Bologna si appresta a vivere una serata di grande impatto emotivo e artistico. Venerdì 27 febbraio, il sipario del Teatro Celebrazioni si alzerà su “Gisellə”, una rilettura audace e contemporanea del balletto romantico per eccellenza, firmata dal talentuoso coreografo napoletano Nyko Piscopo. In scena, la Cornelia Dance Company, un ensemble che dal 2019 si è imposto all’attenzione nazionale per la sua ricerca sul corpo in movimento e la sua capacità di dialogare con il presente. Questa non è la “Giselle” che il pubblico si aspetta: è un’opera che, pur mantenendo intatta la potenza del mito, lo cala nelle complesse dinamiche del nostro tempo, interrogandosi su temi cruciali come l’identità di genere, il pregiudizio e l’incomunicabilità.
Una “Giselle” napoletana e universale
Come un abile alchimista, Nyko Piscopo ha attinto alla sua terra d’origine, Napoli, per trovare la chiave di volta della sua creazione. “Quando ho deciso di lavorare su un classico romantico ho pensato alla mia città, Napoli, e alla sua tradizione popolare e musicale”, ha spiegato il coreografo, “per raccontare quel sentimento che accomuna tutti i popoli e tutte le classi sociali: il tema dell’amore eterno”. È proprio questo sentimento, senza tempo e senza confini, il cuore pulsante di “Gisellə”. Una tematica che Piscopo definisce “contemporanea e futura”, trasformando la tragica storia d’amore in uno specchio delle relazioni umane di oggi, con un focus particolare sulla questione di genere.
La narrazione, dunque, si spoglia della sua patina ottocentesca per vestire i panni della nostra epoca. L’inganno e l’amore tradito, elementi centrali nel libretto originale di Adolphe Adam, diventano il pretesto per una riflessione più ampia che supera lo stigma e il pregiudizio, ancora così presenti nella società odierna. La fisicità materica ed elegante dei danzatori della Cornelia Dance Company diventa così il veicolo di un messaggio potente, capace di trascendere il linguaggio classico per arrivare dritto all’anima dello spettatore.
La sinergia delle arti per un’esperienza immersiva
Il progetto di Piscopo si distingue per la sua natura corale e multidisciplinare, dove ogni elemento artistico contribuisce a creare un universo denso di significati. La sinergia tra le arti è, infatti, uno dei pilastri di questa produzione. Le musiche originali e il sound design sono affidati a Luca Canciello, che tesse un tappeto sonoro capace di amplificare le emozioni e accompagnare la narrazione corporea. La componente visiva, di fondamentale importanza, è curata dal video artist Andrea De Simone (Desi), che crea un dialogo costante tra il palco e lo schermo. Questo “teatro nel teatro”, come lo definisce lo stesso Piscopo, non è un mero artificio scenico, ma uno strumento per riflettere sulla nostra società, sempre più dipendente dall’immagine e dal mondo digitale.
A completare la squadra creativa, le scene di Paola Castrignanò e i costumi di Daria D’Ambrosio (con gli abiti in video di Pina Raiano), che contribuiscono a definire un’estetica raffinata e potente. L’uso dell’en travesti, il ribaltamento dei generi attraverso l’abbigliamento, diventa una chiave narrativa cruciale, sottolineando come oggi il costume non definisca più in modo univoco l’identità di una persona.
Un conflitto generazionale e un dialogo tra reale e virtuale
Se la “Giselle” originale metteva in scena il conflitto insanabile tra due caste sociali, l’aristocrazia e il mondo contadino, la versione di Piscopo trasla questa contrapposizione su un piano diverso e attualissimo: l’incomunicabilità tra generazioni. Da una parte una generazione “poco attenta all’ascolto”, dall’altra una “molto confusa”, mentre intorno la società osserva e giudica. Un tema che risuona con forza nel nostro presente, rendendo lo spettacolo ancora più incisivo.
La scena è animata da tredici danzatori, in un continuo e affascinante dialogo tra la presenza fisica sul palco e la dimensione virtuale del video. Gli interpreti in scena sono Mimmina Ciccarelli, Nicolas Grimaldi Capitello, Leopoldo Guadagno, Eleonora Greco, Raffaele Guarino, Francesco Russo, Sara Ofelia Sonderegger e Matilde Valente. A loro si uniscono, attraverso lo schermo, Marina Iorio, Giuseppe Li Santi, Samantha Marenzena, Rita Pujia e Chiara Saracco. Questo scambio costante tra corpo e immagine moltiplica i punti di vista e amplifica il dualismo tra presenza e assenza, così centrale nel mito di Giselle e delle Villi.
La Cornelia Dance Company: innovazione e ricerca
Protagonista di questa coraggiosa operazione artistica è la Cornelia Dance Company. Fondata a Napoli nel 2019 da un collettivo di artisti tra cui lo stesso Nyko Piscopo, Nicolas Grimaldi Capitello, Eleonora Greco, Leopoldo Guadagno e Francesco Russo, la compagnia si è rapidamente affermata come una delle realtà più interessanti della danza contemporanea italiana. Riconosciuta dal Ministero della Cultura come Organismo di Produzione della Danza Under 35 e sostenuta dalla Regione Campania, Cornelia persegue un percorso di ricerca che fonde tradizione e innovazione, con l’obiettivo di mettere in discussione i codici della danza e promuovere l’inclusività del corpo danzante in ogni sua forma. “Gisellə” è una produzione realizzata in collaborazione con importanti partner come Scenario Pubblico/Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e con il supporto della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Asti Teatro e Officine San Carlo.
L’appuntamento è quindi per venerdì 27 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Celebrazioni di Bologna, per un’esperienza che promette di essere non solo uno spettacolo di danza, ma una profonda riflessione sull’amore, sull’identità e sul nostro complesso presente.
