TORINO – Un sospiro di sollievo attraversa il Biellese e l’Italia intera. Elsa Rubino, la studentessa di quindici anni rimasta gravemente ferita nel tragico incendio che ha devastato il locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera, durante la notte di Capodanno, è finalmente tornata a casa. Dopo quasi due mesi di angoscia e cure intensive presso l’ospedale di Zurigo, la giovane è stata trasferita giovedì 26 febbraio al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale CTO di Torino, una struttura d’eccellenza per il trattamento di pazienti con gravi ustioni. “Finalmente siamo a casa”, sono state le prime, commosse parole di Elsa, scesa sorridendo dall’elicottero che l’ha riportata in Piemonte, come riferito dal direttore del nosocomio, Massimo Navissano.
Una tragedia che ha sconvolto l’Europa
L’incendio di Crans-Montana, scoppiato la notte del 31 dicembre 2025, si è trasformato in una delle più gravi tragedie degli ultimi anni, con un bilancio drammatico di 41 morti e 115 feriti, in gran parte giovani e giovanissimi. Le fiamme, secondo le indagini, sarebbero state innescate dall’uso improprio di candele pirotecniche fissate su bottiglie di champagne, le cui scintille hanno incendiato il rivestimento fonoassorbente del soffitto del locale seminterrato. Un video, acquisito dalla procura svizzera, ha immortalato i primi, fatali istanti del rogo. La tragedia ha acceso i riflettori sulle norme di sicurezza dei locali pubblici, con indagini in corso per accertare le responsabilità dei proprietari del ‘Le Constellation’, accusati di non aver rispettato le normative antincendio.
Il calvario e la speranza di Elsa
Elsa si trovava nel locale per festeggiare il Capodanno quando è stata avvolta dalle fiamme, riportando ustioni di secondo e terzo grado su circa il 60% del corpo. Le sue condizioni sono apparse critiche fin da subito, rendendo necessario il ricovero in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva a Zurigo. Per 22 giorni, la giovane ha lottato tra la vita e la morte, sottoponendosi a numerosi e delicati interventi chirurgici. La svolta è arrivata a fine gennaio con il suo risveglio, un momento descritto dal padre come “il più intenso dopo la nascita della figlia”. Da quel momento, il quadro clinico ha iniziato a mostrare lenti ma costanti miglioramenti, fino alla decisione dei medici di autorizzare il trasferimento in Italia.
Durante il lungo ricovero, la famiglia non l’ha mai lasciata sola. La comunità di Biella si è stretta attorno a loro con manifestazioni di affetto e momenti di preghiera. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato a Zurigo per incontrare i genitori della ragazza, esprimendo la vicinanza dell’intera nazione.
Il ritorno a casa: un nuovo inizio
Il trasferimento a Torino, coordinato dalla Protezione Civile piemontese, è avvenuto senza intoppi. Elsa è stata accolta nella terapia sub-intensiva del Centro Grandi Ustioni del CTO. “L’abbiamo trovata in ottime condizioni”, ha dichiarato Lorenzo Angelone, direttore sanitario della Città della Salute e della Scienza di Torino. I medici sottolineano che “la strada verso la guarigione è ancora molto lunga”, ma il fatto che da alcuni giorni respiri autonomamente e abbia superato la fase acuta iniziale rappresenta un traguardo fondamentale. La madre, Isabella, ha espresso la sua gioia e il suo sollievo: “Elsa è felice di tornare in Italia, per lei significa avere gli amici a portata di mano e poter ricominciare il percorso scolastico, non vedeva l’ora”.
La vicinanza a casa permetterà ad Elsa di ricevere più facilmente il sostegno di familiari e amici, un elemento cruciale nel lungo e complesso percorso di riabilitazione che la attende. I compagni di classe del Liceo Sella di Biella, che in queste settimane hanno mantenuto un filo diretto con la famiglia, hanno accolto la notizia con grande gioia, pronti a riabbracciare la loro amica.
Le indagini proseguono
Mentre per Elsa inizia un nuovo capitolo, le indagini sulla strage di Crans-Montana proseguono. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo. Di recente è stato acquisito un nuovo video, girato nei giorni precedenti alla tragedia, che mostra il locale affollato e la presenza di minorenni che consumano alcol. Questo materiale, insieme alle testimonianze dei sopravvissuti che parlano di uscite di sicurezza bloccate, sarà fondamentale per ricostruire la dinamica dei fatti e le responsabilità.
Il ritorno di Elsa in Italia è un raggio di luce in una vicenda buia, un simbolo di resilienza e speranza. La sua forza e il suo sorriso sono una testimonianza della tenacia della vita di fronte alla tragedia, mentre la giustizia prosegue il suo corso per dare risposte alle famiglie delle vittime.
