Mosca – In una escalation di retorica che riflette la gravità della crisi in Medio Oriente, il Ministero degli Esteri russo ha emesso una durissima condanna nei confronti degli attacchi militari sferrati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Definendola “un atto di aggressione armata pianificato e immotivato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite”, la diplomazia russa ha accusato Washington e Tel Aviv di violare “i principi e le norme fondamentali del diritto internazionale”.

La reazione del Cremlino non si è fatta attendere, manifestando profonda preoccupazione per una mossa che, secondo Mosca, rischia di spingere l’intera regione in una “spirale di escalation incontrollabile”. Le parole del ministro degli Esteri Sergey Lavrov, in un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, sono state nette e inequivocabili, sottolineando la necessità di “porre immediatamente fine agli attacchi” e di ritornare a un percorso politico e diplomatico.

Un’Offensiva “Preventiva” e le Sue Giustificazioni

L’operazione militare congiunta, denominata da Israele “Il ruggito del leone” e da Washington “Operation Epic Fury”, è stata presentata come un'”azione preventiva” volta a neutralizzare le minacce iraniane, in particolare il suo programma nucleare. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Teheran “non avrà il nucleare” e ha intimato alle Guardie Rivoluzionarie di “deporre le armi o affrontare una morte certa”. Similmente, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato della necessità di eliminare una “minaccia esistenziale”, incitando il popolo iraniano a rovesciare il regime.

Gli attacchi, condotti via aria e via mare da basi statunitensi nella regione e da portaerei, hanno colpito decine di obiettivi in diverse città iraniane, inclusa la capitale Teheran. Nel mirino sono finiti non solo siti legati al programma nucleare, ma anche infrastrutture militari e di intelligence, compresi edifici istituzionali collegati alla Guida Suprema Ali Khamenei, la cui morte è stata successivamente confermata dalle autorità iraniane.

La Risposta Iraniana e l’Allargamento del Conflitto

La reazione di Teheran è stata immediata e veemente. L’Iran ha lanciato decine di missili balistici verso Israele, facendo risuonare le sirene d’allarme in diverse città, e ha colpito basi militari statunitensi in Paesi del Golfo come Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che la “guerra imposta” non è solo contro l’Iran, ma contro tutti i Paesi della regione, annunciando che Teheran reagirà con tutte le sue capacità difensive in base al diritto di autodifesa.

La Posizione Russa: Mediazione e Critiche all’Occidente

In questo scenario ad altissima tensione, la Russia si è proposta come mediatore, sottolineando la propria disponibilità a “promuovere la ricerca di soluzioni pacifiche basate sul diritto internazionale”. Lavrov ha ribadito questo impegno, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che l’Iran ha chiesto di convocare con urgenza.

La condanna di Mosca non si è limitata all’attacco in sé, ma ha assunto toni più ampi, criticando la “natura seriale degli attacchi destabilizzanti portati avanti dall’amministrazione statunitense” che minano l’ordine mondiale. Il Ministero degli Esteri russo ha accusato Washington e Tel Aviv di perseguire apertamente l’obiettivo di “distruggere l’ordine costituzionale e il governo di uno Stato che non gradiscono”. Questa mossa, avverte Mosca, crea un precedente pericoloso e potrebbe innescare una nuova corsa agli armamenti nella regione.

Reazioni Internazionali e Preoccupazioni Globali

  • Cina: Pechino ha espresso forte preoccupazione, chiedendo “lo stop immediato” degli attacchi e mettendo in guardia contro un’ulteriore escalation. La Cina ha sottolineato la necessità di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Iran.
  • Europa: Le principali nazioni europee, pur condannando le rappresaglie iraniane, hanno lanciato un appello alla ripresa dei negoziati. L’Alta Rappresentante dell’UE, Kaja Kallas, ha definito gli sviluppi “pericolosi”, evidenziando la minaccia rappresentata dal regime iraniano per la sicurezza globale. L’Italia ha convocato una riunione di governo per seguire l’evolversi della crisi.
  • Nazioni Unite: Il Segretario Generale Antonio Guterres ha condannato l’escalation, e il Consiglio di Sicurezza è stato convocato d’urgenza.

La crisi ha immediatamente avuto ripercussioni globali, con la Russia che ha sospeso i voli verso Israele e Iran e con l’aumento delle tensioni nello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per circa il 30% del petrolio mondiale. L’instabilità in Medio Oriente, come sottolineato da alcuni analisti, potrebbe avere l’effetto imprevisto di favorire economicamente la Russia, facendo aumentare i prezzi globali dell’energia.

Di atlante

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