Un finale denso di emozioni e colpi di scena ha sigillato la 76ª edizione del Festival di Sanremo, incoronando Sal da Vinci come vincitore con la sua canzone “Per sempre sì”. Eppure, a riflettori spenti, l’eco della kermesse canora più amata d’Italia risuona di un verdetto che ha spaccato l’opinione pubblica. I dati del televoto, infatti, raccontano una storia diversa, una vittoria mancata per un soffio che ha il sapore della beffa per il giovane Sayf, il vero trionfatore secondo il giudizio popolare.
Il cuore del pubblico batte per Sayf: i numeri del televoto
La classifica finale recita Sal da Vinci al primo posto, ma l’analisi dettagliata delle votazioni svela una realtà più complessa e sfumata. Durante la finalissima a cinque, il pubblico da casa ha espresso una preferenza netta e inequivocabile: Sayf ha dominato il televoto con un travolgente 26.4% dei consensi. Un plebiscito che lo ha visto staccare nettamente il vincitore designato, Sal da Vinci, fermatosi al 23.6%. Questo scarto, tutt’altro che trascurabile, ha immediatamente acceso il dibattito sui social e tra gli addetti ai lavori, sollevando interrogativi sul meccanismo di voto del Festival.
La classifica del solo televoto prosegue delineando un podio alternativo, con Arisa al terzo posto grazie al 19.2% delle preferenze, seguita a ruota da Ditonellapiaga con il 18.9%. Chiude la cinquina il duo composto da Fedez & Masini, che ha raccolto l’11.9% dei voti del pubblico.
Il peso delle giurie: come si è arrivati alla vittoria di Sal da Vinci
Se il popolo sovrano aveva scelto Sayf, come si è giunti al trionfo di Sal da Vinci? La risposta risiede nel complesso sistema di votazione del Festival di Sanremo, che affianca al giudizio popolare quello di altre due componenti: la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e la Giuria delle Radio. È stata proprio la combinazione di questi voti a ribaltare l’esito finale.
Nella classifica aggregata, che tiene conto di tutte e tre le giurie, lo scarto tra i primi due classificati si è assottigliato fino a diventare quasi impercettibile. Sal da Vinci ha prevalso con il 22.2%, superando Sayf per un soffio, fermo al 21.9%. Un margine di appena lo 0.3% che ha determinato il vincitore, dimostrando l’impatto decisivo delle giurie tecniche nel bilanciare e, in questo caso, sovvertire la volontà espressa tramite il televoto. La classifica finale prosegue con Ditonellapiaga al 20.6%, Arisa al 18.9% (in alcune fonti al 17.9%) e Fedez & Masini al 16.5%.
Un Festival di conferme e sorprese
L’edizione 2026 di Sanremo si è distinta per un percorso avvincente, caratterizzato da un notevole equilibrio e da un’evoluzione costante delle classifiche serata dopo serata. Artisti come Serena Brancale e Fulminacci, molto apprezzati dalla sala stampa nelle prime serate, hanno visto le loro posizioni mutare con l’ingresso del televoto e della giuria delle radio. Sal da Vinci, partito dalla sesta posizione nella prima serata secondo la sala stampa, ha costruito la sua vittoria con una crescita costante, culminata con il primo posto al televoto nella serata di giovedì.
D’altro canto, il percorso di Sayf è stato una vera e propria ascesa. Partito più in sordina nelle preferenze dei giornalisti, ha saputo conquistare progressivamente il favore del pubblico, fino a diventare il più votato in assoluto nella fase cruciale della competizione. Questo dualismo tra critica e pubblico rappresenta una delle cifre stilistiche più affascinanti e discusse di ogni edizione del Festival, e quest’anno ha trovato la sua massima espressione in questo testa a testa finale.
Sal da Vinci: un trionfo che parte da lontano
Al di là delle dinamiche di voto, la vittoria di Sal da Vinci, all’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, rappresenta il coronamento di una lunga e poliedrica carriera. Artista nato a New York e con profonde radici nella tradizione napoletana, ha calcato le scene fin da bambino, spaziando dalla musica al teatro, fino al cinema, dove ha recitato accanto a mostri sacri come Carlo Verdone e Alberto Sordi. Il suo brano “Per sempre sì” ha saputo evidentemente fare breccia nel cuore delle giurie, portando a Napoli una vittoria che mancava da 38 anni, dai tempi di Massimo Ranieri. Visibilmente commosso sul palco dell’Ariston, Sal da Vinci ha dichiarato: “Ho aperto emotivamente i rubinetti, mi è passata un pochino la vita davanti. Ho pensato al cammino fatto. Se è capitato a me può capitare a tutti ed è importante crederci”.
