In una mossa storica che avvicina due dei più importanti blocchi economici del pianeta, il Senato brasiliano ha dato il suo via libera unanime all’accordo di libero scambio tra il Mercosur (composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) e l’Unione Europea. Questo voto rappresenta l’ultimo passaggio parlamentare necessario in Brasile, spianando la strada alla ratifica finale da parte del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che dovrà poi notificare ufficialmente l’Unione Europea. L’intesa, siglata il 17 gennaio in Paraguay dopo oltre vent’anni di complessi negoziati, è già stata promulgata da Argentina e Uruguay e mira a creare un’immensa area di libero scambio.
Un gigante commerciale da 700 milioni di consumatori
L’obiettivo dell’accordo è ambizioso: eliminare o ridurre gradualmente le tariffe doganali su oltre il 90% dei beni scambiati tra i due blocchi. Questo non solo faciliterebbe il commercio, ma creerebbe un mercato integrato di circa 700-720 milioni di persone, con un impatto potenziale enorme sulla crescita economica e sulla creazione di posti di lavoro in entrambe le regioni. Le stime della Commissione Europea indicano che l’accordo potrebbe far risparmiare alle aziende europee miliardi di euro in dazi e incrementare le esportazioni di circa 49 miliardi di euro annui.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, si aprono prospettive interessanti. Settori chiave dell’export come quello automobilistico (attualmente soggetto a dazi fino al 35%), i macchinari (14-20%), i prodotti chimici e farmaceutici (fino al 14%), e il tessile (35%) vedrebbero un abbattimento significativo delle barriere tariffarie. Anche il settore agroalimentare italiano, oggi frenato da tariffe elevate, potrebbe beneficiare dell’eliminazione dei dazi su prodotti come olio d’oliva, vino, cioccolato e formaggi. Inoltre, l’accordo prevede la tutela di circa 350 indicazioni geografiche europee, un punto di grande valore per le eccellenze del Made in Italy.
Le “salvaguardie bilaterali” del Presidente Lula
Contestualmente all’avanzamento dell’accordo, il Presidente Lula ha firmato un decreto che introduce e regolamenta le cosiddette “salvaguardie bilaterali”. Si tratta di meccanismi di protezione commerciale che consentono al governo brasiliano di intervenire qualora un aumento significativo delle importazioni, favorito dalle tariffe agevolate, minacci di causare un grave danno all’industria nazionale. Questa mossa, pur essendo una prassi comune negli accordi di libero scambio, è vista come una rassicurazione per i settori produttivi brasiliani più esposti alla concorrenza internazionale. La decisione sull’applicazione di tali misure spetterà alla Camera di Commercio Estero (Camex), sulla base di analisi tecniche.
Il percorso verso l’entrata in vigore
Nonostante il passo avanti compiuto dal Brasile, il percorso per la piena entrata in vigore dell’accordo non è ancora concluso. Dopo la ratifica di Argentina e Uruguay, la Commissione Europea ha già avviato l’applicazione provvisoria dell’intesa, per permettere alle imprese di iniziare a beneficiare dei vantaggi commerciali. Tuttavia, per diventare definitivo, l’accordo necessita dell’approvazione del Parlamento Europeo, che ha deciso di sottoporlo preventivamente alla Corte di Giustizia dell’UE per verificarne la conformità ai trattati europei. Questo potrebbe ritardare la ratifica finale.
Inoltre, persistono alcune resistenze, soprattutto da parte del settore agricolo europeo e di alcuni Stati membri come la Francia, preoccupati per la concorrenza dei prodotti sudamericani e per le questioni legate alla sostenibilità ambientale, in particolare la deforestazione in Amazzonia. L’accordo, infatti, include impegni vincolanti sul rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima e sulla tutela dei diritti dei lavoratori, elementi che l’UE considera fondamentali.
Un accordo dal valore geostrategico
Al di là degli aspetti puramente commerciali, l’accordo UE-Mercosur assume un forte valore geopolitico. In un contesto globale caratterizzato da crescenti tensioni commerciali e dalla competizione con giganti come Cina e Stati Uniti, questa intesa rafforza i legami tra Europa e America Latina, creando un’alleanza basata su regole condivise e commercio equo. Per l’Unione Europea, rappresenta un’opportunità per diversificare le proprie catene di approvvigionamento, accedere a materie prime critiche e consolidare la propria presenza in un mercato strategico, promuovendo al contempo i propri standard in materia di sostenibilità e diritti.
