Il vasto e talvolta tumultuoso universo del Futurismo torna a essere protagonista della scena culturale romana. Dopo le accese discussioni che hanno accompagnato la mostra “Il tempo del Futurismo” alla Galleria Nazionale di Arte Moderna (GNAM) tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, il testimone passa ora al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Il prossimo autunno, infatti, le sale del museo progettato da Zaha Hadid ospiteranno “Sensing the Future”, un nuovo progetto espositivo che promette di gettare uno sguardo inedito sull’eredità del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, concentrandosi sulle sue influenze e sul suo lascito nelle arti contemporanee.

Un nuovo capitolo per il Futurismo: oltre le polemiche

A guidare questa nuova esplorazione sarà ancora una volta Gabriele Simongini, già curatore della precedente e discussa mostra alla GNAM. Un’esposizione, quella, fortemente sostenuta dall’allora Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che non mancò di sollevare un vivace dibattito critico e politico. A distanza di un anno, l’intento dichiarato di Simongini è quello di pacificare gli animi e, soprattutto, di liberare definitivamente il Futurismo da qualsiasi strumentalizzazione ideologica. “È ora di liberare il futurismo da ogni tipo di ideologia, il Futurismo non può essere tirato come una giacchetta a destra o sinistra”, ha affermato con vigore il curatore, sottolineando come questa tendenza a “sporcare” e “macchiare” il contributo creativo del movimento sia una peculiarità tutta italiana.

Simongini porta come esempio virtuoso la Francia e la sua celebrazione del Surrealismo: “i surrealisti erano notoriamente marxisti ma lì sono riusciti a vedere quel grande movimento per quello che è stato”. Un auspicio, dunque, a un approccio più maturo e storicamente consapevole, capace di riconoscere il valore intrinseco di un’avanguardia che ha rivoluzionato il linguaggio artistico del Novecento. Una posizione che riecheggia le parole di Bruno Corra, uno dei fondatori del teatro futurista, che già durante il fascismo sosteneva con forza che “il futurismo non è né di destra né di sinistra”.

“Sensing the Future”: il dialogo con il contemporaneo

La scelta del MAXXI come sede per questa nuova mostra non è casuale. In linea con la sua missione di esplorare le arti del XXI secolo, il museo si offre come il contenitore ideale per approfondire il dialogo tra le istanze futuriste e la sensibilità odierna. Come spiegato dalla presidente della Fondazione Maxxi, Emanuela Bruni, il progetto espositivo metterà in mostra “alcune opere futuriste che sono alla base della visione contemporanea dell’arte”.

Si tratta di un filone già abbozzato nella precedente esposizione alla GNAM, che si concentrava sul rapporto tra arte, scienza e tecnologia, ma che ora verrà sviluppato in modo più specifico e approfondito. L’obiettivo è dimostrare come lo “slancio vitale” del Futurismo, la sua ossessione per la velocità, la macchina e la sintesi, abbia anticipato temi e linguaggi che sono oggi centrali nella nostra società. “Dobbiamo riconoscere che il futurismo scavalca i tempi”, chiarisce Simongini, e che “è diventato un archetipo del contemporaneo”.

Il ritorno di un testo storico: “Marinetti. L’uomo e l’artista”

L’annuncio della nuova mostra è avvenuto in un’occasione significativa: la presentazione al MAXXI della riedizione di un libro storico, “Marinetti. L’uomo e l’artista”, pubblicato originariamente nel 1921 dalle Edizioni Futuriste di “Poesia”. L’autore era Emilio Settimelli, scrittore e animatore culturale, amico e grande ammiratore di Marinetti, prima di un burrascoso allontanamento che culminò con la sua “scomunica” dal movimento nel 1933.

La nuova edizione, curata da Gabriele Simongini che ne ha firmato un’approfondita prefazione, offre uno spaccato vivido e “in diretta” sulla figura del fondatore del Futurismo. Un testo che, come sottolinea Simongini, ci restituisce l’immagine di “un tipo antropologicamente mai visto prima”, un uomo la cui energia e visione hanno gettato le basi per molta della cultura a venire. La presentazione del volume al MAXXI, alla presenza di figure istituzionali e culturali, ha inaugurato le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Marinetti, confermando il rinnovato interesse per la sua complessa e fondamentale figura.

Un’eredità da riscoprire

La mostra “Sensing the Future” si preannuncia quindi come un evento di grande rilevanza, non solo per gli appassionati d’arte ma per chiunque sia interessato a comprendere le radici della nostra contemporaneità. L’ambizione è quella di superare le vecchie diatribe per concentrarsi sull’essenza di un movimento che, nel suo impeto di rottura e nella sua profetica visione, continua a parlarci con straordinaria attualità. Un’occasione per riscoprire il Futurismo non come un reperto storico da incasellare politicamente, ma come una sorgente viva di ispirazione, un fondamento essenziale del presente che ancora oggi ci aiuta a “sentire il futuro”.

Di euterpe

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