L’Algeria consolida la sua leadership come principale partner energetico italiano

In un panorama energetico europeo in profonda trasformazione, l’Italia ha ridefinito le sue strategie di approvvigionamento di gas naturale, vedendo nell’Algeria il suo principale fornitore. A seguito delle tensioni geopolitiche e del conflitto in Ucraina, il flusso di gas dalla Russia è stato progressivamente ridotto, portando il paese nordafricano a coprire un ruolo di primo piano per la sicurezza energetica nazionale. Secondo i dati più recenti forniti da Snam, la società che gestisce la rete di trasporto del gas, l’Algeria contribuisce con quasi il 34% degli 824 GWh importati giornalmente. Questo flusso, unito alla produzione interna e alle riserve stoccate, garantisce una disponibilità complessiva di oltre 1.075 GWh a livello nazionale.

Il cuore di questa partnership strategica è il gasdotto TransMed, intitolato a Enrico Mattei, che approda a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Attraverso questa imponente infrastruttura, che si estende per oltre 2.200 km partendo dal deserto algerino, transitano quotidianamente circa 279,9 GWh di gas. Questo legame, rafforzato da accordi tra Eni e la compagnia di stato algerina Sonatrach, si è rivelato cruciale per compensare la drastica riduzione delle forniture russe.

Il mix di approvvigionamento: un mosaico di fonti e infrastrutture

La stabilità del sistema energetico italiano non dipende unicamente dall’Algeria, ma da un articolato sistema di fonti diversificate. Un ruolo fondamentale è giocato dagli stoccaggi, gestiti principalmente da Stogit (gruppo Snam), che contribuiscono con 187,3 GWh. Essi rappresentano un polmone strategico per far fronte ai picchi di domanda, soprattutto durante la stagione invernale. A questi si aggiunge il contributo sempre più rilevante del Gas Naturale Liquefatto (GNL), che viene trasportato via nave e riportato allo stato gassoso nei rigassificatori dislocati lungo le coste italiane.

La mappa dei flussi di gas in Italia è complessa e testimonia una strategia di diversificazione ben precisa:

  • Azerbaijan: In seconda posizione tra i fornitori esteri, con 124,47 GWh che arrivano a Melendugno (Lecce) tramite il gasdotto Transadriatico (TAP). Quest’ultimo è un’infrastruttura strategica del Corridoio Sud del Gas, che consente di accedere alle vaste riserve del Mar Caspio.
  • Nord Europa: Un flusso di 64,81 GWh transita da Passo Gries, al confine con la Svizzera, rappresentando un’importante via di approvvigionamento dal mercato nordeuropeo.
  • Libia: Attraverso il gasdotto GreenStream, che approda a Gela (Caltanissetta), arrivano 11,03 GWh.

Il ruolo cruciale dei rigassificatori per la sicurezza energetica

Il GNL si sta affermando come un pilastro della strategia energetica italiana, garantendo flessibilità e accesso a un mercato globale. L’Italia ha potenziato la sua capacità di rigassificazione, che oggi rappresenta una quota significativa delle importazioni totali. I principali terminali attivi contribuiscono in modo sostanziale alla disponibilità giornaliera di gas:

  1. Cavarzere (Rovigo): L’impianto Adriatic LNG, situato al largo delle coste venete, è il principale terminale di rigassificazione, con un apporto di 129,37 GWh.
  2. Livorno: Il rigassificatore offshore contribuisce con 68,62 GWh.
  3. Piombino (Livorno): La nave rigassificatrice, di più recente installazione, immette in rete 59,71 GWh.
  4. Ravenna: Un altro importante impianto galleggiante fornisce 57 GWh.
  5. Panigaglia (La Spezia): Lo storico impianto a terra contribuisce con 29,44 GWh.

Questi impianti permettono di importare gas da diversi produttori mondiali, come Qatar e Stati Uniti, riducendo ulteriormente la dipendenza da un singolo fornitore o da una singola rotta. L’incremento della capacità di rigassificazione è stato un passo fondamentale per sostituire i volumi precedentemente importati dalla Russia.

Da importatore a esportatore: il nuovo ruolo dell’Italia

Un dato interessante che emerge dall’analisi dei flussi è l’azzeramento delle importazioni dai punti di ingresso di Tarvisio e Gorizia, tradizionalmente utilizzati per il gas russo proveniente dall’Austria. Anzi, proprio da Tarvisio si registra un flusso in uscita di 29,39 GWh, a testimonianza del nuovo ruolo che l’Italia sta assumendo come hub energetico nel Mediterraneo. Grazie alla sua posizione geografica strategica e a una rete infrastrutturale ben sviluppata, il nostro Paese non solo garantisce la propria sicurezza energetica, ma è anche in grado di riesportare parte del gas verso altri paesi europei, contribuendo alla stabilità del continente.

La produzione nazionale, sebbene minoritaria rispetto al fabbisogno totale (circa 30,62 GWh giornalieri), rimane una componente del mix energetico. Tuttavia, la stragrande maggioranza del gas consumato continua a provenire dall’estero, sottolineando l’importanza vitale di mantenere e rafforzare le partnership internazionali e di investire in infrastrutture resilienti e diversificate.

Di atlante

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