti dal Regolamento europeo AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), che impone stazioni di ricarica rapida ad intervalli regolari (ogni 60 km) lungo le principali arterie europee. Con un raggiungimento del 90% degli obiettivi, il rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’UE è concreto e rappresenta una spada di Damocle sulla piena integrazione della nostra rete nella mappa della mobilità continentale.

La Mappa Elettrica d’Italia: un Paese a Due Velocità

La geografia della ricarica in Italia riflette, in parte, le dinamiche socio-economiche del Paese, con una distribuzione ancora disomogenea.

  1. Nord: Si conferma il motore della transizione, concentrando il 59% di tutti i punti di ricarica nazionali.
  2. Centro: Segue con il 19% delle installazioni.
  3. Sud e Isole: Mostrano una crescita incoraggiante, arrivando a coprire il 22% del totale.

La Lombardia si conferma la regione regina dell’elettrico con 15.836 punti di ricarica. Seguono a distanza il Piemonte (6.981), il Lazio (6.975), il Veneto (6.700), l’Emilia-Romagna (5.927) e la Campania, prima regione del Sud, con 4.969 punti.

Interessante l’analisi a livello urbano. Se in termini assoluti è Roma a guidare la classifica con 3.973 punti, seguita da Milano (3.375) e Napoli (2.277), la prospettiva cambia radicalmente se si considera la densità per chilometro quadrato. In questa speciale classifica, è Napoli a salire sul gradino più alto del podio con 19,5 punti/km², superando Milano (18,6) e Torino (9,3). Un dato che svela una vitalità e un’attenzione al tema nel capoluogo campano che va oltre i numeri assoluti e merita di essere sottolineato.

Di davinci

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