La vibrante eco del Futurismo, che ha scosso le fondamenta dell’arte e della cultura del Novecento, è destinata a risuonare con nuovo vigore nel cuore della capitale. Dopo la fortunata esposizione “Il tempo del futurismo”, che ha animato le sale della Galleria Nazionale di Arte moderna e contemporanea tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, l’avanguardia italiana si prepara a un nuovo, audace capitolo. Sarà il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo ad ospitare, nel prossimo autunno, una prosecuzione “rivista e corretta” di quel percorso, un progetto espositivo che promette di gettare un ponte audace tra il passato e il presente.
Un nuovo orizzonte: “Sensing the Future”
L’annuncio è stato dato da una delle figure più autorevoli nel campo, il curatore Gabriele Simongini, già artefice del successo della precedente mostra. La nuova esposizione, intitolata significativamente “Sensing the Future”, si propone di andare oltre la mera celebrazione storica. Come sottolineato dalla presidente della Fondazione Maxxi, Emanuela Bruni, l’obiettivo è quello di mettere in luce “alcune opere futuriste che sono alla base della visione contemporanea dell’arte”. Un’indagine, dunque, sull’eredità viva e pulsante del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, sulla sua sorprendente capacità di anticipare temi e sensibilità che oggi ci appaiono straordinariamente attuali.
La mostra si propone di portare “i futuristi nel loro futuro”, ovvero nel nostro presente, riconoscendoli come teorici e pionieri di molti aspetti della nostra quotidianità. Due concetti chiave, in particolare, saranno al centro della riflessione: la velocità e la simultaneità, elementi che, teorizzati e messi in pratica dai futuristi, sono diventati punti di riferimento fondamentali della nostra esistenza. Accanto a capolavori di maestri come Balla, Boccioni, Depero e Crali, l’esposizione presenterà opere inedite di quattro artisti italiani contemporanei – Fuse*, Fabio Giampietro, Donato Piccolo e Quayola – che, ispirandosi alle teorie futuriste, immaginano il futuro prossimo.
Un’occasione di riflessione: il ritorno di Marinetti
Il contesto di questo annuncio non è casuale. L’occasione è stata la presentazione al MAXXI della riedizione di un volume storico: “Marinetti. L’uomo e l’artista” di Emilio Settimelli, pubblicato per la prima volta nel 1921. La nuova edizione, curata dallo stesso Simongini per Historica Edizioni, offre uno spaccato vivido e “in diretta” della figura del fondatore del Futurismo, colto nel pieno della sua azione culturale. Questo evento editoriale ha inaugurato le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Marinetti, stimolando un rinnovato interesse per una delle figure più complesse e innovative del Novecento italiano.
L’incontro al MAXXI ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale italiano, tra cui Francesca Barbi Marinetti, critica d’arte e nipote del fondatore del movimento, e lo storico Giordano Bruno Guerri, a testimonianza della continua rilevanza del dibattito attorno all’eredità futurista.
Il successo de “Il tempo del futurismo”
La nuova mostra al MAXXI si innesta sul solco tracciato da “Il tempo del futurismo”, un’esposizione che ha saputo distinguersi per il suo approccio innovativo. Curata da Simongini e promossa dal Ministero della Cultura, la mostra celebrava l’ottantesimo anniversario della scomparsa di Marinetti. A differenza delle retrospettive passate, si è concentrata sul cruciale rapporto tra arte, scienza e tecnologia, illustrando quel “completo rinnovamento della sensibilità umana avvenuto per effetto delle grandi scoperte scientifiche” che fu alla base della nascita del movimento.
Con circa 350 opere tra dipinti, sculture e progetti, affiancate da libri, manifesti e persino da un idrovolante e automobili d’epoca, la mostra ha offerto un’immersione totale nell’atmosfera dell’epoca, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni. Una riflessione che, come sottolineato dal curatore, appare oggi attualissima, in un’era dominata dall’intelligenza artificiale che sembra avverare la profezia futurista della “macchinizzazione dell’umano e dell’umanizzazione della macchina”.
Il MAXXI come laboratorio del futuro
La scelta del MAXXI come sede per “Sensing the Future” è emblematica. Il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, con la sua architettura avveniristica e la sua vocazione alla sperimentazione, rappresenta il luogo ideale per esplorare la proiezione del Futurismo nella contemporaneità. Sotto la presidenza di Emanuela Bruni, nominata nel marzo 2025, il museo si sta consolidando come un punto di riferimento per l’innovazione culturale, la ricerca e l’inclusività. Questa nuova esposizione si inserisce perfettamente in una programmazione che mira a rafforzare il dialogo tra le diverse discipline artistiche e a indagare le possibili visioni del futuro, confermando il ruolo di Roma come capitale pulsante della cultura contemporanea.
