ROMA – Ore di alta tensione e grande apprensione per l’Italia nel cuore di una crisi mediorientale sempre più profonda. Una serie di attacchi missilistici, parte della rappresaglia iraniana a seguito di operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele, ha coinvolto direttamente la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, sede di un importante contingente di militari italiani. La notizia, che ha immediatamente fatto scattare l’allarme, è stata seguita dalle rassicurazioni del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il quale ha confermato che tutti i connazionali, sia civili che militari, presenti nell’intera area del Golfo sono incolumi.
L’Attacco alla Base di Ali Al Salem e la Sicurezza dei Militari
Nel dettaglio, la base aerea di Ali Al Salem, nota anche come “The Rock” per la sua posizione isolata e strategica a circa 40 km dal confine iracheno, è stata bersaglio di diversi missili balistici. Fonti del ministero della Difesa kuwaitiano hanno riferito che i sistemi di contraerea sono riusciti a intercettare con successo i proiettili, sebbene detriti e frammenti siano caduti nelle vicinanze. L’attacco ha provocato “danni ingenti alla pista” dell’aeroporto militare, ma fortunatamente non ha causato vittime né feriti tra le forze italiane.
“Anche i militari italiani dell’Aeronautica che sono nella base in Kuwait che è stata attaccata con i missili dall’Iran sono tutti incolumi, erano tutti nel bunker”, ha dichiarato il ministro Tajani incontrando la stampa alla Farnesina. Al momento dell’attacco, infatti, sono scattate immediatamente le procedure di sicurezza standard, che prevedono il trasferimento di tutto il personale nei rifugi protetti. Nella base sono presenti circa 300 italiani, tra cui una cinquantina di soldati e circa 250 dipendenti civili di Leonardo.
Il Contesto Geopolitico e la Reazione del Governo Italiano
Questo episodio si inserisce in un quadro di escalation della violenza che sta infiammando l’intera regione. La rappresaglia iraniana ha colpito diverse basi e strutture militari statunitensi e alleate in vari Paesi del Golfo, tra cui Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti, oltre a raid su Riad in Arabia Saudita. La situazione è considerata dal governo italiano “difficile e complicata”, e non si prevede una risoluzione rapida, ma un conflitto che potrebbe protrarsi per giorni.
La premier Giorgia Meloni ha convocato una conference call con i ministri Tajani e Crosetto e i vertici dell’intelligence per monitorare costantemente la situazione. Palazzo Chigi ha ribadito il sostegno dell’Italia ai civili iraniani e ha affermato che sosterrà ogni iniziativa volta a un allentamento delle tensioni. Il governo italiano lavora per “una soluzione a favore della stabilità della Regione”, ha sottolineato una nota, mentre la premier si è confrontata con diversi partner europei e leader del Golfo.
Il ministro Tajani ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed, esprimendo cordoglio per le vittime registrate nel Paese e ricevendo garanzie sulla massima attenzione e assistenza per tutti gli italiani presenti.
La Situazione dei Connazionali nell’Area del Golfo
La preoccupazione si estende alle decine di migliaia di cittadini italiani che si trovano nell’area per motivi di lavoro, turismo o residenza. Si stima che oltre 58.000 italiani siano presenti nella regione del Golfo allargato. La Farnesina ha invitato tutti alla massima prudenza, raccomandando di non lasciare le proprie abitazioni o gli alberghi e di contattare l’Unità di Crisi o le ambasciate per assistenza. Sono stati allestiti desk informativi negli aeroporti di Doha e Abu Dhabi per fornire supporto immediato.
Particolare attenzione è rivolta ai circa 470 italiani residenti in Iran. Già da giorni il governo aveva invitato a lasciare il Paese e ridotto al minimo la presenza diplomatica a Teheran. Tajani ha confermato che l’Italia è pronta a organizzare l’evacuazione, se le condizioni lo permetteranno, attraverso l’Azerbaigian.
La chiusura di molti spazi aerei ha inoltre causato notevoli disagi, bloccando migliaia di persone, tra cui un gruppo di 200 studenti a Dubai impegnati in un progetto internazionale. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è rimasto bloccato a Dubai. Le autorità consolari sono al lavoro per assistere tutti i connazionali in difficoltà e programmare i rientri non appena sarà possibile.
