La notizia della firma del contratto preliminare per la cessione del quotidiano La Stampa da parte del gruppo GEDI al Gruppo SAE ha scosso il panorama editoriale e politico, suscitando un’immediata e ferma reazione da parte delle istituzioni locali. In prima linea si è schierata la Regione Piemonte, con il suo presidente Alberto Cirio che ha definito la storica testata torinese “un patrimonio culturale del nostro territorio, oltreché un presidio irrinunciabile di democrazia e libera informazione”. Queste parole, cariche di significato, sottolineano la profonda connessione tra il giornale, fondato nel 1867, e l’identità stessa del Piemonte.

L’impegno delle istituzioni e l’incontro con i sindacati

Di fronte a un passaggio di proprietà così significativo, che coinvolge non solo il quotidiano ma anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa e la rete commerciale locale, la Regione ha assicurato il suo massimo impegno. “Il nostro impegno è prima di tutto a tutela di questo patrimonio e dei giornalisti che ogni giorno lo alimentano con il proprio lavoro e la propria professionalità”, ha dichiarato il presidente Cirio. A testimonianza di questa attenzione, è stato fissato un incontro cruciale per il prossimo 13 marzo. Al tavolo siederanno lo stesso Cirio, la vicepresidente con delega al Lavoro, Elena Chiorino, e i rappresentanti dei lavoratori, su richiesta esplicita dei sindacati. L’obiettivo è chiaro: vigilare sul piano industriale e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, una preoccupazione condivisa anche dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

La Regione si è inoltre detta “disponibile al confronto con la nuova proprietà, nelle modalità e nei tempi consentiti dalla trattativa in corso”, un’apertura al dialogo finalizzata a garantire un futuro solido per il quotidiano. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026, subordinato alle consuete procedure sindacali e burocratiche.

Il nuovo acquirente e le prospettive future

L’acquirente, il Gruppo SAE (Sapere Aude Editori), guidato da Alberto Leonardis, non è nuovo nel settore editoriale. Già edita diverse testate locali importanti come Il Tirreno, La Nuova Sardegna e le Gazzette di Modena e Reggio, molte delle quali acquisite in passato proprio da GEDI. Secondo una nota congiunta, l’acquisizione avverrà tramite un veicolo di nuova costituzione, nel quale è previsto anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Questo dettaglio è visto come un potenziale segnale positivo per mantenere il forte legame della testata con la sua area di riferimento.

Il progetto editoriale dichiarato dal Gruppo SAE mira a “garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio”. Tuttavia, i sindacati e i lavoratori restano vigili. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno espresso “forti preoccupazioni e perplessità”, ribadendo la loro opposizione a qualsiasi iniziativa che possa compromettere l’occupazione o frammentare il patrimonio professionale del giornale. Anche il Comitato di Redazione de La Stampa ha alzato la voce, affermando che “150 anni di storia non sono in vendita” e chiedendo un piano industriale serio e trasparente.

Un patrimonio storico e culturale

La vicenda della vendita de La Stampa trascende la mera operazione economica. Come sottolineato da Cirio, si tratta di un “pezzo della storia di questa regione”. Fondata come Gazzetta Piemontese, la testata ha accompagnato e raccontato l’evoluzione del Piemonte e dell’Italia per oltre un secolo e mezzo, diventando un punto di riferimento per generazioni di lettori. Il suo archivio storico, digitalizzato e consultabile online, rappresenta una memoria collettiva di inestimabile valore. La preoccupazione delle istituzioni e della società civile è che questo patrimonio, fatto non solo di carta stampata ma di persone, professionalità e indipendenza, possa essere messo a rischio.

La mobilitazione di questi giorni, che ha visto anche presidi dei lavoratori davanti al Municipio di Torino, testimonia l’attaccamento della comunità al suo giornale. La partita per il futuro de La Stampa è appena iniziata e l’incontro del 13 marzo in Regione rappresenterà un primo, fondamentale, banco di prova per comprendere le reali intenzioni della nuova proprietà e per definire le azioni a tutela di un bene che, come ribadito da più parti, appartiene a tutto il territorio.

Di veritas

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