SACILETO (Ruda) – La memoria non è un semplice esercizio di ricordo, ma un atto politico che interroga il presente e orienta il futuro. Questo è il messaggio forte e chiaro emerso dalla solenne commemorazione tenutasi a Saciletto, frazione di Ruda, in provincia di Udine, per onorare i partigiani dell’Intendenza “Montes” e dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP), fucilati dalle milizie fasciste nel febbraio del 1945. Un evento che ha trasceso il rito per diventare una profonda riflessione sulle sfide che la nostra società si trova ad affrontare, dalla crisi della partecipazione democratica al ritorno di ideologie aggressive.
Di fronte a un pubblico di cittadini, amministratori locali e regionali, e con la partecipazione sentita degli studenti delle scuole del territorio, le parole del sindaco di Ruda, Franco Lenarduzzi, e di Dino Spanghero, della Segreteria Nazionale dell’ANPI, hanno tracciato un parallelo diretto tra il sacrificio di quei giovani combattenti per la libertà e le responsabilità di ogni cittadino oggi.
Lenarduzzi: “Onorare i partigiani è difendere i diritti oggi”
Il primo cittadino di Ruda, Franco Lenarduzzi, ha aperto il suo intervento con parole incisive, che legano il passato alla quotidianità: “Ogni volta che difendiamo un diritto, ogni volta che accogliamo chi soffre, ogni volta che rifiutiamo la logica della sopraffazione e dell’odio, noi stiamo onorando i partigiani di Saciletto”. Un’affermazione che spoglia la Resistenza di ogni retorica per calarla nell’impegno civile di tutti i giorni.
Lenarduzzi ha lanciato un severo monito contro la tentazione di considerare la democrazia un bene acquisito per sempre. “Viviamo tempi complessi, in cui la democrazia non può più essere data per scontata”, ha affermato, puntando il dito contro “il ritorno di nazionalismi esasperati e la tentazione di risolvere i conflitti con la forza delle armi anziché con quella del dialogo”. In questo contesto, essere presenti a una cerimonia come quella di Saciletto non è un gesto formale, ma una scelta di campo: “È un atto politico nel senso più alto del termine: è scegliere da che parte stare. La parte della giustizia sociale, della pace e della partecipazione democratica”.
L’appello dell’ANPI: “All’ombra della Costituzione 80 anni di pace”
L’orazione ufficiale è stata affidata a Dino Spanghero, esponente della Segreteria Nazionale dell’ANPI, che ha ribadito il valore fondante della Carta Costituzionale, nata proprio da quella lotta di liberazione. “All’ombra della Costituzione abbiamo vissuto 80 anni di pace”, ha ricordato, sottolineando come oggi questo equilibrio sia minacciato. Per Spanghero, di fronte ai conflitti che insanguinano il mondo, deve prevalere “la diplomazia, il confronto dialettico, il compromesso, il cessate il fuoco soprattutto”, perché la guerra non è altro che la “morte dell’umanità”.
L’analisi di Spanghero si è poi spostata sul piano interno, con una critica severa a diverse problematiche attuali:
- Astensionismo: Ha definito “avvilente” il dato secondo cui in Friuli “va a votare un friulano su due”, un fenomeno che “rischia di consegnare a pochi il massimo del potere”, indebolendo le fondamenta della rappresentanza democratica.
- Diritto alla salute: Ha denunciato l'”incrinatura del diritto costituzionale alla salute”, un pilastro dello stato sociale messo a rischio.
- Gestione dei flussi migratori: Ha criticato un approccio basato sulla “fomentazione della paura e la demonizzazione del diverso”, invocando invece una “programmazione seria” fondata su accoglienza, formazione e integrazione.
- Uso politico della storia: Ha parlato delle “solite manipolazioni storiche” da parte di alcuni esponenti politici in occasioni come il Giorno del Ricordo, un chiaro richiamo alla necessità di una memoria condivisa e non strumentale.
Le posizioni di Spanghero hanno trovato la piena adesione di Andrea Di Lenardo, della Segreteria nazionale di Possibile, anch’egli presente alla cerimonia.
Un passaggio di testimone tra generazioni
La commemorazione non è stata solo un momento di riflessione per gli adulti, ma anche un’importante lezione di storia e di educazione civica per i più giovani. La presenza attiva degli alunni della scuola primaria di Terzo di Aquileia e della secondaria di primo grado di Perteole ha rappresentato un ideale passaggio di testimone. Le note della Banda mandamentale di Cervignano del Friuli e le voci del Coro Femminile Multifariam della Scuola Comunale di Musica di Ruda hanno accompagnato la cerimonia, sottolineando il valore culturale e comunitario della memoria.
L’evento di Saciletto, dunque, ha onorato il sacrificio degli otto partigiani caduti — Mario Malner, Arrigo Dozzo, Gentile Valeri, Ferruccio Cidin, Vitalino Franzot, Ugo Zorzenon, Bruno Montina e Secondo Bertossi — riaffermando con forza che i valori per cui hanno dato la vita sono gli stessi che oggi devono essere difesi nelle piazze, nelle urne e nelle azioni di ogni giorno.
